Fiorella Mannoia: “Nelle scuole si insegni il rispetto e l’amore. Con mio marito un colpo di fulmine”

Fiorella Mannoia si racconta in un'intervista al Corriere della Sera, tra amore, musica e impegno sociale. Dalla relazione con il marito Carlo Di Francesco, più giovane di 26 anni, ai ricordi dei grandi colleghi, fino alle riflessioni su Sanremo, politica e diritti delle donne.

Cinquant’anni di musica, incontri che hanno segnato una carriera e un amore nato contro ogni aspettativa. Fiorella Mannoia si racconta in una lunga intervista rilasciata a Renato Franco per il Corriere della Sera del 2 novembre 2026. La cantautrice parla del marito Carlo Di Francesco, più giovane di lei di 26 anni, ma anche di Fabrizio De André, Ivano Fossati, delle esperienze a Sanremo e del suo impegno contro la violenza sulle donne. Non mancano riflessioni sulla politica e sulla libertà femminile.

Fiorella Mannoia e il marito Carlo Di Francesco: un amore nato per caso

Uno degli aspetti più personali dell’intervista riguarda il matrimonio con Carlo Di Francesco, musicista e produttore discografico con il quale Mannoia condivide la vita da oltre vent’anni.

La differenza d’età, racconta, non è mai stata un problema per la coppia, anche se gli altri continuano a farla notare. I due hanno imparato a scherzarci, senza attribuire particolare importanza al giudizio esterno.

Il loro rapporto è nato durante le riprese di un video musicale, quando Di Francesco lavorava come percussionista. Un incontro che ha smentito le convinzioni della cantante, fino a quel momento scettica sull’amore a prima vista.

«È stato un colpo di fulmine, anche se non ci ho mai creduto», confessa Mannoia, ricordando come entrambi abbiano deciso di seguire quel sentimento nonostante le differenze.

Il matrimonio è arrivato soltanto dopo molti anni di relazione, durante la pandemia. La possibilità di organizzare una cerimonia con pochi invitati ha convinto la coppia a compiere un passo che fino ad allora non aveva ritenuto necessario.

De André e Fossati, i due artisti al centro del nuovo progetto

La musica occupa una parte importante dell’intervista. Mannoia è attualmente impegnata nel tour Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve, dedicato a Fabrizio De André e Ivano Fossati. L’album collegato al progetto uscirà il 27 novembre.

Il primo incontro con la musica di De André risale all’adolescenza, quando Fiorella aveva appena 14 anni. Le sue canzoni le fecero scoprire realtà umane fino ad allora sconosciute, lasciando un segno profondo nella sua formazione.

Di Fossati, invece, sottolinea soprattutto l’affinità artistica e la generosità dimostrata negli anni, attraverso le numerose canzoni scritte per lei.

La risposta del pubblico al nuovo spettacolo rappresenta una grande soddisfazione. Vedere i teatri pieni, spiega, le restituisce fiducia nella capacità della musica di mantenere viva l’attenzione verso contenuti profondi.

Da De Gregori a Vanoni: i ricordi dei grandi colleghi

Nel ripercorrere la propria carriera, Mannoia dedica spazio anche agli artisti che ha conosciuto.

Descrive Francesco De Gregori come un uomo dal carattere complesso e talvolta umorale, mentre ricorda la capacità di Lucio Dalla di sorprendere continuamente, senza preoccuparsi delle convenzioni.

Un ricordo particolarmente affettuoso è riservato a Ornella Vanoni, della quale apprezzava soprattutto l’ironia e la libertà di esprimersi. A mancarle sono le telefonate che riceveva frequentemente dalla collega, occasioni di confronto e commenti sulla vita quotidiana.

La cantautrice racconta inoltre di non aver mai avuto scontri importanti con i colleghi, attribuendo questa serenità al proprio modo di rapportarsi alle persone.

Sanremo, il secondo posto con Gabbani e l’esperienza a The Voice Senior

Mannoia ripensa anche alle sei partecipazioni al Festival di Sanremo, a partire dall’esordio del 1981. Pur riconoscendo quanto la manifestazione sia diventata più complessa con l’arrivo dei social, afferma di non conservare delusioni particolari.

Nemmeno il secondo posto ottenuto nel 2017 con Che sia benedetta, alle spalle di Francesco Gabbani, viene ricordato con amarezza.

Secondo la cantante, il successo di una canzone non dipende necessariamente dalla classifica del Festival. Lo dimostra anche Quello che le donne non dicono, arrivata ottava a Sanremo e diventata poi uno dei brani più rappresentativi del suo repertorio.

Oggi Mannoia è anche giudice di The Voice Senior su Rai 1. Inizialmente esitante, ha accettato il ruolo grazie alla presenza di colleghi e amici. Spiega di sentirsi più a proprio agio nel valutare persone adulte rispetto ai giovani artisti, perché teme che un giudizio negativo possa compromettere le aspirazioni di chi sta iniziando.

Violenza sulle donne: «Nelle scuole si insegni il rispetto e l’amore»

Tra i temi più sentiti emerge quello dell’educazione contro la violenza sulle donne. Mannoia critica il modo in cui il dibattito pubblico ha spesso rappresentato i percorsi educativi nelle scuole, trasformandoli in una controversia ideologica.

La sua proposta è partire dall’insegnamento del rispetto reciproco, senza distinzioni di genere, religione o colore della pelle.

«Sarebbe importante andare nelle scuole a parlare di rispetto e di amore per il prossimo», afferma nell’intervista.

La cantante difende inoltre la libertà delle artiste di scegliere come presentarsi sul palco. Citando esempi come Cher e Madonna, osserva che l’abbigliamento femminile continua a suscitare polemiche che ritiene superate.

Le opinioni politiche su Giorgia Meloni e il Campo Largo

Mannoia affronta anche l’attualità politica, ribadendo di non aver mai nascosto le proprie convinzioni, nonostante le critiche ricevute negli anni.

Sul Campo Largo esprime perplessità, soprattutto per la difficoltà di individuare una visione comune e un programma politico riconoscibile.

Parlando di Giorgia Meloni, chiarisce di non averla votata e di collocarsi politicamente dalla parte opposta. Aggiunge però di aver osservato inizialmente il suo operato senza pregiudizi, salvo poi maturare un giudizio negativo sulla realizzazione delle promesse elettorali.

Per la cantautrice, prendere posizione resta una responsabilità personale, anche quando comporta conseguenze sulla propria immagine pubblica.

Fiorella Mannoia, il rapporto con il tempo e il segreto di una lunga carriera

A chiudere il racconto è uno sguardo sul passato. Mannoia ricorda una gavetta lunghissima, iniziata quando era bambina, e i momenti nei quali aveva pensato di abbandonare la musica.

A trattenerla è sempre stata la passione per il canto, presente nella sua vita fin dall’età di sei anni.

Non prova invece particolare nostalgia per i vent’anni. Se potesse recuperare qualcosa del passato, sceglierebbe l’infanzia, quando trascorreva le giornate giocando per strada e sperimentando una libertà che oggi, a suo giudizio, i bambini conoscono sempre meno.

Un bilancio che unisce la gratitudine per il percorso compiuto alla volontà di continuare a esprimersi, attraverso le canzoni e le battaglie nelle quali crede.

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