Davidovich trionfa a Shanghai: rimonta Jódar e conquista uno storico Masters 1000 davanti a Federer e Safin

Alejandro Davidovich Fokina conquista il Masters 1000 di Shanghai 2026 battendo Rafa Jódar in rimonta per 1-6, 7-6, 6-4. Una vittoria storica per il tennis spagnolo, davanti a Roger Federer e Marat Safin.

Sembrava una finale destinata a concludersi rapidamente, con Rafa Jódar padrone del campo e Alejandro Davidovich Fokina incapace di trovare una risposta. Invece, dopo un primo set dominato dal giovane avversario, il tennista di Malaga ha cambiato il destino della partita, trasformando una situazione complicatissima nel successo più importante della sua carriera. Domenica 18 ottobre 2026, Davidovich ha conquistato il Masters 1000 di Shanghai battendo il connazionale Jódar con il punteggio di 1-6, 7-6(5), 6-4 dopo due ore e 26 minuti di battaglia. Un’impresa che lo rende il primo spagnolo a vincere il torneo cinese, sotto gli occhi di due campioni come Roger Federer e Marat Safin.

Jódar domina il primo set, Davidovich fatica a reagire

L’inizio della finale ha lasciato pochi dubbi su chi stesse giocando meglio. Rafa Jódar, ventenne e numero 13 del mondo alla vigilia, è partito con grande sicurezza, imponendo il proprio ritmo e mettendo continuamente in difficoltà Davidovich.

Il 6-1 del primo parziale racconta una superiorità netta, costruita nell’arco di appena mezz’ora. Per il ventisettenne andaluso, numero 26 del ranking, la situazione è rimasta complicata anche all’inizio del secondo set, quando Jódar ha conquistato un altro break e si è avvicinato ulteriormente al titolo.

Il giovane madrileno sembrava avere davanti a sé un’occasione straordinaria: vincere il suo primo Masters 1000, entrare tra i migliori dieci giocatori del mondo e rafforzare la propria candidatura alle ATP Finals.

Ma Davidovich, reduce da un torneo nel quale aveva già superato numerose difficoltà, non aveva intenzione di arrendersi.

La svolta nel secondo set e il tie-break decisivo

La partita ha cominciato a cambiare nel sesto gioco del secondo set. Davidovich è riuscito a recuperare il break di svantaggio, trovando energie e soluzioni tecniche che fino a quel momento sembravano mancargli.

Tra i punti più spettacolari della sua rimonta, anche un passante di rovescio giocato mentre cadeva a terra dopo aver raggiunto una palla corta.

Da quel momento la finale si è trasformata in una sfida di resistenza, con scambi sempre più impegnativi e un’intensità fisica crescente.

Il servizio ha aiutato Davidovich a restare in partita nei momenti difficili. Nel secondo parziale ha annullato cinque delle sei palle break affrontate, riuscendo a trascinare Jódar al tie-break.

Qui l’esperienza ha fatto la differenza. Un solo punto perso al servizio dal ventenne è bastato per spostare gli equilibri, prima che Davidovich chiudesse il set con un ace sul 7-5.

Jódar soffre fisicamente, Davidovich completa la rimonta

Nel terzo set la maggiore resistenza fisica di Davidovich è diventata un fattore determinante. Dopo oltre due ore di gioco, Jódar ha cominciato a manifestare problemi alla gamba destra, tanto da richiedere l’intervento del fisioterapista per un trattamento alla coscia.

Il giovane spagnolo ha dovuto fare i conti anche con il rischio di crampi, mentre il suo avversario continuava a mantenere un’intensità elevata.

Davidovich ha sfruttato il momento favorevole senza perdere lucidità, riuscendo a conquistare il parziale decisivo per 6-4.

La vittoria ha premiato la sua capacità di resistere nei momenti peggiori e di cambiare l’andamento dell’incontro, dopo un avvio nel quale il titolo sembrava ormai nelle mani dell’avversario.

Federer e Safin assistono alla finale di Shanghai

A rendere ancora più speciale il successo è stata la presenza sugli spalti di Roger Federer e Marat Safin, due ex numeri uno del mondo che hanno assistito alla sfida tra i tennisti spagnoli.

Davanti a loro, Davidovich ha firmato una delle vittorie più significative della propria carriera, dimostrando una maturità che negli anni precedenti non sempre era riuscito a esprimere con continuità.

Il talento dell’andaluso non è mai stato in discussione, fin dai tempi del successo nel torneo juniores di Wimbledon. Più difficile, invece, era stato trasformare le qualità tecniche e atletiche in risultati regolari ai massimi livelli.

A Shanghai è arrivata un’altra conferma dei progressi compiuti negli ultimi mesi.

Il terzo titolo del 2026 e la svolta nella carriera

Il trionfo di Shanghai rappresenta il terzo titolo ATP conquistato da Davidovich, tutti arrivati nel corso del 2026. Dopo aver perso le prime cinque finali disputate nel circuito maggiore, lo spagnolo ha completamente invertito la tendenza, vincendo tutte e tre quelle affrontate in questa stagione.

Il primo successo era arrivato sull’erba di Maiorca, prima che un problema alla schiena lo costringesse a fermarsi per circa due mesi. Tornato in campo per la tournée asiatica, aveva conquistato il torneo di Chengdu, preparando così il terreno per l’impresa di Shanghai.

Importante anche il lavoro svolto da giugno con l’allenatore José «Pepo» Clavet, che lo ha accompagnato in una fase di maggiore maturità.

Davidovich ha spiegato di sentirsi diverso rispetto al passato, ricordando anche la finale persa a Montecarlo nel 2022. Oggi affronta il tennis con maggiore tranquillità e con il desiderio di godersi ogni partita, indipendentemente dal turno e dall’importanza dell’appuntamento.

Un successo storico per il tennis spagnolo

La vittoria assume un valore speciale anche per il movimento tennistico spagnolo. Prima di Davidovich, nessun giocatore della Spagna era riuscito ad aggiudicarsi il Masters 1000 di Shanghai.

Ci avevano provato Rafael Nadal, sconfitto nelle finali del 2009 e del 2017, David Ferrer nel 2011 e Roberto Bautista Agut nel 2016.

Con il successo del ventisettenne andaluso, la Spagna può ora vantare almeno un vincitore in tutti e nove i tornei della categoria Masters 1000, istituita nel 1990.

Oltre al prestigioso trofeo, Davidovich ha conquistato un premio di 1.151.380 dollari, equivalente a circa un milione di euro.

Classifica ATP, Davidovich sale al numero 13: Jódar sfiora la top 10

Il risultato di Shanghai avrà conseguenze importanti anche sul ranking mondiale. Davidovich compirà un salto di tredici posizioni, passando dal numero 26 al numero 13, il miglior piazzamento della sua carriera.

Jódar, invece, vedrà sfumare l’ingresso tra i primi dieci giocatori del mondo. In caso di vittoria sarebbe riuscito a raggiungere la top 10, mentre la sconfitta lo porterà all’undicesima posizione.

Nonostante l’amarezza per la finale persa, il ventenne conferma una crescita straordinaria e resta pienamente coinvolto nella corsa verso le ATP Finals di Torino.

Nella classifica stagionale, il giovane madrileno occupa il nono posto, mentre Davidovich sale al sedicesimo.

Coppa Davis, Davidovich rilancia la propria candidatura

Il successo cinese potrebbe pesare anche sulle future scelte del capitano della nazionale spagnola, David Ferrer, in vista della Coppa Davis.

Jódar è considerato un candidato importante per affiancare Carlos Alcaraz negli incontri di singolare, ma la crescita di Davidovich offre un’ulteriore alternativa.

La composizione definitiva della squadra non è ancora stabilita e resta un posto da assegnare. Il titolo conquistato a Shanghai rappresenta quindi un argomento importante a favore del ventisettenne.

Per Davidovich, tuttavia, il valore di questa domenica va ben oltre una possibile convocazione. Dopo anni nei quali il suo talento si era alternato a risultati incostanti, il successo contro Jódar dimostra che può competere e vincere anche negli appuntamenti più importanti.

Dalla sconfitta per 6-1 nel primo set alla conquista del suo primo Masters 1000, Shanghai diventa così il simbolo della sua trasformazione: non soltanto un giocatore spettacolare, ma un tennista capace di resistere, rimontare e imporsi quando il titolo sembra ormai perduto.

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