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Sanremo 2026, Enrico Nigiotti: testo e significato di ‘Ogni volta che non so volare’

Con «Ogni volta che non so volare», Enrico Nigiotti porta a Sanremo una ballad intima sul tempo che passa, le cadute e la forza dei legami. Una riflessione sincera sulla fragilità e sulla resilienza, tra ricordi e consapevolezza.

Al Festival di Sanremo è il momento di Enrico Nigiotti: sul palco dell’Ariston presenta in gara «Ogni volta che non so volare», una ballad intima e senza ritornello che riflette sul tempo che passa e sulle fragilità che ci rendono umani.

Per il cantautore livornese, 38 anni, si tratta della quarta partecipazione al Festival (la terza tra i Big). Dopo l’esordio tra le Nuove Proposte nel 2015 e le successive esperienze con «Nonno Hollywood» e «Baciami adesso», Nigiotti torna con un brano scritto insieme a Pacifico, nato – come ha raccontato – durante le notti insonni della pandemia.

Il testo di «Ogni volta che non so volare»

Tardi

Che non è più solo notte

Ma anche un po’ mattina

Tardi che non mi addormento

Chiudo gli occhi appena

Tardi che la dovrei smettere di parlare col soffitto

Di cascare tra i ricordi per rimanerci dentro

Il tempo vola maledetto

Veloce come un pizzicotto

Ecco la prima volta che ho fatto l’amore avevo 15 anni

Sopra un vecchio materasso tenevamo chiusi gli occhi

Così dolce e preoccupato

Così sempre attento

Forse adesso che ho imparato non è più lo stesso

Il tempo vola l’ho già detto

Anche in un orologio rotto

E mentre fuori scoppia un altro inferno

Da qualche parte adesso è già domani

Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso

Prima di

Volare

Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà

E c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità

Lo pensiamo sempre tutti che sia meglio qualcun altro

E non vediamo dietro al vecchio i capelli da ragazzo

Il tempo corre quanto è stronzo

Sorpassa e poi ti ruba il posto

E mentre fuori brucia un altro inferno

Pochi minuti e poi sarà domani

Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso

Prima di volare

I mostri che c’ho dentro

Che mi fanno cadere

Questa mania che devi andare solo bene

A chi mi salva ogni volta che tocco il fondo

A chi comunque vada mi rimane accanto

E se questa vita è un viaggio

Meno male siete qui

Ogni volta che non so

Volare

Ogni volta che non so

Volare

Ogni volta che non so

Volare

Il significato: un viaggio tra ricordi, cadute e rinascite

«Ogni volta che non so volare» è costruita come un flusso di coscienza. Non c’è un ritornello tradizionale, ma un susseguirsi di immagini e pensieri che affiorano nella notte: i ricordi dell’adolescenza, la scoperta dell’amore, la paura di non essere abbastanza, i “mostri” interiori.

Il tempo è il vero protagonista del brano. «Il tempo corre», canta Nigiotti, sottolineando quanto sia imprevedibile e talvolta crudele il suo scorrere. Eppure, nella consapevolezza che tutto cambia, emerge una certezza: ciò che conta sono le persone che restano.

Il “non sapere volare” diventa così metafora dei momenti in cui si cade, si dubita, si tocca il fondo. Non è un fallimento, ma una condizione umana. Ed è proprio in quelle cadute che si misura la forza dei legami: «Meno male siete qui», canta l’artista, trasformando la fragilità in resilienza condivisa.

«Un film interiore»

Nigiotti ha definito la canzone «un film interiore», un modo per metabolizzare ciò che si è vissuto. La notte insonne diventa spazio di riflessione, dove passato e presente si intrecciano. Non c’è nostalgia sterile, ma la presa di coscienza che ogni esperienza – anche dolorosa – contribuisce a costruire chi siamo.

«Ogni volta che non so volare» potrebbe imporsi come una delle proposte più intime di questa edizione: una canzone che parla di memoria, amore e resilienza, ricordando che non sempre si può restare in volo, ma si può sempre trovare qualcuno pronto a sorreggerci.

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