Matilda De Angelis tra David di Donatello e impegno sociale: “Sto ancora pensando se partecipare”

Matilda De Angelis discute il suo ruolo in 'La Legge di Lidia Poët', esprime opinioni sul femminismo, le quote rosa e la possibile partecipazione ai David di Donatello.

Matilda De Angelis non ha ancora preso una decisione sulla sua eventuale presenza ai David di Donatello. L’attrice, candidata come miglior non protagonista per il film Fuori di Mario Martone, ha ammesso apertamente di essere in una fase di riflessione.

Boicottare i David di Donatello? Ancora non ho deciso. Parafrasando Nanni Moretti, mi si nota di più se vengo? Mi si nota di più se vado e me ne sto in disparte o se non vado per niente? La verità è che ci sto pensando”, ha dichiarato.

Il rischio dell’autosabotaggio

Il dibattito nasce dalla proposta di boicottaggio avanzata dal movimento #Siamoaititolidicoda e sostenuta, tra gli altri, da Alessandro Gassmann. Tuttavia, De Angelis invita alla cautela, sottolineando i possibili effetti controproducenti di una scelta simile.

Il rischio è di autosabotarsi, allora mi chiedo se non sia meglio, a prescindere da chi vinca, salire sul palco portando alla luce i problemi di questo settore”, ha spiegato.

Un rapporto già speciale con il premio

Per l’attrice non si tratta di un riconoscimento qualsiasi. Nel 2021, infatti, aveva già conquistato il David come miglior attrice non protagonista per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, film diretto da Sydney Sibilia.

Un precedente che rende ancora più significativa la sua possibile partecipazione alla cerimonia.

Il ritorno con Lidia Poët

Le dichiarazioni arrivano durante la presentazione della terza e ultima stagione de La legge di Lidia Poët, produzione che ha riscosso grande successo e che si prepara al capitolo conclusivo.

La serie, ambientata nel Piemonte di fine Ottocento, è riuscita a parlare anche al presente, affrontando temi sociali e culturali ancora attuali.

Il femminismo come percorso collettivo

Proprio attraverso il personaggio di Lidia Poët, De Angelis ha ribadito una visione inclusiva del femminismo.

Il femminismo dovrebbe essere una lotta di tutte e di tutti”, ha affermato, sottolineando come non si tratti di uno scontro tra generi, ma di un processo condiviso e in continua evoluzione.

Un dibattito che guarda al presente

L’attrice ha anche riflettuto sulle contraddizioni che emergono ancora oggi quando si parla di parità e diritti.

Non siamo in guerra”, ha spiegato, evidenziando come alcuni approcci più radicali rischino di trasformare il confronto in uno scontro. Secondo De Angelis, il femminismo è invece “un movimento che evolve, che ingloba nuove categorie” e che deve essere interpretato come una crescita collettiva.

Un messaggio per le nuove generazioni

Nel finale della serie e nelle sue parole emerge un messaggio chiaro rivolto soprattutto ai più giovani.

Se continuiamo a combattere, prima o poi qualcosa cambierà”, è la convinzione che accompagna questo ultimo capitolo.

E ancora: “È un augurio a tutte le persone che hanno avuto il coraggio di immaginare una realtà diversa”.

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