Grammy 2026: da Billie Eilish a Bad Bunny, messaggi contro l’ICE e le politiche di Trump

Bad Bunny vince l’Album dell’anno ai Grammy 2026 e trasforma il palco in una tribuna civile, difendendo gli immigrati e denunciando le politiche dell’ICE

La vittoria più attesa dei Grammy 2026 si è trasformata in un atto politico. Bad Bunny ha conquistato il premio per l’Album dell’anno e ha scelto di usare il palco del Crypto.com Arena di Los Angeles per lanciare un messaggio netto in difesa dei diritti degli immigrati, segnando uno dei momenti più forti e discussi della serata.

Il grido contro l’ICE davanti all’America

Già nel ritiro del Grammy per il Miglior album di musica urbana, l’artista portoricano ha rotto il protocollo con parole inequivocabili: “ICE OUT”. Una presa di posizione diretta contro l’agenzia federale per l’immigrazione, accompagnata da una dichiarazione che ha colpito per semplicità e durezza: gli immigrati non sono criminali né invasori, ma persone, cittadini, lavoratori.

L’amore come risposta all’odio

Nel suo intervento, Bad Bunny ha allargato lo sguardo al clima sociale degli Stati Uniti, parlando di un Paese attraversato da tensioni e rancori. Il suo appello è stato chiaro: l’odio non si combatte con altro odio, ma con l’unica forza capace di disinnescarlo, l’amore. Un messaggio che ha trovato eco immediata in platea e sui social.

Un premio che entra nella storia

Con Debí tirar más fotos, Bad Bunny ha scritto una pagina inedita nella storia dei Grammy: è il primo album interamente in spagnolo a vincere la categoria di Album dell’anno in 68 edizioni. Un riconoscimento che va oltre il singolo successo personale e certifica il peso ormai centrale della musica latina nell’industria globale.

La dedica a chi ha lasciato la propria terra

Nel discorso per il premio principale, l’artista ha rivolto il pensiero a chi è stato costretto a migrare per inseguire un futuro migliore. Una dedica sobria ma carica di significato, che ha trasformato la celebrazione musicale in un racconto collettivo fatto di sacrifici, speranze e identità in movimento.

Una protesta corale sul tappeto rosso

Il tema dell’immigrazione ha attraversato tutta la cerimonia. Billie Eilish, Finneas O’Connell, Hayley Bieber e Carole King hanno indossato la spilla “ICE Out”, rendendo visibile una protesta condivisa. Eilish, premiata per la Canzone dell’anno, ha ribadito dal palco che nessuno può essere definito illegale, invitando a non smettere di alzare la voce.

Le nuove voci e la memoria delle radici

Anche Olivia Dean, Miglior nuova artista, ha legato il proprio successo alla storia della sua famiglia, ricordando come la sua presenza su quel palco sia il frutto del coraggio degli immigrati di ieri. Un filo rosso che ha unito generazioni diverse sotto lo stesso messaggio.

Dal trionfo ai Grammy al Super Bowl

Archiviata la notte dei premi, Bad Bunny guarda ora al Super Bowl LX, dove sarà protagonista dell’halftime show. Una presenza già al centro delle polemiche, soprattutto dopo la decisione di escludere gli Stati Uniti dal suo tour mondiale per il timore di retate contro il pubblico. Anche lì, musica e politica sembrano destinate a intrecciarsi.

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