Tommaso Paradiso è stato costretto a fermarsi dopo aver contratto il Toscana virus, un’infezione trasmessa dai pappataci e diffusa soprattutto durante i mesi più caldi. Il cantante ha raccontato sui social di essere stato punto da uno di questi piccoli insetti e di essere in fase di recupero, pur non avendo ancora ritrovato completamente la forma.
A causa delle sue condizioni, l’artista ha annunciato che non potrà partecipare agli RTL Power Hits del 1° settembre e ai Radio Zeta Future Hits del 2 settembre, entrambi in programma all’Arena di Verona.
Tommaso Paradiso e il Toscana virus: “Sono in via di guarigione”
È stato lo stesso Paradiso a spiegare quanto accaduto. Attraverso una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram, il cantante ha rivelato che “un pappatacio ha deciso di pungermi trasmettendomi il Toscana Virus”. L’artista ha poi rassicurato sulle proprie condizioni, precisando: “Sono in via di guarigione, ma non ancora al massimo”.
La necessità di recuperare completamente ha quindi determinato la rinuncia ai due appuntamenti musicali previsti a Verona all’inizio di settembre.
Cos’è il Toscana virus e perché si chiama così
Il Toscana virus, indicato anche con la sigla TOSV, appartiene ai Phlebovirus. Il suo nome deriva dalla regione nella quale venne isolato per la prima volta, all’inizio degli anni Settanta: la scoperta risale infatti al 1971.
Nonostante la denominazione, la sua presenza non è limitata alla Toscana. Il virus circola in diverse zone d’Italia e in numerosi Paesi dell’area mediterranea, tra cui Spagna, Portogallo, Francia, Croazia, Grecia, Cipro e Turchia, oltre ad alcune aree del Nord Africa.
La diffusione è legata principalmente alla stagione calda, quando aumenta l’attività degli insetti responsabili della trasmissione.
Come si trasmette: il ruolo dei pappataci
A trasmettere il Toscana virus all’uomo sono i flebotomi infetti, conosciuti comunemente come pappataci. Tra le specie coinvolte figurano Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfiliewi.
Si tratta di insetti di dimensioni inferiori rispetto alle comuni zanzare e caratterizzati da un volo particolarmente silenzioso. Le loro larve, a differenza di quelle delle zanzare, non hanno bisogno di raccolte d’acqua per svilupparsi, ma trovano condizioni favorevoli in ambienti umidi e bui, come accumuli di foglie e detriti, sotto le pietre, nel letame o nelle tane degli animali.
Il periodo nel quale è richiesta maggiore attenzione va indicativamente dalla primavera all’autunno, con una presenza particolarmente significativa tra luglio e settembre.
Toscana virus, quali sono i sintomi
L’incubazione può durare da pochi giorni fino a circa due settimane. In molti casi l’infezione non provoca alcun disturbo e può quindi essere completamente asintomatica.
Quando compaiono manifestazioni cliniche, nella maggior parte delle persone si tratta di una forma febbrile lieve destinata a risolversi spontaneamente. I sintomi possono includere febbre, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, nausea e vomito. È stata inoltre segnalata la possibile comparsa di un eritema cutaneo maculo-papulare.
La sintomatologia dura mediamente circa sette giorni e generalmente si conclude con la guarigione.
Le forme più gravi: meningite ed encefalite
Più raramente il Toscana virus può interessare il sistema nervoso centrale e provocare meningite, encefalite o meningoencefalite. In questi casi possono manifestarsi cefalea intensa, rigidità del collo, forte sensibilità alla luce, confusione e alterazioni dello stato di coscienza, oltre ad altri disturbi neurologici nelle situazioni più severe.
La mortalità legata all’infezione resta eccezionale, ma le forme neuroinvasive richiedono attenzione medica e possono rendere necessario il ricovero ospedaliero.
Tra il 2016 e il 2023 in Italia sono stati confermati 607 casi autoctoni neuroinvasivi. Per 580 pazienti dei quali erano disponibili le informazioni risultò necessario il ricovero, mentre furono registrati due decessi. Nel biennio 2022-2023 si contarono 276 casi, rispetto ai 331 complessivi dei sei anni precedenti, con un’incidenza risultata circa 2,6 volte superiore.
I casi segnalati in Italia nell’estate 2026
Il virus ha continuato a essere rilevato anche durante l’estate 2026. Nel mese di luglio sono stati diagnosticati due casi di meningite da Toscana virus nell’area di Città di Castello, mentre un altro episodio è stato descritto nelle Marche.
È stata inoltre documentata l’infezione di un giovane viaggiatore ungherese dopo un soggiorno a Napoli. Queste segnalazioni, tuttavia, non permettono di stabilire il numero complessivo delle infezioni registrate nel Paese durante il 2026, poiché al momento non è disponibile un bilancio nazionale completo e confrontabile.
La reale circolazione del virus potrebbe inoltre essere più ampia rispetto ai casi diagnosticati, proprio perché le infezioni asintomatiche o caratterizzate da disturbi lievi spesso non vengono sottoposte a test.
Non esistono vaccino e terapia specifica
Per il Toscana virus non è attualmente disponibile un vaccino e non esiste un trattamento antivirale specifico. Nelle forme lievi la terapia è quindi rivolta ai sintomi e può comprendere riposo, reintegro dei liquidi e dei sali minerali, antipiretici e antinfiammatori.
Quando compaiono manifestazioni neurologiche è invece necessaria una valutazione medica e, nei casi più importanti, può essere richiesto il ricovero.
Come proteggersi dalle punture dei pappataci
La prevenzione passa soprattutto dalla protezione individuale contro i flebotomi. Tra le precauzioni utili rientrano l’impiego di repellenti sulle parti del corpo esposte, l’utilizzo di indumenti coprenti e l’installazione di zanzariere con maglie particolarmente fitte, poiché le piccole dimensioni dei pappataci possono consentire loro di attraversare reti troppo larghe.
È inoltre importante ricordare che il Toscana virus non viene normalmente trasmesso da una persona all’altra. Il contagio avviene attraverso la puntura del flebotomo infetto e la presenza di un caso non comporta quindi la profilassi dei contatti prevista per altre forme di meningite.
Una febbre dopo una puntura non indica automaticamente un’infezione da Toscana virus. In presenza, però, di sintomi come mal di testa molto intenso, rigidità nucale, fotofobia, confusione o altri disturbi neurologici è necessaria una tempestiva valutazione medica.