Si sta ancora parlando del matrimonio di Damiano David e Dove Cameron

Un racconto dell’evento che ha catturato l’attenzione di molti: la cerimonia romantica a Montalcino, i festeggiamenti blindatissimi e l’assenza di immagini ufficiali.

Giovedì 24 settembre 2026, Damiano David e Dove Cameron si sono sposati civilmente nel suggestivo Palazzo Comunale di Montalcino, immerse nell’atmosfera magica della Val d’Orcia. L’evento privato, ma non scevro da momenti che hanno suscitato curiosità, ha visto la partecipazione di amici, familiari, celebrità e – indirettamente – dei componenti dei Måneskin.  

La cerimonia, sobria ed elegante, si è svolta nel tardo pomeriggio. Damiano David e Dove Cameron sono arrivati insieme a bordo di una Lancia d’epoca color crema: l’attesa degli invitati e la scenografia naturale hanno donato un’impronta fiabesca alla loro entrata. La sposa ha scelto un tailleur bianco aderente, completato da camicia e piccolo cravattino; lo sposo ha indossato un doppiopetto panna, senza cravatta, accompagnato da una stola di seta (secondo Sky TG24), in abiti dal forte richiamo sartoriale italiano. Alla cerimonia hanno presenziato solo una trentina di persone, tra parenti e testimoni stretti. Il rito, celebrato dal sindaco Silvio Franceschelli, è stato tradotto in inglese per ospiti stranieri, e la musica è stata affidata ad un quartetto d’archi. 

Subito dopo il “sì”, gli sposi sono usciti dal municipio passando tra applausi, il lancio del riso e le foto con i fan e i curiosi in Piazza. Un momento celebrato con un bacio, sotto lo sguardo attento di chi era presente, ma anche documentato da fotografi e passanti. Poi è iniziato il ricevimento in un resort blindatissimo, Castiglion del Bosco, con invitati selezionati (circa 200 persone), rigorosa riservatezza e nessuna foto ufficiale diffusa.  

Nel corso della giornata sono emersi dettagli che hanno catturato l’immaginazione: l’auto d’epoca che ha portato gli sposi, l’allestimento con fiori bianchi decorativi del municipio, un’apertura sprezzante di teatralità che però si è mantenuta su toni discreti.  L’evento è durato tre giorni, trasformato in un weekend di relax, festa, vino – Brunello in primo piano – con piscine, paesaggi toscani, momenti conviviali e un invito pressante alla privacy. 

C’è poi il mistero: le foto ufficiali mancano. Nessuno scatto stilizzato, nessuna posa organizzata, nessuna pubblicazione ufficiale da parte degli sposi o dei loro entourage; solo frammenti, fotografie rubate qua e là sui social, output non controllati che lasciano spazio all’immaginazione. La mancanza di immagini ufficiali ha contribuito a dare al tutto un’atmosfera più intima, meno dorata; più vera, forse. 

 

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