Dolomiti, hockey e riscatto: la storia di “Tempi supplementari” conquista Rai 1

Il film "Tempi supplementari", diretto da Ago Panini e ambientato tra le Dolomiti Bellunesi, racconta la storia di un ex allenatore di hockey che cerca di ricostruire la sua vita e il rapporto con la figlia.

IIl film “Tempi supplementari”, diretto da Ago Panini, è andato in onda ieri sera, 7 gennaio, in prima serata su Rai 1, portando sullo schermo una storia di sport, cadute e rinascite immersa nello scenario suggestivo delle Dolomiti Bellunesi.

Protagonista del racconto è Sandro Mondragone, interpretato da Giuseppe Zeno, ex allenatore di hockey travolto da un passato fatto di errori e reazioni fuori controllo. Una sconfitta in finale segna per lui l’inizio di una lunga discesa: perde lavoro, reputazione e affetti, finendo ai margini per anni. La possibilità di rimettersi in gioco arriva grazie alla sorella Carla, che gli affida una squadra giovanile, i Penguins, composta da ragazzi provenienti da contesti difficili. È una sfida sportiva, ma soprattutto umana.

Nel palaghiaccio dove ricomincia ad allenare, Sandro si imbatte anche in una ferita mai rimarginata: la figlia Thea, che non vede da tempo e che ora pratica pattinaggio artistico. Il loro incontro riapre un dialogo sospeso e diventa uno dei fili conduttori più intensi del film.

Girato tra Belluno, Feltre, Alpago, Asiago, Arsiè e Vicenza, con il supporto della Veneto Film Commission, il film valorizza il paesaggio veneto come parte integrante del racconto. Accanto a Zeno, Clotilde Sabatino veste i panni di Julia, allenatrice di Thea ed ex campionessa, mentre il giovane Alvise Marascalchi interpreta Christian, uno dei ragazzi dei Penguins.

“Tempi supplementari” si muove sul terreno delle seconde possibilità, raccontando come la vera vittoria non sia solo quella sul ghiaccio, ma soprattutto quella che passa attraverso il recupero dei legami, la responsabilità e la capacità di cambiare direzione quando tutto sembra perduto.

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