Nayt: “Mi spiace vedere tanti giovanissimi che se ne devono andare. Cercare è dire verità scomode. E il mio pubblico lo sa”

Il rapper Nayt si racconta dopo Sanremo, parlando in un'intervista a La Repubblica del suo nuovo album "io Individuo" e affrontando temi come il rapporto con le donne e le difficoltà economiche dei giovani in Italia.

In una lunga intervista a La Repubblica, William Mezzanotte, in arte Nayt, ha raccontato il suo nuovo album io, Individuo, uscito il 20 marzo, e le motivazioni che lo hanno spinto a scriverlo. Dopo il successo al Festival di Sanremo, il rapper romano del 1994 si confessa su relazioni, società e la propria evoluzione personale.

Un album intimo e introspettivo

Nayt descrive il disco come un lavoro intimo che riflette sulle relazioni in tutti i loro aspetti: familiari, sentimentali, sociali e professionali. “Parla del nostro modo di vivere le relazioni. A tutti i livelli: da quelle tra uomo e donna a quelle più strettamente d’amore, fino a quelle famigliari, con le proprie radici, con il proprio paese, con il mercato e il mondo del lavoro”, spiega. Il filo comune, aggiunge, è “il bisogno di un riconoscimento reciproco e la mancanza di empatia”, problemi derivanti da relazioni frammentate e veloci.

Rap e cultura: una prospettiva critica

Nel brano Scrivendo, Nayt affronta il tema della rappresentazione del rap, mettendo in discussione chi lo riduce a stereotipo o strumento di glorificazione della malavita. “Dalla parte di chi pensa, prima di tutto, che il rap è uno strumento con un potenziale enorme: ha uno stile esplicito e diretto, può arrivare a tutti e non può essere sottovalutato. Mi spiace osservare, però, che a volte viene usato per glorificare la strada e la malavita, creando dei modelli negativi, a cui credo”.

Alla domanda se il rap abbia un problema con le donne, Nayt risponde senza esitazioni: “La società ha un problema con le donne”. Il suo percorso musicale, invece, ha rappresentato anche un processo di autoanalisi: “Ero legato, anche inconsciamente, a dei pregiudizi: la donna come conquista, la gelosia come forma di controllo… Con tanta auto-analisi mi sono liberato di questi preconcetti. E la mia musica, poi, si è liberata di conseguenza”.

Collaborazioni e alchimia musicale

Il nuovo album vede collaborazioni selezionate con attenzione. Elisa è l’unica ospite principale, mentre in L’astronauta compare la voce di Noemi. “Per Elisa, anche qui, non sono stato io a suggerirle un pezzo, ma in maniera per me un po’ insolita ci siamo trovati insieme un giorno in studio, ed è scattata l’alchimia. Stupido pensiero, la canzone che cantiamo insieme, è nata in una lunga giornata. Lei, neanche a dirlo, è una maestra, incredibile”.

Lo sguardo critico sull’Italia

Rispetto al precedente album Lettera Q, io, Individuo mostra un Nayt più arrabbiato con il contesto che lo circonda: “Mi spiace vedere tanti giovanissimi che se ne devono andare, perché sta diventando un posto sempre più esclusivo e invivibile a livello economico. Peccato, perché è bellissima. Per il resto, mi fa arrabbiare la scarsa tutela dell’istruzione, della cultura, di tutto ciò che ci rende liberi”.

Anche il mondo della musica, spiega, può generare disagio: “Ci sono dinamiche nell’industria che mi mettono a disagio… Questa corsa ad omologarsi svilisce la creatività. Vorrei decostruirmi, il mercato la pensa al contrario”.

Famiglia, passato e libertà personale

Il disco include intermezzi parlati, tra cui uno con sua madre, cresciuta da sola, e un altro con un mentore. Riguardo al padre, Nayt racconta: “Mi piace affidare messaggi alle voci degli altri, ma in questo caso non credo che il non aver avuto un padre nella mia vita e l’aver saputo che è stato violento con lei mi condizioni nei miei rapporti. Ho solo messo in fila i fatti: non voglio stare su un piedistallo, né rimuginare sul passato”.

Sul concetto di idolo, aggiunge: “La devozione, ho scoperto con lui, è una necessità umana; ma a me non interessa essere un idolo o il pupazzo di qualcun altro, a una foto preferisco due chiacchiere con chi mi ascolta, e che le canzoni siano al centro. Per questo amo i concerti”.

Successo e messaggio

Nayt chiarisce che il successo non dipende da Sanremo: “Dalla perseveranza, dall’onestà, dalla passione. E dalla voglia di fare qualcosa di nuovo, di andare più in profondità, sempre”. La sua musica porta avanti un messaggio chiaro: “Cercare è dire verità scomode. E il mio pubblico lo sa”.

Dal palco, racconta di vedere un pubblico attento e rispettoso, “gente che ha voglia di farsi delle domande, di sentire verità scomode”. E per lui, la verità più importante è che “la realtà non è una sola – ovviamente, la nostra. Ciascuno ha la sua. Come se ne esce? Dialogando con gli altri, cercando di ricomporre i pezzi. Nel mio piccolo, ci provo anch’io”.

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