Invece di partecipare alla cerimonia degli Oscar 2026 per ritirare il suo premio come miglior attore non protagonista per Una battaglia dopo l’altra, Sean Penn ha scelto di volare a Kiev. Il 65enne attore, già vincitore di due Oscar in passato, ha preferito incontrare il presidente ucraino Volodímir Zelenski piuttosto che calcare il palco del Dolby Theatre di Los Angeles.
Un gesto simbolico e concreto
Penn non è nuovo a gesti di forte impatto: in passato ha persino offerto una delle sue statuette del premio alla causa ucraina, promettendo che sarebbe rimasta a Kiev fino alla vittoria del paese contro la Russia. Questo atto, insieme ad altri progetti umanitari, lo colloca tra le voci americane più visibili in difesa dell’Ucraina.
Le radici del suo impegno
L’attivismo di Penn affonda le radici nella tradizione liberale della sua famiglia: suo padre, Leo Penn, fu inserito nella lista nera di Hollywood negli anni ’50 per essersi rifiutato di testimoniare davanti al Comitato per le attività antiamericane. Sean ha poi continuato questa eredità impegnandosi in cause internazionali, dalla guerra in Iraq al terremoto ad Haiti, fino agli aiuti post-Katrina a New Orleans.
Dal cinema all’azione umanitaria
Penn ha sempre alternato il lavoro artistico con l’impegno diretto sul campo. Ha guidato operazioni di soccorso in zone colpite da calamità naturali e ha creato campi per sfollati, guadagnandosi riconoscimenti per l’efficacia concreta delle sue iniziative. Anche quando il suo attivismo ha suscitato critiche, come nel caso di rapporti con leader controversi o interviste rischiose, Penn ha dimostrato coerenza nel suo approccio diretto.
L’incontro con Zelenski e la svolta ucraina
L’avvicinamento di Penn a Zelenski è iniziato nel 2021, quando il progetto di un documentario sulla carriera dell’attore-comico diventato presidente sembrava un’occasione cinematografica leggera. Tuttavia, l’invasione russa del febbraio 2022 ha trasformato il progetto in un racconto di guerra e coraggio. L’impegno diretto sul campo ha rafforzato la stima di Penn verso Zelenski e il popolo ucraino, simboli di resistenza e principi democratici.
Il documentario Superpower
Il documentario di Penn, Superpower, mostra il suo viaggio attraverso le zone colpite dal conflitto e le interazioni con civili e militari. La critica è stata mista: alcuni hanno lodato la sincerità e l’impatto, mentre altri hanno sottolineato la centralità dell’attore rispetto alla storia del popolo ucraino. Penn, però, ha sempre mantenuto un approccio personale e diretto, evitando spettacolarizzazioni superficiali.
Un’amicizia consolidata nel tempo
La relazione tra Penn e Zelenski si è rafforzata negli anni. L’attore nel 2022 ha consegnato una delle sue statuette al presidente come simbolo di sostegno e ha continuato a incontrarlo in varie occasioni pubbliche, rafforzando il legame tra Hollywood e la resistenza ucraina.