Durante la serata inaugurale del Festival di Sanremo 2026, il pubblico dell’Ariston ha accolto con calore Gianna Capaldi Pratesi, che il prossimo 16 marzo compirà 106 anni. La signora ha condiviso la sua esperienza del 2 giugno 1946, quando, insieme a milioni di italiane, esercitò per la prima volta il diritto di voto nel referendum che sancì la nascita della Repubblica Italiana.
Una vita tra arte e musica
Nata a Chiavari nel 1920, Gianna Capaldi Pratesi ha sempre coltivato una profonda passione per la pittura e la musica. Nel dopoguerra, si trasferì in Scozia, dove nacque il suo primo figlio e dove lavorò come gelataia. Rientrata in Italia, ha continuato a dedicarsi all’arte, esponendo le sue opere in diverse mostre, tra cui una personale presso la Torre Civica di Chiavari quattro anni fa. Ogni giorno, la signora suona il pianoforte nella sua abitazione, mantenendo viva la sua passione per la musica.
L’omaggio del Festival e l’errore nella grafica
L’invito di Gianna Capaldi Pratesi al Festival di Sanremo è stato annunciato dal conduttore Carlo Conti, che aveva anticipato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la volontà di celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica ospitando una donna che aveva votato nel 1946. Durante l’intervento della signora, però, un refuso nella grafica trasmessa dalla Rai ha attirato l’attenzione: la parola “Repubblica” è stata erroneamente scritta “Repupplica”.
Un messaggio di memoria e speranza
Sul palco dell’Ariston, Gianna Capaldi Pratesi ha raccontato con lucidità e dolcezza i ricordi della sua adolescenza e della sua vita, culminati nel racconto di quella giornata storica di ottant’anni fa. Accompagnata dai figli, ha regalato a Carlo Conti uno dei suoi disegni, talento che coltiva fin da bambina e che ancora oggi continua a esprimere con passione.