Evelina Sgarbi è tornata ospite a Verissimo per parlare del suo libro autobiografico “Nata Sgarbi”, in uscita nei prossimi giorni. Nel salotto televisivo ha condiviso nuove anticipazioni sul volume, soffermandosi soprattutto sul rapporto complesso con il padre, Vittorio Sgarbi, già al centro di precedenti interventi pubblici.
“Mio padre è sempre stato evitante”: le parole più forti dal libro
Nel corso dell’intervista, Evelina ha letto e commentato un passaggio significativo del libro, dedicato alla difficoltà del padre nel mostrare emozioni e affetto. Nel testo scrive infatti:
«Mio padre mi è sempre sembrato un evitante, non mi ha mai parlato di sentimenti, li ha sempre censurati, fino a farli scomparire».
Secondo Evelina, questa incapacità di affrontare la sfera emotiva potrebbe aver contribuito anche al dolore personale vissuto dal critico d’arte, fino a essere travolto dalla depressione. Nel libro lo descrive come brillante e imbattibile sul piano intellettuale, ma incline a chiudersi quando il discorso diventava più intimo e personale.
Un tratto che Evelina riconosce anche in se stessa
Uno degli aspetti più delicati dell’anticipazione riguarda il fatto che Evelina riconosce in sé alcuni comportamenti simili a quelli del padre. Nel libro ammette infatti:
«Anche per me parlare dei miei sentimenti è difficile. A volte sembro fredda, distante, quasi impermeabile, ma non è così».
Un passaggio che evidenzia quanto il legame con Vittorio Sgarbi sia stato vissuto come qualcosa di irrisolto e, allo stesso tempo, determinante nella costruzione della sua identità.
La dedica al padre e il desiderio di essere letta
Durante la puntata, Evelina ha rivelato che una copia del libro è stata consegnata anche a Vittorio Sgarbi con una dedica personale: “A mio papà…”. Ha espresso il desiderio che lui possa leggerlo davvero, sottolineando con emozione:
«Spero che lo legga, sono convinta che in un altro momento della sua vita sarebbe stato fiero di me».
Un’affermazione che richiama anche le tensioni legali e familiari che negli ultimi mesi hanno contribuito a rendere ancora più fragile il loro rapporto.
Il cognome Sgarbi tra vantaggi e ferite
Nel racconto della sua esperienza personale, Evelina ha spiegato che portare un cognome così noto è stato per lei sia un’opportunità che un peso. Ha ricordato episodi legati anche al mondo scolastico, dove il fatto di essere “la figlia di” avrebbe alimentato pregiudizi e ostilità.
L’appello ad Achille Lauro e la voglia di amore
Tra i momenti più leggeri dell’intervista, Evelina ha sorpreso tutti con una confessione inaspettata, parlando apertamente del desiderio di costruire una relazione e di superare le sue insicurezze. Rivolgendosi direttamente alla conduttrice ha detto:
«Se tu lo conosci… mi piacerebbe tanto incontrare Achille Lauro. È il mio tipo ideale».
Un passaggio che ha mostrato un lato più spontaneo e vulnerabile della giovane autrice.
Ansia e rapporto difficile con il cibo: il racconto personale
Evelina ha affrontato anche aspetti dolorosi del suo passato, raccontando un periodo segnato da attacchi d’ansia e da un disturbo legato all’alimentazione. Ha spiegato che tutto sarebbe iniziato durante l’adolescenza con una dieta estrema, fino ad arrivare a una fase in cui non riusciva più a mangiare. Col tempo, anche grazie alla maggiore consapevolezza maturata dopo la quarantena, ha dichiarato di aver imparato a gestire meglio la situazione.
Un libro che promette confessioni e verità intime
“Nata Sgarbi” si presenta come un’opera autobiografica intensa, dove Evelina ricostruisce la storia familiare, il rapporto con i genitori e soprattutto il legame complesso con Vittorio Sgarbi, segnato da distanze emotive, incomprensioni e bisogno di riconoscimento. Il libro appare come un tentativo di mettere ordine nel passato, ma anche di cercare finalmente un dialogo che nella vita reale sembra essere sempre rimasto incompleto.