F1, blackout digitale in Malesia: cosa è successo prima della partenza

Un guasto software alle nuove power unit ha bloccato il GP del Bahrain disputato a Sepang, costringendo la Formula 1 a fermare la procedura e distribuire un aggiornamento d’emergenza.

Un problema informatico mai visto prima ha trasformato la partenza del Gran Premio del Bahrain disputato a Sepang, in Malesia, in uno dei momenti più caotici della stagione 2026 di Formula 1. Dopo il ritardo iniziale provocato dalla forte pioggia tropicale, diversi piloti si sono ritrovati improvvisamente senza potenza durante il giro di formazione, costringendo la direzione gara a interrompere la procedura e intervenire direttamente sul software delle nuove power unit.

Le monoposto si fermano durante il giro di formazione

Il problema si è manifestato quando alcune vetture procedevano a velocità molto bassa sul circuito bagnato. In quelle condizioni si è creata una combinazione insolita tra regime del motore, scarsa aderenza, gestione dell’energia specifica per la pista bagnata e configurazione di alcuni settori del tracciato di Sepang.

Il risultato è stato un’improvvisa perdita di potenza su diverse monoposto. Alcune vetture hanno quasi smesso completamente di avanzare, mentre i sistemi non riuscivano a ripristinare normalmente l’erogazione.

La combinazione di fattori che ha mandato in crisi il sistema

Alla base del guasto non ci sarebbe stato un singolo elemento, ma una sequenza di circostanze particolari. Le vetture stavano viaggiando quasi a passo d’uomo, anche a causa dell’effetto fisarmonica che si era creato tra i piloti durante il giro di formazione.

Proprio questa situazione ha fatto emergere un difetto che fino a quel momento non si era mai presentato. La stagione 2026, infatti, non aveva ancora offerto condizioni di pioggia reale tali da riprodurre lo stesso scenario.

L’intervento d’emergenza sul software

Per risolvere il problema, il reparto tecnico ha rimosso la limitazione relativa alla gestione dell’energia nei settori coinvolti e distribuito un aggiornamento software a tutte le squadre.

Durante l’interruzione, i team hanno così potuto apportare le modifiche necessarie alle rispettive power unit. L’operazione ha richiesto tempo e ha contribuito a prolungare la pausa prima della ripartenza.

Il ritardo complessivo è stato di 53 minuti, durante i quali le squadre hanno lavorato per assicurarsi che le vetture potessero tornare regolarmente in pista.

Perché il problema non era emerso prima

Il comportamento anomalo delle power unit ha sorpreso anche i tecnici, proprio perché si è verificato in condizioni estremamente specifiche.

Le nuove unità motrici del 2026 non avevano ancora affrontato una combinazione simile di pista fortemente bagnata, velocità molto ridotte e particolari impostazioni di recupero e distribuzione dell’energia. Solo il verificarsi contemporaneo di tutti questi fattori ha fatto emergere il difetto.

Dopo l’aggiornamento il GP è ripartito

Una volta installata la correzione informatica, la gara è ripresa senza ulteriori problemi di questo tipo.

La Formula 1 ha quindi evitato conseguenze più serie, ma l’episodio di Sepang ha mostrato quanto le nuove monoposto siano dipendenti dalla gestione elettronica e dal software, soprattutto in condizioni limite.

La corsa è poi proseguita regolarmente, lasciandosi alle spalle un avvio caratterizzato da pioggia, bandiera rossa e da un blackout digitale destinato a restare uno degli episodi tecnici più particolari del Mondiale 2026.

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