Tiger Woods è tornato a mostrarsi in pubblico dopo la vicenda giudiziaria che gli è costata una sospensione della patente di cinque anni. Il campione di golf, 50 anni e vincitore di 15 Major, è stato visto venerdì sera allo Stanford Stadium, dove ha seguito la partita di football universitario tra Stanford e Miami.
Il ritorno allo Stanford Stadium
Woods si è presentato con un cappellino bianco di Stanford e una maglia con zip del suo marchio Sun Day Red. Durante la serata è apparso sereno, sorridente e disponibile a parlare con amici e membri dello staff presenti a bordo campo.
Prima del calcio d’inizio è stato anche visto conversare con il rapper E-40. La scelta di tornare proprio a Stanford ha un valore particolare per il golfista, che prima di diventare professionista aveva conquistato 11 tornei universitari con l’ateneo californiano.
Una serata particolare contro Miami
La partita aveva anche un risvolto personale per Woods. Negli ultimi anni il suo legame con i Miami Hurricanes è diventato più stretto per via della relazione con Vanessa Trump.
Kai Trump, figlia diciannovenne di Vanessa, ha infatti iniziato da poco il primo anno all’Università di Miami, dove prosegue anche la propria carriera nel golf come componente della squadra degli Hurricanes.
Sul campo, però, la serata è stata decisamente amara per Stanford: Miami ha dominato la partita imponendosi con un netto 45-6.
Pochi giorni prima l’udienza in tribunale
La presenza di Woods allo stadio è arrivata appena due giorni dopo un appuntamento ben più serio. Mercoledì il golfista si era presentato al tribunale della contea di Martin insieme a Vanessa Trump per definire l’accordo giudiziario legato all’incidente automobilistico avvenuto a marzo nei pressi della sua abitazione a Jupiter Island.
Vanessa è stata vista mentre teneva Woods per mano all’arrivo in tribunale, mostrando pubblicamente il proprio sostegno durante l’udienza.
L’accordo giudiziario e la patente sospesa
Woods ha accettato di non contestare un’accusa ridotta di guida spericolata e il rifiuto di sottoporsi ai test previsti.
L’accordo gli ha permesso di evitare il carcere, ma ha portato a una conseguenza rilevante: la sospensione della patente di guida per cinque anni.
Anche Donald Trump ha commentato il caso
Donald Trump è intervenuto pubblicamente sulla vicenda, definendo l’accordo raggiunto “molto equo”.
Ha anche osservato che Woods potrebbe semplicemente affidarsi a un autista, ricordando di avergli già suggerito in passato di farlo. Trump ha inoltre sottolineato che nel sistema del golfista non era stato rilevato alcol, facendo riferimento invece alle difficoltà legate ai farmaci da prescrizione e al dolore.
Cosa era successo nell’incidente di marzo
La vicenda giudiziaria nasce dall’incidente del 27 marzo a Jupiter, in Florida.
Secondo la ricostruzione delle autorità, Woods stava guidando la sua Land Rover ad alta velocità lungo una strada costiera quando il SUV ha urtato un autoarticolato. Dopo l’impatto, il veicolo del golfista si è ribaltato su un fianco, mentre il camion ha riportato danni stimati in circa 5mila dollari.
Sul posto, gli agenti hanno trovato in possesso di Woods due compresse di oppioidi.
Il periodo lontano dai riflettori
Dopo l’incidente, Woods ha trascorso un periodo in riabilitazione in Svizzera e si è tenuto lontano dalla vita pubblica.
La presenza allo Stanford Stadium rappresenta quindi la sua prima apparizione significativa dopo mesi di riservatezza e dopo la conclusione della vicenda giudiziaria.
