Infantino, lo stipendio da capogiro che avrebbe potuto raggiungere: quasi come Haaland, Hamilton e Curry

Il fallito progetto della FIFA avrebbe potuto portare lo stipendio di Gianni Infantino oltre i 30 milioni di euro, avvicinandolo ai compensi di Haaland, Hamilton e Curry.

Infantino è finito nuovamente al centro delle polemiche dopo il fallimento del controverso progetto per privatizzare parte delle attività commerciali legate alla Coppa del Mondo. Il presidente della FIFA continua a sostenere di avere consensi sufficienti per rimanere alla guida dell’organizzazione, ma nelle ultime settimane le critiche nei suoi confronti sono aumentate sensibilmente.

La vicenda potrebbe avere conseguenze anche sulla sua corsa alle elezioni previste nella primavera del 2027. A pesare non è soltanto il progetto economico, ma anche le indiscrezioni relative ai possibili benefici che l’operazione avrebbe prodotto per lo stesso presidente della FIFA.

Un possibile stipendio da oltre 30 milioni di euro

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Times, se il piano fosse andato in porto Infantino avrebbe potuto percepire uno stipendio superiore ai 30 milioni di euro, a cui si sarebbero aggiunti eventuali bonus.

Una cifra enorme, soprattutto se confrontata con l’attuale remunerazione del numero uno del calcio mondiale. L’operazione avrebbe previsto la creazione di una nuova struttura commerciale, denominata FIFA Forward Enterprise, destinata a gestire importanti attività legate alle competizioni internazionali.

Un compenso al livello delle grandi superstar

A rilanciare la notizia è stato anche The Sun, che ha utilizzato dati provenienti da portali specializzati nella raccolta di informazioni su stipendi e contratti sportivi, tra cui Capology e Spotrac.

Il confronto restituisce una cifra particolarmente significativa: il possibile nuovo compenso di Infantino lo avrebbe collocato praticamente allo stesso livello economico di alcune delle più grandi stelle dello sport mondiale.

Tra i nomi utilizzati per il paragone figurano Erling Haaland nel calcio, Lewis Hamilton in Formula 1 e Stephen Curry nella pallacanestro.

Infantino come Haaland, Hamilton e Curry

Il paragone ha immediatamente attirato l’attenzione perché mette sullo stesso piano il presidente dell’organismo che governa il calcio mondiale e alcuni degli atleti più pagati e riconoscibili del pianeta.

Haaland è una delle principali stelle del Manchester City e del calcio internazionale. Hamilton rappresenta una delle figure più importanti della Formula 1, mentre Curry è una delle icone assolute della NBA.

Un eventuale stipendio superiore ai 30 milioni di euro avrebbe quindi proiettato Infantino in una fascia retributiva riservata a pochissime personalità dello sport mondiale.

Il progetto FIFA Forward Enterprise

Al centro della vicenda c’è il piano che la FIFA aveva studiato per raccogliere ingenti capitali privati attraverso una nuova entità commerciale.

L’obiettivo era monetizzare una parte dei diritti e delle attività legate alle principali competizioni organizzate dalla federazione internazionale. Il progetto, tuttavia, ha incontrato una forte opposizione da parte di diversi soggetti coinvolti nel mondo del calcio ed è stato infine accantonato.

Il fallimento dell’iniziativa ha alimentato interrogativi sulla gestione economica e sulla governance della FIFA.

La pioggia di critiche sul presidente

Infantino si trova così a dover gestire una situazione politica più delicata rispetto a poche settimane fa.

Il presidente continua a poter contare su una rete di sostenitori e, secondo quanto riportato, non considera a rischio la propria posizione. Tuttavia, la crescente quantità di critiche potrebbe diventare un elemento importante in vista delle prossime elezioni.

Il caso dello stipendio potenziale rischia inoltre di amplificare il dibattito sull’opportunità di legare una remunerazione così elevata alla guida dell’organizzazione calcistica mondiale.

Il precedente del Galles

A rendere ancora più complicata la situazione c’è anche la recente decisione della Federazione calcistica del Galles di ritirare ufficialmente il proprio sostegno alla candidatura di Infantino per il mandato 2027-2031.

La federazione gallese ha motivato la scelta citando problemi relativi alla governance, alla leadership, alla comunicazione e alla gestione dei rapporti con gli stakeholder.

Il Galles è diventato così il primo organismo nazionale a comunicare pubblicamente il ritiro del proprio appoggio alla candidatura del presidente della FIFA.

La sfida verso le elezioni del 2027

Il futuro politico di Infantino sarà inevitabilmente uno dei temi centrali dei prossimi mesi. Il presidente dovrà difendere la propria leadership e cercare di mantenere compatto il consenso delle federazioni.

Il fallimento del progetto di privatizzazione del Mondiale e le indiscrezioni sul possibile stipendio da oltre 30 milioni di euro rappresentano due questioni diverse, ma entrambe contribuiscono ad alimentare il dibattito sulla gestione della FIFA.

Per Infantino, la partita non è ancora persa. Ma il percorso verso la riconferma potrebbe essere molto più complicato di quanto previsto.

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