Hayden Panettiere, riabilitazione e ultimi giorni: la ricostruzione degli investigatori

Nuovi dettagli sulle ultime settimane di Hayden Panettiere: l’attrice aveva da poco concluso un periodo in riabilitazione prima della morte, classificata come accidentale.

Emergono nuovi particolari sulle ultime settimane di Hayden Panettiere. Secondo quanto riportato nei documenti dell’ufficio del medico legale della contea di Greenville, l’attrice avrebbe trascorso poco prima della morte un periodo in una struttura di riabilitazione a Malibu, in California, dove avrebbe cercato aiuto per affrontare i suoi problemi di dipendenza.

Il periodo in riabilitazione poche settimane prima della morte

Il padre dell’attrice, Skip Panettiere, avrebbe riferito agli investigatori che la figlia aveva recentemente completato un percorso di due o tre settimane in una struttura specializzata.

Anche uno dei fratelli Hickerson avrebbe confermato alle autorità che Hayden era rimasta nella struttura fino a poche settimane prima della sua morte.

Questi elementi si aggiungono al quadro ricostruito dagli investigatori sulle ore e sui giorni che hanno preceduto il decesso dell’attrice, conosciuta soprattutto per i ruoli in Heroes e Nashville.

Cosa sarebbe accaduto il giorno della morte

Panettiere era arrivata a Greenville da Los Angeles insieme al compagno Brian Hickerson il giorno precedente.

Secondo quanto raccontato agli investigatori, la mattina del 16 agosto Brian si sarebbe svegliato intorno alle 10 o alle 10.30 e avrebbe visto l’attrice mentre si preparava in bagno.

I due avrebbero poi mangiato dei cereali insieme. Successivamente Hickerson sarebbe tornato in camera da letto e si sarebbe riaddormentato.

Nel pomeriggio sarebbe arrivato nell’appartamento anche il fratello di Brian. I tre avevano programmato di andare a pranzo insieme, ma uno dei due uomini avrebbe trovato Hayden priva di sensi sul divano letto.

Il tentativo di soccorso e l’intervento dei sanitari

Secondo il racconto fornito alle autorità, Panettiere sarebbe stata trovata seduta a gambe incrociate, piegata in avanti e senza reagire.

Uno dei fratelli Hickerson avrebbe spiegato che non era insolito per lei addormentarsi in quella posizione. Dopo aver capito la gravità della situazione, avrebbe somministrato per due volte Narcan per via nasale, senza però ottenere risultati.

I due uomini avrebbero quindi chiamato il 911 e iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

I soccorritori avrebbero proseguito i tentativi di rianimazione per circa mezz’ora, prima che la morte dell’attrice venisse dichiarata poco dopo le 14.30.

Le difficoltà con le dipendenze

Dai documenti emergerebbe anche una lunga storia di problemi legati a sostanze e alcol.

Uno dei fratelli Hickerson avrebbe riferito agli investigatori che Panettiere aveva avuto per anni difficoltà legate a droghe, alcol e protossido d’azoto. L’uomo avrebbe inoltre raccontato di averle già somministrato Narcan in passato.

Sempre secondo questa ricostruzione, non avrebbe visto direttamente l’attrice assumere sostanze illegali subito prima della morte, pur sostenendo che fosse molto abile nel nasconderle.

Il racconto del padre Skip Panettiere

Anche il padre dell’attrice avrebbe parlato agli investigatori delle difficoltà affrontate dalla figlia nel corso degli anni.

Skip Panettiere avrebbe riferito che Hayden combatteva con la dipendenza fin dai primi vent’anni e che nel tempo aveva frequentato diverse strutture di riabilitazione.

Secondo il padre, la situazione sarebbe peggiorata dopo la nascita della figlia Kaya, oggi undicenne.

Hayden aveva già parlato pubblicamente in passato sia della depressione post-partum sia dei problemi legati all’abuso di sostanze, affrontando questi temi anche nel proprio memoir.

Le sostanze trovate nell’appartamento

Durante gli accertamenti nell’alloggio in South Carolina, gli investigatori avrebbero sequestrato diversi oggetti poi ritenuti rilevanti per l’esame tossicologico.

Tra questi figuravano una piccola busta di plastica trasparente contenente una sostanza bianca in polvere e una cannuccia tagliata con residui.

Sarebbe stata inoltre trovata una confezione di Adderall contenente compresse blu apparentemente pressate e un’altra cannuccia tagliata.

Secondo il rapporto, le pillole e le cannucce sarebbero poi risultate positive al fentanyl.

La causa ufficiale della morte

Gli investigatori avrebbero documentato anche la presenza di confezioni di medicinali prescritti, fiale di vetro e siringhe, sia già riempite sia vuote, custodite all’interno di un piccolo contenitore refrigerato.

La causa ufficiale della morte sarebbe stata attribuita agli effetti tossici combinati di fentanyl, 4-ANPP, alprazolam, metocarbamolo e quetiapina.

Il decesso è stato classificato come accidentale.

Il rapporto con Brian Hickerson

Nel corso delle dichiarazioni agli investigatori, Skip Panettiere avrebbe parlato anche della relazione tra la figlia e Brian Hickerson, descrivendola come particolarmente travagliata.

I due avevano avuto un rapporto altalenante e si sarebbero riavvicinati poco tempo prima della morte dell’attrice.

Il padre avrebbe inoltre espresso una posizione molto chiara riguardo agli effetti personali della figlia, chiedendo che non rimanessero nelle mani di Brian o del fratello Zach Hickerson.

La questione degli effetti personali

Anche la madre di Hayden, Lesley Vogel, avrebbe chiesto di poter recuperare gli effetti personali della figlia.

Secondo il rapporto, prima della restituzione degli oggetti sarebbe stato necessario trovare un accordo tra i familiari dell’attrice e i fratelli Hickerson.

I nuovi dettagli contribuiscono così a ricostruire le ultime settimane e le ultime ore di Hayden Panettiere, mostrando come l’attrice avesse cercato aiuto poco tempo prima della sua morte.

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