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Sanremo 2026, Mara Sattei e Mecna: storia, testo e significato di “L’ultimo bacio”

A Sanremo 2026, Mara Sattei interpreta “L’ultimo bacio” con Mecna, omaggiando Carmen Consoli. Il brano del 2000, simbolo della fine di un amore e della colonna sonora dell’omonimo film, racconta con poesia il dolore e la consapevolezza di un addio.

Stasera, alla serata cover del Festival di Sanremo 2026, Mara Sattei porta sul palco “L’ultimo bacio” insieme a Mecna. La scelta è un omaggio a Carmen Consoli, autrice del brano e voce simbolo del cantautorato femminile italiano.

La storia del brano

“L’ultimo bacio” è contenuta nell’album Stato di necessità (2000) ed è diventata celebre anche come colonna sonora del film L’ultimo bacio di Gabriele Muccino.

Il brano ha segnato un’epoca, trasformandosi in una delle canzoni italiane più rappresentative della fine di un amore. Nel testo compare anche una citazione sanremese: i “violini suonati dal vento” richiamano “Piove” di Domenico Modugno, presentata al Festival nel 1959.

Testo e significato

“L’ultimo bacio, mia dolce bambina / brucia sul viso come gocce di limone” è uno degli incipit più intensi della canzone italiana contemporanea.

Il brano racconta il momento esatto in cui una relazione finisce: non c’è rabbia esplosiva, ma un dolore lucido, quasi eroico. È l’addio consapevole di chi sa che l’amore è stato vero, ma non basta più.

L’ultimo bacio diventa simbolo di un passaggio: chiude una storia ma apre una nuova fase di maturità. La scrittura di Consoli è intima, poetica, capace di unire dolcezza e ferocia nello stesso verso.

Cerchi riparo fraterno conforto
tendi le braccia allo specchio
ti muovi a stento e con sguardo severo
biascichi un malinconico Modugno
Di quei violini suonati dal vento
l’ultimo bacio mia dolce bambina
brucia sul viso come gocce di limone
l’eroico coraggio di un feroce addio
ma sono lacrime mentre piove piove
mentre piove piove
mentre piove piove
Magica quiete velata indulgenza
dopo l’ingrata tempesta
riprendi fiato e con intenso trasporto
celebri un mite ed insolito risveglio
Mille violini suonati dal vento
l’ultimo abbraccio mia amata bambina
nel tenue ricordo di una pioggia d’argento
il senso spietato di un non ritorno
Di quei violini suonati dal vento
l’ultimo bacio mia dolce bambina
brucia sul viso come gocce di limone
l’eroico coraggio di un feroce addio
ma sono lacrime mentre piove piove
mentre piove piove
mentre piove piove

Il duetto all’Ariston

Per Mara Sattei – in gara con “Le cose che non sai di me” – è una scelta coerente: un brano che parla d’amore con profondità e che omaggia una grande cantautrice.

Accanto a lei Mecna, artista dalla penna introspettiva, pronto a rinnovare il pezzo con sfumature più contemporanee, tra elettronica leggera e sensibilità urban.

All’Ariston, “L’ultimo bacio” torna così a vibrare tra nostalgia e modernità: una dedica romantica, ma anche un racconto universale sulla fine e sulla trasformazione dei sentimenti.

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