Lo Stadio Olimpico di Roma ha fatto da cornice all’avvio del nuovo tour di Luciano Ligabue, una serie di concerti pensata per celebrare il trentesimo anniversario di Buon Compleanno Elvis e di uno dei brani più rappresentativi della sua carriera, Certe notti.
Davanti a circa 54 mila spettatori, il cantautore emiliano ha inaugurato la tournée negli stadi con uno spettacolo costruito come un viaggio attraverso oltre tre decenni di musica, alternando grandi classici e brani più recenti.
L’apertura è stata affidata a Balliamo sul mondo, accolta da un’immediata esplosione di entusiasmo che ha trasformato l’intero stadio in una grande festa collettiva.
La replica a De Gregori sul ruolo degli artisti
Prima del concerto, Ligabue ha affrontato anche il tema del rapporto tra musica e impegno civile, commentando le recenti riflessioni di Francesco De Gregori.
Pur definendolo una figura fondamentale della cultura musicale italiana, il rocker ha spiegato di non condividere completamente la sua posizione. Secondo Ligabue, nessun artista dovrebbe sentirsi obbligato a esporsi pubblicamente su questioni politiche o sociali, ma ciascuno deve essere libero di scegliere se intervenire oppure no.
Una visione che mette al centro l’autonomia individuale e la libertà espressiva, senza imposizioni o aspettative esterne.
Sul palco il messaggio contro le guerre
Uno dei momenti più intensi della serata è arrivato durante l’esecuzione de Il mio nome è mai più, il brano scritto alla fine degli anni Novanta insieme a Jovanotti e Piero Pelù.
Con il palco immerso nell’oscurità e Ligabue da solo con la sua chitarra, sugli schermi sono apparsi messaggi contro i conflitti in corso nel mondo. Le immagini hanno richiamato le tragedie che colpiscono diverse aree del pianeta, accompagnate da un appello contro i massacri e le guerre ancora aperte.
L’artista ha ricordato come il brano nacque durante il conflitto nella ex Jugoslavia, sottolineando come il suo significato sia oggi ancora più attuale.
Un omaggio alle donne vittime di violenza
Spazio anche a Nessuno è di qualcuno, uno degli ultimi brani presentati dal cantautore e dedicato alle donne che hanno subito qualsiasi forma di violenza.
L’esecuzione è stata accompagnata da una serie di immagini e contributi video che hanno coinvolto numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo, uniti nel ribadire il messaggio contenuto nel titolo della canzone.
Sul palco e sui maxischermi si è sviluppato un momento di forte impatto emotivo, pensato per richiamare l’attenzione su una problematica sociale ancora molto presente.
Una scenografia tra Las Vegas e futuro
Lo spettacolo ha fatto largo uso di elementi visivi e tecnologici. L’allestimento, ispirato all’estetica del rock americano e alle insegne luminose tipiche di Las Vegas, ha accompagnato ogni fase del concerto.
Particolarmente suggestiva la rappresentazione realizzata durante Happy Hour, quando sugli schermi è comparso un immaginario bar spaziale popolato da leader politici e figure influenti della scena internazionale ricreate attraverso l’intelligenza artificiale. Una sequenza simbolica che ha aggiunto ulteriori spunti di riflessione all’interno dello show.
La forza di una band che attraversa le generazioni
Accanto a Ligabue sono saliti sul palco alcuni dei musicisti che hanno condiviso con lui gran parte del percorso artistico. Tra questi Fede Poggipollini, Max Cottafavi, Mel Previte, Niccolò Bossini, Luciano Luisi e Davide Pezzin.
A completare la formazione c’era anche il figlio Lenny Ligabue alla batteria, presenza che ha aggiunto una dimensione ancora più personale e familiare alla serata.
La scelta di riunire collaboratori storici ha contribuito a rendere il concerto una vera celebrazione della lunga carriera del rocker emiliano.
Roma, una città speciale per Ligabue
L’artista ha spiegato di aver scelto la Capitale per l’apertura del tour anche per il legame costruito nel corso degli anni con il pubblico romano.
Tra i ricordi evocati c’è anche un celebre episodio avvenuto durante una precedente esibizione, quando una piattaforma scenica venne sollevata a diversi metri d’altezza senza che lui ne fosse stato informato in anticipo, regalando uno dei momenti più sorprendenti della sua storia live.
Da Roma a Torino e Milano: il tour continua
Dopo il debutto all’Olimpico, il viaggio di La Notte di Certe Notti proseguirà il 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino e il 20 giugno allo Stadio San Siro di Milano.
Successivamente il progetto continuerà nei mesi autunnali con nuove date che accompagneranno le celebrazioni dedicate a Buon Compleanno Elvis, a Certe notti e alla storia di uno degli artisti più rappresentativi del rock italiano.
Tra grandi successi, riflessioni sull’attualità e una forte componente emotiva, la prima tappa romana ha confermato come la musica di Ligabue continui a parlare a generazioni diverse, mantenendo intatta la propria capacità di unire spettacolo e racconto del presente.