Nuove tensioni al Teatro La Fenice di Venezia, dove i lavoratori hanno proclamato due giornate di sciopero in coincidenza con l’apertura delle prossime stagioni artistiche. Le mobilitazioni sono previste per il 13 novembre 2026, giorno dell’inaugurazione della stagione lirica, e per il 28 novembre, quando prenderà il via quella sinfonica. Al centro della vertenza ci sono l’organizzazione del lavoro, il rapporto con la direzione e il riconoscimento delle professionalità, mentre la recente tournée a Shanghai ha contribuito ad aggravare il confronto.
La Fenice, scioperi il 13 e il 28 novembre
La decisione è stata presa dopo l’assemblea generale dei lavoratori del 9 ottobre e il successivo incontro con i vertici del teatro, tenutosi il 13 ottobre. Le organizzazioni sindacali hanno formalizzato la proclamazione degli scioperi il giorno seguente, scegliendo due appuntamenti particolarmente importanti per la programmazione della Fenice.
La protesta riguarda tanto il personale artistico quanto le altre figure professionali che contribuiscono all’attività del teatro. I rappresentanti dei lavoratori denunciano problemi che, a loro giudizio, si trascinano da tempo senza ricevere risposte adeguate, soprattutto sul piano delle relazioni sindacali e dell’organizzazione interna.
Le ragioni della protesta: rapporti sindacali e valorizzazione del personale
Le rivendicazioni non si limitano agli aspetti economici. I sindacati chiedono maggiore attenzione alle difficoltà segnalate dai dipendenti e un riconoscimento più adeguato delle competenze presenti nella struttura.
La mobilitazione nasce dalla convinzione che le questioni sollevate negli ultimi anni non siano state affrontate in maniera soddisfacente. Per questo i lavoratori chiedono un cambiamento concreto nel dialogo con la direzione, insieme a interventi sull’organico e sulla valorizzazione delle diverse professionalità.
La tournée di Shanghai e le polemiche sulle indennità
A rendere più difficile il confronto è stata la gestione della trasferta in Cina, dove la Fenice è impegnata nell’allestimento della Tosca di Giacomo Puccini per l’inaugurazione della nuova Grand Opera House di Shanghai.
Tra i punti contestati figurano le indennità riconosciute al personale in viaggio, ritenute insufficienti rispetto alla durata e alle condizioni della trasferta. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la direzione non avrebbe individuato risorse e sponsorizzazioni adeguate per migliorare il trattamento economico, nonostante un contributo straordinario del Comune.
Le criticità segnalate riguardano anche l’organizzazione delle attività necessarie alla preparazione dello spettacolo. I sindacati avevano tuttavia scelto di non programmare iniziative di protesta durante la tournée, concentrando gli scioperi sulle inaugurazioni delle stagioni veneziane.
Il tentativo di accordo e il confronto interrotto
Un’apertura era arrivata il 16 ottobre, quando la direzione aveva prospettato un adeguamento almeno parziale delle indennità per Shanghai e l’avvio di tavoli di confronto dedicati all’organico e alle professionalità. Di fronte a queste disponibilità, le organizzazioni sindacali avevano proposto di sospendere le due giornate di sciopero in attesa degli incontri.
Il tentativo non ha però portato a un’intesa. In una successiva comunicazione, datata 19 ottobre, i sindacati hanno riferito che la direzione non aveva accettato la proposta di sospensione e che non erano più confermati né l’adeguamento delle indennità né gli incontri previsti. È quindi venuta meno, secondo i rappresentanti dei lavoratori, la condizione necessaria per fermare la mobilitazione.
Le prime della stagione lirica e sinfonica a rischio
Le due date del 13 e del 28 novembre restano così al centro della vertenza. La proclamazione degli scioperi mette a rischio il regolare svolgimento delle inaugurazioni, anche se non equivale ancora alla conferma della cancellazione degli spettacoli.
I sindacati ribadiscono la disponibilità a riprendere un confronto concreto con la direzione, chiedendo però impegni verificabili sulle questioni sollevate. Il futuro delle due prime dipenderà anche dall’eventuale evoluzione delle trattative nelle prossime settimane.