Debutta questa sera, martedì 29 settembre, in prima serata su Rai 1 “Tutto l’amore che resta”, la nuova fiction diretta da Andrea Rebuzzi con Raoul Bova e Giulia Bevilacqua. Al centro della storia c’è il Liceo Helen Keller, una scuola che prova a superare le barriere tra studenti abili, ragazzi con disabilità e giovani con percorsi personali complessi, mettendo al centro inclusione, crescita e relazioni umane.
Dove vedere Tutto l’amore che resta
La prima puntata va in onda alle 21.30 su Rai 1 e sarà disponibile anche su RaiPlay, sia in contemporanea sia on demand. La serie è composta da otto episodi distribuiti in cinque prime serate: questa sera saranno trasmessi i primi due.
La fiction è l’adattamento italiano di una serie franco-belga premiata, ispirata a una storia reale e ambientata originariamente in un istituto che accoglie insieme studenti con disabilità e normodotati.
Raoul Bova è il preside Stefano Fogli
Raoul Bova interpreta Stefano Fogli, preside del Liceo Helen Keller. Il suo obiettivo è costruire una scuola in cui le differenze non vengano nascoste o considerate un limite, ma diventino parte di un percorso comune.
La sua visione è legata anche alla vita privata. Stefano è infatti padre di Luca, affetto da osteogenesi imperfetta, una condizione che lo ha portato a vivere in forte isolamento. Il preside cerca quindi di abbattere barriere non soltanto dentro l’istituto, ma anche nella propria famiglia.
Bova ha spiegato di essersi riconosciuto nel personaggio anche per il proprio percorso di studi, ricordando di aver frequentato l’Istituto Magistrale e poi l’ISEF. L’attore ha sottolineato l’importanza di una scuola capace di valorizzare le differenze senza creare etichette o modelli tutti uguali.
La trama della prima puntata
Nel primo episodio si aprono le porte del Liceo Helen Keller e arrivano alcuni nuovi studenti. Tra loro ci sono Vittoria, interpretata da Gloria Harvey, e il fratello Matteo, autistico. Vittoria proviene da una realtà molto diversa e vive il trasferimento come uno stravolgimento della propria quotidianità.
Entrano in scena anche Alex e Pietro, due ragazzi con un passato nel carcere minorile ai quali Stefano vuole offrire un’occasione di riscatto attraverso il lavoro socialmente utile. Dietro l’impegno del preside, però, resta la difficoltà di gestire l’isolamento del figlio Luca e una serie di segreti legati al passato di alcuni studenti.
Nel secondo episodio arrivano i primi conflitti
Nel secondo episodio Stefano deve affrontare l’ostilità di alcuni genitori contrari al suo modo di gestire la scuola. Parallelamente decide di affidare Luca ad Alex, nonostante i timori della moglie.
Intanto Giulio fatica ad accettare la nuova condizione fisica successiva a un incidente, mentre Vittoria si avvicina ad Ambra, ragazza tetraplegica che vive nell’istituto. Tra le due nasce un rapporto inatteso dopo una punizione.
A complicare ulteriormente gli equilibri arriva Michela, interpretata da Giulia Bevilacqua, un’ispettrice ministeriale legata al passato di Stefano. La sua presenza rischia di mettere in discussione il futuro del liceo.
Una serie sulla disabilità senza ridurla a un’etichetta
Il progetto affronta il tema della disabilità attraverso storie differenti, evitando di raccontarla come una condizione uniforme. Ogni personaggio reagisce in modo diverso alle proprie fragilità: c’è chi le affronta con rabbia, chi con ironia e chi attraverso un percorso più lento di accettazione.
Nel cast figura anche Chiara Bordi, attrice con una protesi alla gamba sinistra dopo un grave incidente stradale, qui nel ruolo di Barbara. Il regista Andrea Rebuzzi ha spiegato di aver voluto raccontare non soltanto gli ostacoli, ma anche ciò che può nascere emotivamente dal confronto con il limite.
L’obiettivo dichiarato è costruire un racconto corale, più vicino a un dramma generazionale che a una rappresentazione didascalica, in cui amori, conflitti, paure e desideri restano centrali quanto le condizioni fisiche dei protagonisti.