Nel paddock della Formula 1 torna la tensione tra i top team, con un nuovo caso tecnico che coinvolge il sistema ibrido delle power unit e che avrebbe creato malumori in casa Ferrari nei confronti di Mercedes AMG Petronas Formula One Team, attuale riferimento tecnico del campionato.
Secondo quanto emerso dopo il terzo Gran Premio della stagione, la questione riguarda un possibile utilizzo “furbo” della gestione dell’energia elettrica in qualifica, già adottato – in forme simili – anche da altri costruttori come quelli legati a Red Bull.
Il nodo della gestione dell’energia elettrica
Il punto centrale della vicenda riguarda la possibilità di sfruttare il sistema ibrido delle power unit per prolungare l’erogazione della potenza elettrica lungo i rettilinei durante i giri di qualifica.
In particolare, alcuni motori sarebbero riusciti a mantenere la spinta elettrica più a lungo nella fase finale del giro, interrompendo poi bruscamente l’erogazione attraverso un sistema previsto dal regolamento in caso di emergenza del MGU-K.
Il sistema di emergenza al centro del caso
Il meccanismo contestato è quello che consente, in caso di necessità, di disattivare improvvisamente il motore elettrico da 350 kW a zero. Una procedura pensata per situazioni di sicurezza, ma che in determinate condizioni può essere sfruttata strategicamente in qualifica.
Il regolamento prevede infatti che, dopo l’attivazione, il sistema venga bloccato per 60 secondi. Una limitazione che però non avrebbe impatto significativo nei giri lanciati, poiché il pilota è già in fase di rallentamento o rientro ai box.
Proprio questa dinamica avrebbe aperto il dibattito sull’utilizzo “al limite” della norma, senza violarla formalmente ma sfruttandone le zone grigie.
Le reazioni nel paddock
La situazione avrebbe attirato l’attenzione della federazione internazionale, che starebbe monitorando diversi comportamenti sospetti emersi in pista durante il weekend in Giappone, anche in occasione di alcune anomalie di prestazione registrate in varie sessioni.
All’interno del paddock, la posizione più critica sarebbe quella della Ferrari, che avrebbe chiesto chiarimenti ufficiali sulla regolarità di questo tipo di procedura, ritenuta potenzialmente lontana dallo spirito originario del regolamento.
Secondo le contestazioni, il sistema potrebbe anche generare rischi in pista, poiché la riduzione improvvisa della potenza in rettilineo potrebbe creare differenze di velocità pericolose tra vetture in pieno giro veloce.
La decisione della FIA e i possibili sviluppi
Dopo aver analizzato la situazione, la FIA avrebbe iniziato a valutare eventuali correzioni regolamentari per evitare interpretazioni troppo estensive del sistema di emergenza.
Nel frattempo, Mercedes avrebbe deciso di non utilizzare più questa procedura durante il resto del weekend giapponese, segnale che la questione è stata considerata delicata anche all’interno del team.
Il caso resta quindi aperto, con possibili ulteriori chiarimenti regolamentari attesi nei prossimi mesi, mentre la lotta tra i top team si sposta ancora una volta dal cronometro ai dettagli tecnici e interpretativi del regolamento.