Mike Bongiorno, 17 anni senza il re della tv: la carriera, la famiglia e il ricordo della moglie Daniela Zuccoli

A diciassette anni dalla scomparsa, il ricordo di Mike Bongiorno attraversa carriera, famiglia, ultimi giorni e un’eredità che continua a vivere nella storia della televisione italiana.

L’8 settembre ricorre il diciassettesimo anniversario della scomparsa di Mike Bongiorno, uno dei volti che più di ogni altro hanno segnato la storia della televisione italiana. Un percorso iniziato molto prima del piccolo schermo, tra New York, la guerra partigiana e la radio, e proseguito poi attraverso decenni di programmi diventati parte dell’immaginario collettivo. A ricordarlo è anche lo speciale Michael Nicholas Salvatore Bongiorno in onda Mike, riproposto l’8 settembre alle 17 su Rai Storia per il ciclo Italiani.

Da New York all’Italia, una vita già avventurosa prima della tv

Michael Nicholas Salvatore Bongiorno nasce a New York il 26 maggio 1924. È figlio di Nicholas, avvocato di origine italoamericana, e di Enrica Carello. Dopo la separazione dei genitori torna in Italia con la madre.

Durante la guerra prende parte alla Resistenza come staffetta partigiana. La doppia cittadinanza gli consente poi di tornare negli Stati Uniti, dove muove i primi passi nel mondo della radio: inizialmente come intervistato, successivamente come conduttore.

Nel 1953 rientra in Italia con l’idea di restare soltanto pochi mesi. L’incontro con Vittorio Veltroni, allora direttore del neonato Telegiornale, cambia però completamente il suo destino, a partire proprio dal nome Mike con cui sarebbe diventato conosciuto da milioni di italiani.

Il volto che accompagna la nascita della televisione italiana

Bongiorno viene chiamato durante la fase sperimentale della televisione nel 1953 e diventa ben presto uno dei protagonisti assoluti del nuovo mezzo.

Il suo nome si lega soprattutto al quiz, genere che contribuisce a trasformare in uno dei pilastri della programmazione televisiva. Da Lascia o raddoppia? a Campanile sera, fino al suo Rischiatutto, il conduttore accompagna l’evoluzione della Rai e, successivamente, anche quella della televisione commerciale.

Tra i programmi della sua lunga carriera ci sono inoltre Scommettiamo?, TeleMike e La ruota della fortuna. La sua esperienza lo porta così a diventare pioniere sia della tv pubblica sia di quella privata.

“Rischiatutto” e il sodalizio con il pubblico

Tra il 1970 e il 1974 arriva uno dei momenti più rappresentativi della sua carriera con Rischiatutto, quiz ideato e condotto personalmente da Bongiorno.

A raccontare quella stagione sono anche Ludovico Peregrini, storico “Signor No” e autore del programma, e Sabina Ciuffini, valletta simbolo della trasmissione. Quel format consolida ulteriormente il legame tra Mike e il pubblico, rendendolo una presenza familiare nelle case italiane.

Negli anni, la sua figura attraversa generazioni e sistemi televisivi diversi senza perdere centralità.

Gli 80 anni, Fiorello e una nuova giovinezza televisiva

Il 2004 rappresenta un altro passaggio significativo. In coincidenza con i cinquant’anni della televisione italiana e con gli 80 anni del conduttore, Bongiorno torna al centro di numerose celebrazioni.

Si parla persino della possibilità di nominarlo senatore a vita, mentre il rapporto professionale con Fiorello gli regala una nuova stagione di grande popolarità.

Negli ultimi anni della sua carriera Mike diventa anche una figura importante negli equilibri tra Rai, Mediaset e Sky, confermando ancora una volta la capacità di attraversare epoche molto differenti della televisione.

Daniela Zuccoli: «È sempre con me, e un po’ con tutta l’Italia»

A diciassette anni dalla morte, il ricordo più intimo arriva dalla moglie Daniela Zuccoli, che in un’intervista al Corriere della Sera ha raccontato quanto la presenza di Mike sia ancora forte nella sua vita e nell’affetto del pubblico.

«È sempre con me, e un po’ con tutta l’Italia, eppure è scomparso 17 anni fa. Era l’8 settembre 2009», ha detto Daniela Zuccoli al Corriere della Sera.

Il legame con Sanremo resta particolarmente evidente. «Nella città dei fiori la sua statua è consumata, tutti vanno a toccarla, quasi fosse Padre Pio», ha aggiunto nella stessa intervista.

La famiglia continua inoltre a lavorare affinché il nome di Bongiorno venga ricordato attraverso iniziative e progetti concreti.

Il racconto delle ultime ore di Mike

Daniela Zuccoli ha ripercorso anche l’ultima mattina trascorsa insieme al marito. Mike aveva 85 anni ed era appena diventato nonno per la nascita di Luce, terza figlia di Nicolò.

Il 6 settembre la coppia era andata alla clinica Mangiagalli di Milano per conoscere la bambina, prima della partenza per Monaco.

«La mattina dopo mi svegliò con i giornali sul cuscino, disse di non aver dormito molto. Colazione, accese il sigaro e si sedette in poltrona», ha raccontato Daniela Zuccoli al Corriere della Sera.

Poco dopo le arriva sul telefono una fotografia della nipotina. «La mostrai a Mike. “Che bella, sembri tu quando prendi il sole”. Poi ero in bagno, sentii un rumore, corsi in camera e lo trovai senza vita».

Il dolore per il furto della salma

Un anno dopo la morte della leggenda televisiva, la famiglia affronta un’altra vicenda dolorosa: la salma viene trafugata dal cimitero di Dagnente.

«Ricordo bene quel periodo, in televisione si parlava davvero solo di Mike, c’era stato persino un appello al presidente della Repubblica per Mike: i carabinieri capirono che era una banda non così preparata e la rintracciarono. Ma fu doloroso, mi arrivavano telefonate da ovunque nel mondo», ha raccontato ancora Daniela Zuccoli al Corriere della Sera.

Dopo il ritrovamento, la famiglia decide di procedere alla cremazione. «Quando lo trovarono, la banda di malviventi probabilmente cercò un accordo in cambio della libertà. Aveva ancora i sigilli della ceralacca intatti. Ma decidemmo in famiglia, a quel punto, di farlo cremare: così nessuno ce lo toccherà mai più».

Oggi le ceneri sono conservate nella cappella privata della famiglia sul Lago Maggiore, «fra due muri blindati. A prova di furto».

Un matrimonio lungo quarant’anni

Daniela Zuccoli aveva 19 anni quando conobbe Mike, che allora ne aveva 46. Nell’intervista al Corriere della Sera lo ha ricordato così: «Lui era ancora giovane, aveva 46 anni: sportivo, bello e pieno di vita, interessi, più interessante lui di mille fidanzatini dell’epoca».

Il matrimonio arrivò rapidamente. «Ci sposammo subito, nozze a Londra al municipio di Chelsea in King’s Road perché volevamo fare in fretta, Mike aveva appena avuto il divorzio io aspettavo già Michele».

La loro unione è durata quarant’anni, attraversando inevitabilmente momenti diversi. «Con alti e bassi come tutti, ma sempre una famiglia unita: figlio unico di genitori separati cercava una vera famiglia».

La famiglia e l’eredità lasciata ai figli

Mentre Mike costruiva la propria carriera televisiva, Daniela Zuccoli portava avanti un percorso professionale autonomo, fondando la Bongiorno Production.

Anche i figli hanno seguito strade legate alla comunicazione e alla produzione. Michele si occupa di arte, Nicolò di clima e temi etici, mentre Leo lavora nella finanza e segue un progetto rivolto ai giovani.

Dal 2010 opera inoltre la Fondazione creata con l’obiettivo di trasformare l’eredità umana e professionale di Bongiorno in iniziative concrete.

«Ho trovato la mia America in Italia»

La doppia appartenenza, italiana e americana, è rimasta una componente importante dell’identità di Mike Bongiorno.

«Ho trovato la mia America in Italia, mi diceva, ma lui per gli italiani era il futuro, l’America», ha ricordato Daniela Zuccoli al Corriere della Sera.

Bongiorno mantenne anche la doppia cittadinanza e votò Barack Obama alle elezioni presidenziali statunitensi. Pur avendo avuto un rapporto molto stretto con Silvio Berlusconi, si tenne lontano dalla politica attiva.

«Era popolare ma era troppo per bene e quel che pensava diceva: non sarebbe mai stato un bravo politico ma l’avrebbero votato perché gli volevano bene. Era nel tinello di ogni casa», ha spiegato la moglie nella stessa intervista.

Un nome diventato sinonimo di televisione

A diciassette anni dalla scomparsa, Mike Bongiorno continua a occupare un posto particolare nella storia dello spettacolo italiano. La sua carriera coincide in larga parte con la nascita, la crescita e la trasformazione della televisione nazionale.

Dalla Rai sperimentale degli anni Cinquanta alla tv commerciale, passando per i grandi quiz e gli ultimi progetti, il suo percorso ha attraversato più di mezzo secolo di cambiamenti. Il ricordo della famiglia e i programmi dedicati alla sua storia restituiscono oggi anche l’uomo dietro il personaggio: il ragazzo nato a New York, il partigiano, il padre e il marito che per generazioni di spettatori è diventato semplicemente Mike.

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