Il successo mondiale del biopic Michael non ha spento le polemiche sulla figura della popstar. A intervenire con durezza è stato Dan Reed, autore del documentario Leaving Neverland, che nel 2019 riportò al centro del dibattito le accuse di abusi su minori rivolte a Michael Jackson.
Secondo il regista, il film diretto da Antoine Fuqua non offrirebbe un ritratto completo dell’artista, evitando uno degli aspetti più controversi della sua storia personale. Reed ha messo in discussione l’idea di poter raccontare in modo autentico Jackson senza affrontare pubblicamente quelle accuse.
“Una narrazione incompleta”
Nel suo intervento, Reed ha sostenuto che l’assenza di riferimenti alle contestazioni giudiziarie e mediatiche rischierebbe di trasmettere il messaggio che tali vicende non abbiano alcuna rilevanza per il pubblico.
Il regista ha inoltre osservato come, nonostante l’impatto del suo documentario, la popolarità della star non sembri aver subito contraccolpi duraturi. Anzi, negli ultimi anni l’interesse commerciale legato al suo nome sarebbe tornato con forza tra musica, spettacoli teatrali e cinema.
Un trionfo al botteghino mondiale
Le contestazioni non hanno frenato l’andamento del film nelle sale. Michael ha raccolto circa 220 milioni di dollari globali nei primi giorni di programmazione, diventando uno dei debutti più forti di sempre per un film biografico musicale.
Gli incassi internazionali hanno avuto un peso decisivo, affiancati da risultati molto solidi negli Stati Uniti. Il debutto ha superato quello di altri celebri biopic musicali, confermando la forza commerciale del marchio Michael Jackson.
Il racconto scelto dal film
La pellicola segue il percorso dell’artista dall’infanzia nei Jackson 5 fino all’esplosione planetaria come star solista. Il focus principale è sulla crescita musicale, sui grandi album e sull’impatto culturale avuto tra gli anni Settanta e Ottanta.
Ampio spazio viene dedicato al rapporto con il padre, al talento precoce e alla collaborazione con Quincy Jones, decisiva per la nascita di album storici come Off the Wall e Thriller.
Il film si concentra soprattutto sulla dimensione artistica e spettacolare, scelta che ha alimentato il dibattito tra chi la considera legittima e chi la ritiene troppo selettiva.
Critica divisa, pubblico entusiasta
Se una parte della stampa specializzata ha definito il progetto agiografico, edulcorato o poco coraggioso, il pubblico ha reagito in maniera opposta. Gli spettatori hanno premiato il film con valutazioni molto alte e una forte partecipazione emotiva nelle sale.
In diversi cinema nel mondo sono circolati video di persone che cantano e ballano durante le proiezioni o nei titoli di coda, trasformando la visione in un evento collettivo.
L’ipotesi di un secondo capitolo
Il racconto cinematografico si interrompe prima degli ultimi decenni della vita di Jackson, lasciando fuori molte vicende successive, comprese le controversie che hanno segnato la sua immagine pubblica.
Per questo si parla già di un possibile seguito. Regista, produzione e protagonista hanno lasciato intendere che esista materiale sufficiente per un nuovo film, anche se non è arrivata una conferma ufficiale definitiva.
Un eventuale secondo capitolo dovrebbe affrontare la fase più complessa e discussa della carriera del cantante.
Anche nella famiglia opinioni differenti
Intorno al progetto emergono anche sensibilità diverse all’interno della stessa famiglia Jackson. Alcune indiscrezioni hanno parlato di perplessità emerse durante proiezioni riservate ai parenti, successivamente ridimensionate da altre voci interne.
Un quadro che conferma quanto la figura di Michael Jackson resti ancora oggi divisiva, amatissima sul piano artistico ma al centro di discussioni irrisolte sul piano pubblico e personale.