La cantante israeliana Noa ha dichiarato a Vanity Fair che, in caso di rielezione di Benjamin Netanyahu, lascerà Israele e chiederà asilo al governo italiano. Si definisce sionista, ma esprime vergogna per la situazione attuale del suo Paese. Noa è impegnata nell’organizzazione del festival “Re-Imagine Peace” a Firenze, che mira a unire artisti israeliani e palestinesi sullo stesso palco.
Critiche alla leadership di Netanyahu
Noa ha espresso forti critiche nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, definendolo “un criminale malato nella testa e nel corpo”. Ha affermato che, se Netanyahu verrà rieletto, lascerà Israele e chiederà asilo al governo italiano. La cantante ha sottolineato la sua vergogna per la situazione attuale del Paese, pur dichiarandosi sionista. Ha inoltre evidenziato come il sionismo sia stato sequestrato dagli estremisti, citando figure come Ben-Gvir e Netanyahu come nemici del popolo ebraico.
Organizzazione del festival “Re-Imagine Peace”
Noa sta organizzando il festival “Re-Imagine Peace” a Firenze, previsto dal 10 al 12 luglio. L’evento mira a creare un ambiente sicuro in cui artisti israeliani e palestinesi possano lavorare, cantare e dialogare insieme. La cantante ha sottolineato l’importanza di trovare una via d’uscita al conflitto e di piangere insieme per poter, un giorno, ridere insieme. Ha inoltre evidenziato che, in un momento in cui pronunciare la parola “pace” è diventato quasi sovversivo, iniziative come questa rappresentano un antidoto al male.
Dibattito sul sionismo e le posizioni di Erri De Luca
Noa ha affrontato il dibattito sul significato del sionismo, sottolineando che per lei rappresenta il diritto del popolo ebraico a una patria. Ha criticato l’uso divisivo e tossico del termine, affermando che è stato sequestrato dagli estremisti. In merito alle dichiarazioni dello scrittore Erri De Luca, che ha rifiutato di partecipare al festival dichiarandosi sionista e non volendo prendere parte a eventi in cui si parla di genocidio a Gaza, Noa ha espresso rispetto per la sua opinione, ma ha sottolineato l’importanza di non dire agli altri cosa devono fare. Ha inoltre evidenziato che il festival non è un evento politico, ma un’opportunità per creare ponti attraverso le arti.