Stranger Things 5, il finale divide i fan: Undici è viva o morta? L’ambiguità voluta dai fratelli Duffer

Il finale di Stranger Things 5 lascia aperto il destino di Undici: viva o morta? I fratelli Duffer spiegano la scelta di un epilogo volutamente ambiguo che divide i fan.

Il sipario su Stranger Things è calato con un finale potente e carico di emozioni, capace di chiudere l’epopea di Hawkins e del Sottosopra dopo anni di successi. Eppure, proprio l’ultimo episodio della quinta stagione ha lasciato il pubblico con una domanda destinata a far discutere a lungo: quale è stato il vero destino di Undici?

La battaglia conclusiva contro Vecna porta alla distruzione definitiva del Sottosopra e sembra segnare anche il sacrificio estremo del personaggio interpretato da Millie Bobby Brown. Undici scompare nel momento cruciale, lasciando intendere una morte eroica necessaria a fermare per sempre l’orrore e gli esperimenti sui bambini. Tuttavia, il racconto sceglie consapevolmente di non dare risposte definitive.

A suggerire una possibile chiave di lettura è Mike, durante l’ultima partita di Dungeons & Dragons nel seminterrato, luogo simbolico da cui tutto era iniziato. Il ragazzo racconta una storia che diventa metafora del finale: una maga creduta morta che in realtà è riuscita a fuggire, iniziando una nuova vita lontano da tutti. “Io ci credo”, dice Mike. E con lui sembrano crederci anche gli altri. Non è una certezza, ma una scelta di fede, la stessa che viene lasciata allo spettatore.

A rafforzare questa interpretazione c’è l’ultima immagine di Undici: sola, immersa nella natura, tra cascate imponenti e lontana da Hawkins. Non è chiaro se si tratti di una realtà concreta o di una visione simbolica, ma il messaggio è limpido: rappresenta la speranza, l’idea che Undici possa aver trovato finalmente pace e una vita diversa.

I fratelli Duffer hanno affrontato apertamente la questione nelle interviste successive al finale, chiarendo che l’ambiguità non è casuale. Matt Duffer ha spiegato che questa conclusione era stata pensata fin dall’inizio, quando Stranger Things era concepita come una miniserie: Undici doveva sacrificarsi in qualche modo. Una scelta dolorosa, soprattutto dopo dieci anni trascorsi con il personaggio e con l’attrice, ma ritenuta necessaria per chiudere davvero il cerchio.

Ross Duffer ha sottolineato come il finale sia un ritorno alle origini: i ragazzi nel seminterrato, esattamente dove tutto era cominciato. Ma Undici, secondo i creatori, è sempre stata qualcosa di più di una semplice protagonista. Per Matt Duffer incarna la magia dell’infanzia, quel periodo in cui tutto sembra possibile e che inevitabilmente si perde crescendo. Proprio per questo, che sia viva o morta, Undici doveva comunque lasciare il gruppo: non esisteva una versione della storia in cui restava con loro fino alla fine.

Alla domanda diretta sul suo destino, i Duffer hanno scelto di non sbilanciarsi. Nessuna risposta ufficiale, nessuna verità definitiva. “Se i personaggi non sanno cosa sia successo, allora non deve saperlo nemmeno il pubblico”, hanno spiegato, ribadendo che dare una spiegazione chiara avrebbe svuotato il senso del sacrificio.

Nel frattempo, il mondo di Stranger Things non è destinato a chiudersi del tutto. In un’intervista a Deadline, i fratelli Duffer hanno confermato che la storia di Mike, Undici e degli altri è conclusa, ma la mitologia della serie continuerà con uno spin-off già in fase di sviluppo. Non sarà incentrato su Holly o su nuovi bambini, né ambientato nello stesso periodo storico: si tratterà di qualcosa di più piccolo, con una mitologia nuova, ma capace di rispondere ad alcune domande rimaste aperte nel finale.

Undici, dunque, è viva o morta? Stranger Things sceglie di non dirlo. E forse, come suggerisce Mike, la vera risposta non sta nei fatti, ma nella libertà di decidere in cosa credere. Una scelta narrativa affascinante per alcuni, frustrante per altri, ma coerente con l’idea di un addio che parla di crescita, perdita e memoria.

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