La reunion dei C.S.I. dopo 25 anni: le date del tour per un viaggio tra memoria e musica

Dopo oltre due decenni, i C.S.I. annunciano il loro ritorno con un tour estivo che attraverserà l'Italia, partendo da Marzabotto, luogo simbolo della Resistenza.

Dopo venticinque anni, i C.S.I. – Consorzio Suonatori Indipendenti tornano insieme. La formazione storica, composta da Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali, sarà protagonista del tour “In viaggio”, prodotto da OTR Live. II tour partirà il 28 agosto 2026 a Marzabotto (Bologna), al Festival Lupo di Monte Sole, luogo già storico per la band. Seguono le tappe di Villafranca (31 agosto), Fasano (2 settembre), Spello (4 settembre), Alba (8 settembre) e Catania (12 settembre). 

Un anniversario speciale

La reunion giunge nel trentennale dell’album “Linea Gotica” (1996), simbolo della scena rock italiana anni Novanta, e segue il ritorno dei CCCP – Fedeli alla linea, con tour e concerti sold out nel 2023/2024. I fan avevano già iniziato a sognare un ritorno dei C.S.I., alimentato dai post sui social e dalle dichiarazioni di Ferretti che, già al festival “Degustare Libri”, aveva anticipato: “La reunion è nell’aria”.

Il Consorzio e la sua storia

I C.S.I. nacquero nel 1990 dall’incontro tra il nucleo emiliano dei CCCP – Ferretti e Zamboni – e i musicisti toscani in uscita dai Litfiba: Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli e Giorgio Canali, a cui si unì Ginevra Di Marco come corista. Il nome del gruppo rimanda ironicamente alla Comunità degli Stati Indipendenti post-URSS, così come “CCCP” richiamava l’Unione Sovietica.

La genesi della reunion

In un’intervista a Sky TG24, Giovanni Lindo Ferretti racconta:
“Ho sempre pensato un abominio che durante il tour dei CCCP qualcuno avanzasse la speranza di rivedere insieme anche i CSI. Dopo l’ultimo concerto di Taormina ho pensato che potevo pormi il problema CSI. Ho chiesto di lasciarmi in pace ad agosto ma da settembre anche solo per vederci ci sono, mi sarebbe piaciuto rivederli sul palco. C’è solo il problema della scaletta, con cosa iniziare, perché noi abbiamo cresciuto una generazione: immagino ci fossero remore ma quando ci siamo trovati a pranzo c’era un profondo senso di riconoscenza e l’idea di salire sul palco con grande semplicità. C’è poi un film, attualmente in lavorazione, diretto da Davide Ferrario e prodotto da Damocle, la casa di produzione indipendente fondata da Valerio Mastandrea e Francesco Tatò. Un racconto per immagini che accompagnerà il ritorno, restituendone il senso profondo e il valore nel tempo presente.”

Il significato della musica oggi

Ferretti spiega il valore delle loro canzoni:
“Per dieci anni abbiamo raccontato con la nostra musica il nostro vivere, la musica è una categoria dello spirito molto particolare, raccontiamo la difficoltà del vivere senza alcuna ideologia: è quello che fanno musica, letteratura, cinema e poesia. Faremo quello che abbiamo sempre fatto, raccontare come ci tocca vivere sperando di essere più leggeri di quanto siamo.”

Gianni Maroccolo aggiunge:
“Memoria di una Testa Tagliata è un pezzo fatto poco dal vivo, una ballata etnica molto dolora che Giovanni faceva fatica a cantare.”

Il debutto a Montesole

Massimo Zamboni sottolinea l’importanza simbolica della prima data:
“Montesole ci insegna a stare zitti, non sono rovine di sacro ma rovine del mondo, sono rimasto contento di non averci fatto le foto; è il mondo che si racconta, basta stare lì ad ascoltarlo. Quasi non sappiamo come mai siamo qua, stiamo iniziando a comprendere le cornici dove ci muoveremo. Sarà bellissimo ripartire da Montesole.”

Ferretti commenta sul pubblico e sull’attesa:
“Sono passati trent’anni nel frattempo, anche noi siamo cresciuti e invecchiati. A noi basta esserci ritrovati per fare canzoni e sapere che è iniziato un viaggio: è cominciato ma non sappiamo cosa troveremo lungo la strada.”

Maroccolo aggiunge:
“Quello che ha fatto scattare il meccanismo rispetto ai CCCP è che si sono uniti due universi, la musica per anni ha avuto il potere di mettere insieme le persone, è stato un veicolo per fare riflettere e crescere. Ci sono concetti che arrivano nello stomaco e anche nel cervello e ti portano a riflettere. E infine, secondo me, i C.S.I. non si sono sciolti perché erano arrivati primi in classifica ma perché si erano consunti.”

Sul palco e il presente

Ferretti descrive la loro presenza scenica:
“Noi sul palco siamo un muro di suono, negli anni Novanta la musica non era ancora un sottofondo costante, aveva una sua sacralità. I dischi erano oggetti d’arte e ora che non ce ne sono più te ne rendi conto. Voglio vedere che accade quando cantiamo canzoni che all’epoca erano rivolte al futuro oggi sono al passato.”

Riguardo al cambiamento ideologico:
“C’è linearità nella mia vita, mai abiurato nulla mi stupisce che altri vedano come cambiamenti quella che è una vita vissuta. Non vedo fratture clamorose, la conversione la vissuta come una cosa ovvia: sono cresciuto bene in un’altra era da una vecchia nonna e questo ha inciso profondamente. Per me è logico e lineare, sta nell’ordine delle cose che qualcuno la pensi diversamente: a volte fatico ad accontentare me stesso.”

L’inizio del viaggio

Ferretti conclude:
“Mai ci ho pensato e mai ci ho creduto, cantavamo però ciò che deve accadere accade. Stupito da quello che è successo con i CCCP e anche in con i C.S.I..”

Maroccolo aggiunge:
“Ho desiderato questo perché non mi era piaciuto come ci eravamo sciolti, non perché il gruppo fosse finito, accade nella vita, ma il come. Io avrei voluto fare cose nuove ma non è stati mai fattibile, quando ho smesso di desiderare questa cosa tutto ha iniziato a manifestarsi in maniera naturale.”

Francesco Magrelli, Ginevra Di Marco, Massimo Zamboni e Giorgio Canali sottolineano la forza del ritorno e l’energia che porteranno sul palco, insieme alla decisione di mantenere i prezzi dei biglietti accessibili come segno di vicinanza al pubblico.

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