La prima semifinale di Coppa Italia tra Como e Inter si chiude senza reti e senza particolari emozioni. Lo 0-0 maturato al Sinigaglia rimanda ogni discorso qualificazione alla gara di ritorno, in programma tra cinquanta giorni a San Siro. Una sfida bloccata, povera di occasioni, dove a prevalere sono state le difese e una certa prudenza tattica da entrambe le parti.
Ventidue uomini spesso concentrati in trenta metri, grande densità a centrocampo e poche fiammate offensive: questo il copione di una partita che non ha rispettato le aspettative della vigilia.
Chivu: “Non è stata una partita da Inter”
Nel post gara il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha analizzato con lucidità la prestazione della sua squadra, sottolineando le difficoltà legate all’emergenza in rosa.
“Avevamo problemi, eravamo in emergenza e i ragazzi sono stati bravi a capire le difficoltà”, ha dichiarato Chivu a SportMediaset. L’allenatore ha ammesso che non si è trattato di una prestazione all’altezza: la gara non è stata “una partita da Inter” e nemmeno “una partita bella da vedere”.
Chivu ha evidenziato come il Como abbia saputo mettere in difficoltà i nerazzurri soprattutto nella gestione del pallone e nella zona centrale del campo: “Siamo stati bravi a capire quello che dovevamo fare, siamo stati anche fortunati e a volte devi accettare anche il pareggio”.
Turnover e scelte tattiche
Entrambi gli allenatori hanno optato per un ampio turnover in vista dei prossimi impegni di campionato. Il tecnico del Como Cesc Fabregas ha ridisegnato la difesa con un’inedita linea a tre, mentre l’Inter si è presentata con diverse seconde linee, anche in vista del derby con il Milan.
Chivu ha scelto Martinez come portiere di coppa e ha inserito dal primo minuto giocatori come Darmian, Frattesi, Carlos Augusto e Diouf, lasciando a riposo altri titolari. Una gestione ragionata delle energie che però ha contribuito a rendere la partita ancora più bloccata.
Il primo tempo è scivolato via senza grandi occasioni. Il Como ha provato a rendersi pericoloso con iniziative personali, mentre l’Inter ha mantenuto un predominio territoriale sterile, senza mai affondare con decisione.
Occasioni isolate e tanta prudenza
Per assistere al primo vero tiro in porta bisogna attendere il 35’, quando Nico Paz calcia dal limite trovando la deviazione di Martinez. Nel finale di tempo Vojvoda sfiora il vantaggio con un sinistro a giro che termina di poco a lato.
Nella ripresa l’episodio più clamoroso è il palo colpito da Darmian da posizione defilata. Il Como risponde con una grande occasione costruita da Smolcic per Valle, che però spreca sottoporta. L’Inter, dal canto suo, continua con un atteggiamento attendista, più concentrata a chiudere gli spazi che a creare superiorità offensiva.
I cambi in blocco di Chivu non modificano l’inerzia dell’incontro, che torna rapidamente su ritmi bassi e senza spunti.
“Una partita da zero a zero”
Ai microfoni di InterTv, Chivu ha definito la sfida “da zero a zero”, giudicando il risultato sostanzialmente giusto. “Non abbiamo niente da ribaltare, ripartiamo in parità e abbiamo ancora tutto nelle nostre mani”, ha spiegato.
Il tecnico ha poi rimarcato l’importanza del ritorno: “Chi vincerà andrà in finale, sappiamo l’importanza del ritorno”.
La qualificazione resta dunque apertissima. Dopo novanta minuti di equilibrio e prudenza, sarà la sfida di San Siro a decidere chi conquisterà l’accesso alla finale di Coppa Italia.