Jared Leto replica al documentario della BBC: “Non ho mai aggredito nessuno”

Jared Leto respinge categoricamente le accuse raccolte nel documentario della BBC, definendole false, mentre l’inchiesta presenta le testimonianze di diverse donne e di persone vicine alla sua band.

Jared Leto ha deciso di rispondere pubblicamente alle accuse contenute nel documentario della BBC “Jared Leto: Hollywood’s Dark Secret”, nel quale alcune donne raccontano presunti episodi di comportamento sessuale inappropriato risalenti agli anni passati.

L’attore premio Oscar e leader dei 30 Seconds to Mars ha negato categoricamente ogni contestazione, sostenendo che i fatti descritti non corrispondano alla realtà.

La replica di Leto: “Accuse assolutamente e categoricamente false”

Attraverso alcune dichiarazioni riportate dopo la diffusione del documentario, Leto ha respinto tutte le accuse rivolte nei suoi confronti.

“Mai in tutta la mia vita ho aggredito sessualmente nessuno. Queste accuse sono assolutamente e categoricamente false”, ha dichiarato l’artista, intervenendo per la prima volta pubblicamente sulla vicenda.

Leto ha quindi ribadito la propria posizione, negando qualsiasi comportamento illecito o abuso nei confronti delle persone che lo hanno accusato.

Le testimonianze raccolte dalla BBC

Il documentario della BBC raccoglie le testimonianze di quattro donne che accusano Leto di episodi di natura sessuale avvenuti, secondo i loro racconti, tra il 2002 e il 2016.

Le persone coinvolte sono state indicate con pseudonimi: “Isabel”, “Alex”, “Clara” ed “Etta”. Le loro testimonianze descrivono situazioni differenti, tra presunte aggressioni, comportamenti sessuali ritenuti inappropriati e accuse di manipolazione.

La BBC ha precisato di aver raccolto i racconti delle donne e di averli confrontati con altro materiale e testimonianze di persone vicine alle vicende.

Le accuse di quattro donne e i diversi episodi raccontati

Una delle donne, indicata come “Isabel”, sostiene che un episodio sarebbe avvenuto nel 2002, quando aveva 17 anni, raccontando una presunta aggressione in un motel.

“Clara” ha invece riferito di un presunto rapporto sessuale avvenuto quando aveva 17 anni, sostenendo che in precedenza sarebbe stato affrontato il tema dell’età del consenso in California, fissata a 18 anni.

Un’altra testimone, “Alex”, ha raccontato di una presunta minaccia ricevuta quando aveva 19 anni dopo essere rimasta sola con l’attore in una stanza d’hotel.

La quarta donna, “Etta”, ha parlato invece di presunti contatti telefonici a sfondo sessuale iniziati quando aveva 16 anni e di un tentativo di ottenere un accordo di riservatezza che, secondo il suo racconto, avrebbe dovuto impedirle di parlare della relazione.

Altre testimonianze nel documentario

Nel programma della BBC viene riportato anche il racconto di una quinta donna, identificata come “Taylor”, che sostiene di aver ricevuto commenti di natura sessuale durante un incontro con Leto quando aveva 14 anni.

La produzione ha inoltre raccolto le dichiarazioni di due ex collaboratori dei 30 Seconds to Mars, secondo i quali all’interno dell’ambiente della band ci sarebbe stato disagio per alcune frequentazioni dell’artista con ragazze molto giovani.

Uno degli ex membri dello staff avrebbe dichiarato: “Credo che tutti pensassimo che la differenza di età fosse eccessiva”.

La BBC: “Analizzati messaggi, fotografie e altri materiali”

Secondo quanto riportato nella produzione britannica, l’indagine non si sarebbe basata soltanto sui racconti delle donne coinvolte, ma anche sull’analisi di fotografie, messaggi e altri materiali ritenuti utili a sostenere alcune delle testimonianze.

I produttori hanno inoltre affermato di aver verificato i racconti attraverso il confronto con familiari e persone vicine alle presunte vittime.

Il caso coinvolge una delle figure più note di cinema e musica

Jared Leto, protagonista di numerosi film di successo e frontman dei 30 Seconds to Mars, resta al centro di una vicenda che ha avuto grande risonanza internazionale.

Al momento l’artista continua a negare ogni accusa e difende la propria posizione, mentre il documentario della BBC ha aperto un nuovo dibattito pubblico sul comportamento delle figure più influenti del mondo dello spettacolo.

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