Golf, Masters di Augusta: McIlroy entra nella storia

Rory McIlroy conquista per il secondo anno consecutivo il Masters di Augusta, diventando il primo a riuscirci dopo Tiger Woods. Il successo arriva dopo una gara combattuta e lo inserisce tra i grandi del golf.

Rory McIlroy continua a scrivere pagine memorabili del golf mondiale. Il campione nordirlandese ha conquistato per il secondo anno consecutivo il Masters di Augusta, confermando la “Giacca Verde” al termine di un’ultima giornata intensa e carica di tensione.

Dopo aver inseguito a lungo questo titolo nel corso della carriera, McIlroy aveva finalmente completato il Grande Slam nel 2025. A distanza di appena dodici mesi, è riuscito a difendere il trofeo, rafforzando ulteriormente il proprio status tra i più grandi di sempre.

Un’impresa riservata a pochi

Con questo successo, McIlroy entra in un ristretto gruppo di leggende capaci di vincere il Masters per due anni consecutivi. Prima di lui ci erano riusciti soltanto nomi iconici come Tiger Woods, Jack Nicklaus e Nick Faldo.

Il trionfo del 2026 non è solo una conferma, ma la dimostrazione definitiva della sua continuità ad altissimo livello, arrivata dopo anni di tentativi, cadute e ripartenze.

Una vittoria sofferta fino all’ultimo colpo

Il successo non è stato privo di difficoltà. McIlroy ha chiuso il torneo con uno score complessivo di -12, precedendo di un solo colpo lo statunitense Scottie Scheffler, fermo a -11.

Alle loro spalle, un gruppo compatto a -10 composto da Justin Rose, Cameron Young, Tyrrell Hatton e Russell Henley ha reso la corsa al titolo incerta fino alle ultime buche.

L’ultimo giro è stato un concentrato di emozioni: cinque birdie, due bogey e un doppio bogey hanno raccontato una giornata tutt’altro che lineare, in cui il nordirlandese ha dovuto gestire pressione e imprevisti.

Il momento decisivo sul finale

Dopo aver costruito un piccolo margine di vantaggio, McIlroy ha rischiato tutto proprio sull’ultima buca. Un tee shot impreciso al 18 ha complicato la situazione, costringendolo a giocare con estrema precisione i colpi successivi.

Il sangue freddo, però, ha fatto la differenza: con un approccio decisivo è riuscito a portare la palla sul green e a chiudere con un par fondamentale. Il putt finale, corto ma carico di tensione, ha sancito la vittoria tra l’esultanza e il sollievo.

Una carriera da leggenda

Questo trionfo rappresenta il sesto major in carriera per McIlroy, che aggiunge un nuovo capitolo a un percorso iniziato con la vittoria allo US Open nel 2011, proseguito con i PGA Championship del 2012 e 2014 e con il British Open del 2014.

Dopo anni di attesa per completare il Grande Slam, oggi il nordirlandese non solo ha raggiunto l’élite del golf, ma si conferma come uno dei protagonisti assoluti della sua epoca.

Classifica finale (par 72)

  1. Rory McIlroy – 276 (67-65-73-71)
  2. Scottie Scheffler – 277 (70-74-65-68)
  3. Justin Rose – 278 (70-69-69-70)
  4. Cameron Young – 278 (73-67-65-73)
  5. Tyrrell Hatton – 278 (74-66-72-66)
  6. Russell Henley – 278 (73-71-66-68)
  7. Collin Morikawa – 279 (74-69-68-68)
  8. Sam Burns – 279 (67-71-68-73)
  9. Max Homa – 280 (72-70-71-67)
  10. Xander Schauffele – 280 (70-72-70-68)

McIlroy, ancora una volta, è riuscito a trasformare la pressione in gloria, confermandosi protagonista assoluto sul palcoscenico più prestigioso del golf.

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