Buffon si dimette da capo delegazione della Nazionale: “L’obiettivo era riportare al Mondiale la Nazionale e non ci siamo riusciti”

Gigi Buffon ha annunciato le sue dimissioni da capo delegazione della Nazionale italiana di calcio, spiegando la sua decisione sui social e collegandola anche alle scelte del presidente Gravina.

Dopo le dimissioni del presidente federale, anche il capo delegazione della Nazionale italiana ha scelto di interrompere il proprio incarico. Una decisione maturata subito dopo la sconfitta contro la Bosnia, risultato che ha sancito l’esclusione dell’Italia dal terzo Mondiale consecutivo e aperto una fase di forte incertezza per il calcio azzurro.

Il messaggio e la scelta di responsabilità

L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblico, in cui viene chiarito il legame tra la scelta personale e il cambiamento ai vertici federali.

Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro – le sue parole sul social -, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità. Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi era stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti”.

La decisione viene quindi descritta come immediata, maturata già al termine della gara, ma rimandata su richiesta di un momento di riflessione generale.

L’obiettivo mancato e il bilancio dell’esperienza

Tra le motivazioni principali viene indicato il risultato sportivo non raggiunto, considerato centrale nel progetto tecnico e organizzativo della Nazionale.

L’obiettivo era riportare al Mondiale la Nazionale e non ci siamo riusciti”.

Nel suo bilancio personale, viene sottolineato l’impegno nel ruolo ricoperto e la volontà di contribuire a un processo di crescita strutturale, con particolare attenzione al settore giovanile e al coordinamento tra le varie selezioni.

Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21 – si legge -. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore. Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte”.

La scelta di lasciare libertà alla futura gestione

Nel motivare il passo indietro, viene evidenziata anche la volontà di non condizionare le future decisioni della Federazione, lasciando piena libertà al nuovo assetto dirigenziale.

È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo”.

Un passaggio che si inserisce in un contesto di profonda riorganizzazione, con la Federazione chiamata a rinnovare i propri vertici nelle prossime settimane.

Il contesto federale e le possibili conseguenze

Le dimissioni arrivano infatti in un momento di transizione, con il 22 giugno indicato come data per l’elezione del nuovo presidente federale. In questo scenario si inseriscono anche le conseguenze sullo staff tecnico, con l’ipotesi di ulteriori cambiamenti ai vertici della Nazionale.

Secondo le ricostruzioni, anche la posizione del commissario tecnico appare destinata a essere ridefinita, in un quadro generale di profondo riassetto dopo l’eliminazione dal Mondiale.

Un addio carico di emozione

Il saluto finale è accompagnato da un tono personale e fortemente emotivo, che chiude l’esperienza con un ringraziamento e un richiamo alla maglia azzurra.

Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”.

magazine Attualità