Questa sera, nella seconda serata del Festival, le Bambole di Pezza tornano a esibirsi all’Ariston per la seconda volta in questa edizione. Dopo il debutto della prima serata, la band tutta al femminile ripropone Resta con me, il brano con cui gareggia tra i Big, consolidando una presenza che rappresenta una novità assoluta per il rock declinato al femminile sul palco più popolare della musica italiana.
Dalle origini milanesi alla svolta rock
Il progetto nasce a Milano nel 2002 per iniziativa di Morgana Blue. Fin dagli esordi, il gruppo affianca al suono punk rock e alternative un messaggio chiaro su uguaglianza, autodeterminazione e contrasto alla violenza di genere. Il primo album, Crash Me, segna l’ingresso sulla scena indipendente; nel 2003 arrivano circa 70 concerti in tutta Italia.
Nel 2005 la cantante Micky lascia la band per trasferirsi in Spagna, sostituita da Rox Randisi. Dopo alcune pause, il gruppo si riunisce nel 2014 per celebrare i dieci anni di Strike. La vera ripartenza arriva nel 2021, quando le chitarriste storiche Morgana Blue e Dani Piccirillo rilanciano il progetto con una nuova formazione.
La formazione attuale e i nuovi dischi
Dal 2022 la line-up è composta da Cleo (voce), Morgana Blue (chitarra solista), Dani Piccirillo (chitarra ritmica e cori), Xina (batteria e cori) e Kaj (basso e cori).
Nel 2023 esce Dirty, mentre nel 2024 arrivano singoli come Cresciuti male in collaborazione con J-Ax. A gennaio 2025 pubblicano Wanted, quarto album in studio. La band vanta un’intensa attività live, con aperture a gruppi internazionali come Mötley Crüe ed Editors e la partecipazione al Concertone del Primo Maggio.
“Resta con me”: testo e significato
Il brano in gara, scritto anche con la collaborazione di Nesli, è una power ballad che mescola energia punk e melodia pop. Resta con me non è una classica canzone romantica: il testo parla di solitudine, crescita, resistenza emotiva e bisogno di restare uniti “in questi tempi di odio”.
L’invito che attraversa il ritornello – “Resta con me” – diventa un appello alla coesione, alla sorellanza e alla costruzione di legami autentici in un’epoca dominata dall’isolamento sociale. Il significato centrale ruota attorno all’idea che condividere progetti e fragilità possa essere complesso, ma profondamente gratificante.
Impegno e identità
Sorellanza, femminismo e autodeterminazione sono temi che attraversano l’intero percorso artistico della band. Il nome stesso è un manifesto: “bambole”, sì, ma consapevoli, reali, capaci di portare sul palco idee e vulnerabilità.
Il duetto e i prossimi live
Nella serata delle cover le Bambole di Pezza si esibiranno con Cristina D’Avena sulle note di Occhi di gatto. Dopo Sanremo, il gruppo tornerà dal vivo con il “Club Tour 2026”, previsto tra aprile e maggio in diverse città italiane, con doppie date anche a Milano, Bologna, Padova, Roma e Napoli.
Stasera, con la seconda esibizione all’Ariston, la band punta a rafforzare l’impatto del proprio messaggio, portando sul palco energia rock e una visione che va oltre la musica.