Alcaraz attacca il calendario ATP: “Impossibile giocare tutto, mi fermerò uno o due mesi”

Carlos Alcaraz critica il calendario ATP e annuncia pause più lunghe per evitare infortuni. Altri tennisti esprimono preoccupazione per la densità degli impegni.

Carlos Alcaraz continua il suo percorso agli US Open 2026 e, dopo il successo all’esordio contro Roman Safiullin, supera anche Jaime Faria al termine di una partita che gli ha permesso di mettere alla prova soprattutto la propria condizione fisica. Lo spagnolo si è imposto con il punteggio di 4-6, 6-0, 6-3, 6-2, conquistando così l’accesso al turno successivo.

Dopo quattro mesi lontano dalle competizioni, Alcaraz ha mostrato ancora una volta colpi, intensità e carattere, reagendo alla perdita del primo set e prendendo progressivamente il controllo dell’incontro.

“Giocare quattro set è stato davvero positivo”

In conferenza stampa, lo spagnolo non ha nascosto che avrebbe preferito chiudere prima la partita, soprattutto considerando che si trattava del secondo incontro della sessione serale. Allo stesso tempo, però, ha riconosciuto l’utilità di una sfida più lunga per verificare la risposta del proprio fisico.

“A essere sincero, volevo che fosse veloce. Non voglio mentire. Ma alla fine mi sono reso conto che giocare quattro set è stato davvero positivo per me, per mettere alla prova tutto dal punto di vista fisico, controllare come risponde il mio corpo, come mi sento e come starò domani dopo una partita di quattro set”.

Alcaraz si è detto soddisfatto anche del livello espresso per tutta la durata dell’incontro: “Sono contento di essere riuscito a giocare un buon tennis durante i quattro set, anche se ovviamente, essendo il secondo match della sessione serale, avrei voluto che fosse più rapido”.

Il ritorno dopo quattro mesi e le sensazioni fisiche

Uno dei temi principali riguarda inevitabilmente il lungo stop affrontato prima del ritorno in campo. Alcaraz ha spiegato che gli allenamenti gli avevano già restituito buone sensazioni, soprattutto per quanto riguarda il diritto e la possibilità di giocare senza pensare continuamente al problema al polso.

“La competizione è ovviamente un mondo completamente diverso rispetto agli allenamenti. Però mi sono allenato normalmente, colpendo il diritto con molta libertà e senza pensare al polso in nessun momento, né durante gli allenamenti né durante le partite”.

L’obiettivo, una volta entrato in campo, è stato quello di ritrovare la naturalezza precedente all’infortunio.

“So che quando entro in campo devo semplicemente andare fino in fondo ogni volta. Devo sentirmi normale. Devo colpire come facevo prima dell’infortunio e vedere cosa succede dopo. Mi sento benissimo. Non c’è alcun motivo per avere paura e non colpire normalmente”.

La svolta dopo il primo set perso

Contro Faria, Alcaraz ha dovuto anche modificare il proprio piano tattico. Le condizioni della sessione notturna hanno reso il gioco differente rispetto alle partite disputate durante il giorno, con una pallina più difficile da spingere e meno semplice da utilizzare per trovare colpi vincenti.

“La sessione serale è un mondo completamente diverso rispetto a giocare di giorno. La palla diventa più grande. È più complicato muoverla e fare male”.

Lo spagnolo ha riconosciuto di aver commesso qualche errore nella gestione iniziale dell’incontro. Dopo aver mancato una possibilità di break, ha cercato di accorciare eccessivamente gli scambi.

“Volevo semplicemente giocare punti corti ed è stato un errore da parte mia. Avevo bisogno di giocare con più pazienza, costruire i punti con scambi lunghi, di tre, quattro o cinque colpi, e poi andare a chiuderli”.

La correzione è arrivata subito dopo il primo set.

“Dopo ho capito cosa dovevo fare. Dovevo avere più pazienza e costruire meglio i punti fin dall’inizio. Ho ottenuto presto un break e questo mi ha aiutato molto a giocare più tranquillo e a pensare con maggiore lucidità. Direi che quello è stato il punto di svolta”.

Alcaraz contro un calendario troppo intenso

La parte più significativa delle dichiarazioni dello spagnolo riguarda però il futuro e la gestione della stagione. Il lungo periodo senza tornei è stato provocato da un problema fisico e non rappresentava una scelta programmata, ma Alcaraz ha chiarito che in futuro intende inserire volontariamente periodi di pausa nel proprio calendario.

“Ho avuto una pausa più lunga di quanto volessi, a essere sincero. Ma vedendo quanto è fitto il calendario, ovviamente non avrei voluto fermarmi per un infortunio. Tuttavia, in futuro prenderò alcune pause, anche lunghe. Forse non quattro mesi, ma uno o due mesi, saltando alcuni tornei, perché è impossibile giocarli tutti”.

“Siamo in giro a competere per circa 40 settimane”

Alcaraz ha quindi rivolto un messaggio preciso a chi organizza il circuito, sottolineando il numero crescente di appuntamenti importanti e gli obblighi previsti per i giocatori.

“Credo che stiano aggiungendo sempre più tornei importanti. In qualche modo ci stanno obbligando a giocare. Si può dire che puoi scegliere, che puoi decidere il tuo calendario, ma ci sono alcuni Masters 1000, alcuni Slam e, se dobbiamo disputare tutti i tornei obbligatori che l’ATP ci richiede, siamo in giro a competere per circa 40 settimane”.

Secondo lo spagnolo, un ritmo simile rischia inevitabilmente di avere conseguenze sulla salute e sulla condizione degli atleti.

“È impossibile e stiamo vedendo molti giocatori infortunarsi, molti giocatori stancarsi. Se non fanno qualcosa al riguardo, in futuro vedremo ancora più casi”.

La scelta per il futuro: saltare alcuni tornei

Il recente stop non è stato quindi qualcosa che Alcaraz avrebbe scelto, ma l’esperienza sembra averlo convinto della necessità di gestire diversamente gli impegni nelle prossime stagioni.

“Prendere questa pausa a causa di un infortunio non è stato qualcosa di positivo, ma quello che voglio dire è che in futuro prenderò alcune pause e salterò sicuramente alcuni tornei”.

Intanto, agli US Open, il ritorno dello spagnolo continua con risposte positive sia dal punto di vista del gioco sia sotto l’aspetto fisico. La vittoria contro Faria gli ha permesso di affrontare quattro set, ritrovare ritmo competitivo e verificare sul campo la tenuta del corpo dopo il lungo periodo lontano dai tornei.

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