Arriva in prima serata su Rai 1 Uno sbirro in Appennino, la nuova fiction che segna il debutto di Claudio Bisio nei panni di un commissario di polizia. La serie, composta da quattro appuntamenti, prende il via giovedì 9 aprile e propone un racconto che mescola indagine, ironia e dimensione emotiva, con un forte legame al territorio.
Diretta da Renato De Maria e ideata da Fabio Bonifacci, la produzione unisce elementi di crime, commedia e dramma sentimentale, costruendo una narrazione stratificata e accessibile.
La trama: un ritorno che cambia tutto
Al centro della storia c’è Vasco Benassi, commissario esperto ma impulsivo, costretto a lasciare la città per tornare nel paese d’origine, l’immaginario borgo di Muntagò. Un rientro tutt’altro che semplice, che si trasforma presto in un confronto con il passato e con relazioni mai davvero chiuse.
Fin dalla prima puntata, Benassi si trova alle prese con un caso delicato: la morte sospetta di un anziano, inizialmente attribuita alla badante ma destinata a rivelarsi molto più complessa. Parallelamente, l’attenzione si concentra su Magico, figlio della sua ex compagna, la cui posizione diventa sempre più ambigua con il procedere delle indagini.
Il secondo episodio: strategie e tensioni
Nel corso della seconda puntata, le indagini prendono una direzione più articolata. Amaranta, giovane poliziotta determinata, si avvicina a Magico fingendo un coinvolgimento sentimentale, nel tentativo di ottenere informazioni utili.
La scelta si rivela rischiosa ma decisiva: porta infatti alla scoperta di una piantagione illegale nascosta nei boschi. L’arresto del ragazzo rappresenta un punto di svolta nella vicenda, ma accende anche un duro conflitto tra Benassi e Nicole, convinta che dietro le azioni del commissario si nascondano motivazioni personali.
Tra indagini e legami personali
Uno degli elementi centrali della fiction è l’intreccio tra il piano investigativo e quello emotivo. Il ritorno a Muntagò costringe il protagonista a fare i conti con vecchi amori, rivalità e legami familiari, in un contesto dove passato e presente si sovrappongono continuamente.
Il rapporto con Amaranta, ad esempio, evolve progressivamente in qualcosa di profondo e difficile da definire, sospeso tra mentorship, affetto e riconoscimento reciproco. Allo stesso modo, la relazione con Nicole resta segnata da sentimenti irrisolti e tensioni mai sopite.
Il cast e i personaggi
Accanto a Claudio Bisio, il cast riunisce volti noti e nuove presenze. Valentina Lodovini interpreta Nicole, sindaca e amore del passato del protagonista, mentre Chiara Celotto è Amaranta, giovane agente pronta a mettersi in gioco.
Completano il gruppo Elisa D’Eusanio, Ivan Zerbinati, Michele Savoia e Lorenzo Minutillo, contribuendo a costruire un racconto corale in cui ogni personaggio ha un ruolo preciso nello sviluppo della storia.
L’Appennino come protagonista
L’ambientazione rappresenta uno degli elementi distintivi della serie. Girata tra diversi borghi dell’Appennino emiliano, la fiction valorizza paesaggi, tradizioni e criticità di un territorio spesso poco raccontato.
Il borgo di Muntagò, pur essendo immaginario, diventa simbolo di una realtà concreta, segnata da fenomeni come lo spopolamento ma anche ricca di identità culturale. La natura, i boschi e i piccoli centri abitati non fanno da semplice sfondo, ma diventano parte integrante della narrazione.
Quando e dove vedere la serie
Uno sbirro in Appennino va in onda ogni giovedì alle 21:45 su Rai 1, con episodi disponibili anche in streaming su RaiPlay. La serie è strutturata in quattro prime serate, ciascuna composta da due episodi, per un totale di otto capitoli che accompagneranno il pubblico tra misteri, emozioni e ritorni al passato.