Sono passati trentuno anni da una delle dichiarazioni più celebri nella storia dello sport. Il 18 marzo 1995 una frase brevissima fece il giro del mondo e segnò una svolta epocale per la National Basketball Association: “I’m back”.
Con queste due parole, Michael Jordan annunciò il suo ritorno sul parquet dopo due anni lontano dal basket, periodo durante il quale aveva deciso di tentare una nuova avventura nel baseball.
Il fax che fermò il mondo dello sport
Quel giorno del 1995, negli uffici della NBA arrivò un fax con il logo dei Chicago Bulls. Il messaggio era sorprendentemente breve: solo la frase “I’m back”. Bastò questo per scatenare un’ondata di entusiasmo tra tifosi, media e addetti ai lavori.
Dopo aver annunciato il ritiro nel 1993 dichiarando di aver “perso il desiderio di giocare”, Jordan decise quindi di tornare alla pallacanestro, riaccendendo immediatamente l’attenzione di tutto il mondo sportivo.
Il periodo nel baseball
Durante la sua pausa dal basket, Jordan aveva lasciato il pallone a spicchi per impugnare una mazza da baseball. L’esperienza però non ebbe lo stesso successo ottenuto sui campi NBA.
Al momento del ritorno indossò la maglia numero 45, perché il suo storico 23 non era disponibile in quella stagione. L’anno successivo sarebbe tornato al numero che lo aveva reso una leggenda.
Il ritorno in campo e la crescita dei Bulls
All’inizio il rientro non fu semplice. Dopo due anni lontano dal basket, Jordan dovette ritrovare ritmo e condizione. Nonostante questo, riuscì comunque a trascinare i Bulls con una media di 27 punti a partita in quella stagione.
La squadra arrivò fino alle semifinali della Eastern Conference, dove fu eliminata per 4-2 dagli Orlando Magic.
L’inizio di una nuova dinastia
Quella delusione diventò la scintilla per un nuovo ciclo vincente. Nell’estate successiva Jordan si allenò con un’intensità leggendaria e i Bulls tornarono dominanti.
Il risultato fu uno dei periodi più iconici della storia NBA: tre titoli consecutivi nel 1996, 1997 e 1998, completando il secondo “three-peat” della franchigia di Chicago.
A oltre trent’anni di distanza, quel semplice fax e quelle due parole restano uno dei momenti più iconici dello sport mondiale. “I’m back” non fu solo l’annuncio di un ritorno: segnò l’inizio di un’altra era di dominio firmata Michael Jordan.
