È un momento di piena rinascita artistica per Giorgia, protagonista di una lunga intervista rilasciata a La Repubblica e firmata da Andrea Silenzi. Dopo anni di carriera già ricchi di successi, la cantante vive oggi una nuova fase che lei stessa descrive come una seconda giovinezza, alimentata da risultati straordinari e da una rinnovata fiducia nel potere della musica.
Tra il trionfo a Sanremo 2025, l’esperienza a X Factor e un tour costellato di sold out, Giorgia racconta un presente intenso e luminoso, ma anche i dubbi attraversati nel passato recente.
Una seconda giovinezza tra successi e numeri record
Il 2025 ha segnato una svolta decisiva: Giorgia protagonista a Sanremo con La cura per te, brano che ha superato i 173 milioni di stream globali, mentre l’album G ha raggiunto quota 250 milioni. A questo si aggiunge un ruolo centrale nel talent X Factor, incursioni nel cinema e un tour nei palasport che ha registrato una lunga serie di date esaurite.
La tournée si chiude il 30 marzo a Padova, ma la corsa non finisce qui: seguirà G Summer, con 11 appuntamenti estivi in giro per l’Italia, e poi un’appendice autunnale dal titolo G-Last Call, che culminerà con il grande evento all’Unipol Arena di Milano, insieme a ospiti come Irama, Eros Ramazzotti, Emma, Annalisa, Blanco, Marracash e Luchè.
L’emozione del palco: “Non mi abituerò mai”
Nonostante l’esperienza e i decenni di carriera, Giorgia confessa che l’energia del pubblico continua a sorprenderla. Ogni concerto, ogni standing ovation, resta un momento unico.
«No no, io non mi abituerò mai è sempre come fosse la prima volta, riscoprire quella connessione, quell’emozione che, direi inspiegabilmente, ci unisce. Sono momenti sempre unici».
Parole che raccontano un’artista ancora profondamente legata al significato autentico dell’esibirsi dal vivo, lontano dall’abitudine e dalla routine.
La rinascita dopo i dubbi: “Mi sembrava non ci fosse posto per me”
Uno dei passaggi più intensi dell’intervista a La Repubblica riguarda il momento in cui Giorgia ha pensato di mollare. Non per mancanza di talento o di voglia, ma per quella sensazione sottile e dolorosa di non avere più spazio nel panorama musicale contemporaneo.
«Diciamo che sono rinata tante volte e quando fai un lavoro creativo è normale, deve essere così. Farlo dopo trent’anni di momenti sempre pieni, densi, in un tempo così diverso da quando ho iniziato, è veramente merito delle persone con cui lavoro: mi hanno risvegliata da un momento in cui, più che di errori, si parlava di cosa fare e se ancora farlo, cioè non sapevo che direzione prendere e se realmente ci fosse ancora un posto per me nella musica. C’era».
È un’ammissione lucida, che mostra quanto la rinascita non sia mai automatica, ma spesso frutto di un percorso condiviso e di un lavoro interiore.
Il rapporto con i fan e la “comunità” costruita negli anni
Durante i concerti, Giorgia osserva un vero e proprio pellegrinaggio di fan che le portano regali, cartelli, magliette e tatuaggi con frasi tratte dalle sue canzoni. Un affetto che commuove, ma che può anche mettere in difficoltà.
«Credo che col tempo, quando sanno chi sei, lo scambio diventa profondo. Non nascondo che mi imbarazzano i tanti regali che mi portano perché per loro è un’altra spesa. Però mi trovo spesso a pensare, quando torno a casa e li apro, al fatto tenerissimo di essere andato apposta a comprarmi qualcosa tipo fiori, cioccolatini, ciondoli, bracciali, cose scritte o fatte da loro, come si fa con un’amica».
L’artista descrive quindi un legame fatto di rispetto reciproco e di riconoscimento umano, oltre che musicale.
Social e vita privata: “Mio figlio però non compare mai”
Giorgia si mostra spesso sui social con un approccio naturale e spontaneo, condividendo frammenti di quotidianità. Tuttavia, mantiene una linea chiara quando si parla della sfera familiare, soprattutto del figlio.
«Cerco sempre di andare di spontaneità, quando mi sento di condividere un momento “di casa” lo faccio più che altro per generare un sorriso. Mio figlio però non compare mai: da quando era piccolo non ha mai voluto. Una scelta che ammiro».
Un confine netto, che racconta il desiderio di protezione e rispetto della privacy, anche in un’epoca dominata dall’esposizione continua.
Il figlio e il rapporto con la fama: “Si disinteressa abbastanza”
Parlando di suo figlio, Giorgia racconta con sincerità un rapporto normale, fatto più di organizzazione quotidiana che di entusiasmo per la celebrità.
«Si disinteressa abbastanza di quello che faccio. O meglio, ne parliamo per organizzarci per quando non ci sono, ma a volte riusciamo anche a confrontarci sui compiti, a distanza. Però quando viene a sentirmi, e accade raramente, mi dice tante cose carine e questo mi commuove molto. Non so se le pensi veramente. I complimenti per la cucina me li fa sempre».
Una frase che unisce ironia e tenerezza, e che restituisce un’immagine autentica della cantante anche come madre.
Diritti civili e referendum: “Mi sono sentita molto in colpa”
Nell’intervista Giorgia affronta anche il tema dell’impegno civile, da sempre presente nel suo percorso pubblico. Interrogata sul referendum, ammette di non aver potuto votare e di aver vissuto questa assenza con disagio.
«Non ho potuto votare perché ero fuori e mi sono sentita molto in colpa. Avrei votato no, ma più che per una presa di posizione politica perché, come ha detto Fiorella Mannoia, non me la sarei sentita di prendermi la responsabilità di cambiare una legge così importante e non avrei voluto che ne godesse né chi c’è adesso né quelli che potrebbero esserci più avanti».
L’omaggio a Gino Paoli: “È stato commovente”
Nella scaletta del tour compare anche Il cielo in una stanza, e la sua esecuzione assume un significato particolare dopo la scomparsa di Gino Paoli.
«È la versione che c’è nel disco del 1999 Girasole che ho inciso proprio qualche tempo dopo aver incontrato Gino Paoli. Il caso ha voluto che proprio in questi giorni Gino sia scomparso, è stato commovente vedere tutto il pubblico in piedi per salutarlo».
Il legame con Pino Daniele e il ricordo più umano
Tra i momenti più intensi dell’intervista a La Repubblica c’è il racconto del rapporto con Pino Daniele, descritto come un amico e un maestro.
«Pino è stato uno degli amici più cari che abbia mai potuto avere, un maestro e un amico con cui parlare di tutto. Mi fa ancora ridere pensare a quando era improvvisamente ispirato e io prendevo al volo carta e penna per appuntare frasi. Cominciavo a scrivere e poi a ridere perché gli dicevo che sembravamo Totò e Peppino: lui lanciava frasi e io cercavo di stargli dietro. E a quel punto, regolarmente, partiva la citazione di Totò, “i fratelli Capone che siamo noi medesimi di persona”».
Il racconto mostra la dimensione intima e affettuosa di un’amicizia che ha segnato profondamente la sua vita.
X Factor e futuro: “Ne stiamo parlando, vedremo”
Tra le domande inevitabili, anche quella sul possibile ritorno a X Factor. Giorgia non conferma, ma lascia la porta aperta.
«È stata un’esperienza bellissima. Ne stiamo parlando, vedremo».
L’ansia che non se ne va: “Ho sempre paura di non essere all’altezza”
Nonostante i record e i sold out, Giorgia confessa che l’ansia continua ad accompagnarla, persino nei gesti più comuni.
«Ho sempre paura di non essere all’altezza. Ma ce l’ho anche quando vado a fare la spesa».
Il messaggio finale: la musica come speranza
L’intervista a La Repubblica restituisce il ritratto di un’artista consapevole, fragile e determinata, capace di ripartire dopo i dubbi e di trasformare il successo in un’occasione di crescita personale.
Giorgia oggi appare “rinata” non solo per i numeri o per il clamore mediatico, ma per una convinzione che sembra tornata più forte di prima: la musica, anche in un tempo difficile, può ancora toccare e cambiare i cuori.