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Carlo Conti annuncia l’addio al Festival di Sanremo: “Largo agli altri”. Ubaldo Pantani co-conduttore della terza serata

Carlo Conti conferma che l'edizione 2026 sarà la sua ultima conduzione del Festival di Sanremo, con una serata inaugurale dedicata a Pippo Baudo e la partecipazione di Ubaldo Pantani come co-conduttore nella terza serata.

Il quinto sarà anche l’ultimo. Alla vigilia dell’apertura del Festival di Sanremo, Carlo Conti scioglie ogni riserva: l’edizione al via il 24 febbraio 2026 chiuderà il suo percorso da direttore artistico e conduttore. Ospite di Che tempo che fa con Fabio Fazio, ha spiegato di non avere intenzione di proseguire oltre.

«Del doman non v’è certezza, ma ora largo agli altri: non rincorro niente, ho fatto cinque Festival, so che finisce un ciclo, mi godo questa soddisfazione e la vivo con grande leggerezza», ha detto in collegamento. E ancora: «Del prossimo anno sono sicuro che non ci sarò, ho una certa età, largo agli altri. Non rincorro le cose, non l’ho mai fatto figurati dopo queste soddisfazioni».

L’omaggio a Pippo Baudo: «È la storia dell’Ariston»

La prima serata del 2026 sarà dedicata a Pippo Baudo, nel primo Festival senza di lui. «Ha costruito il Festival, ha creato tante cose, mi sembrava doveroso dedicarlo a lui», ha spiegato Conti. Un tributo che passa anche da un gesto simbolico: «Ho fatto anche una targhetta, ho intitolato il mio camerino con il suo nome, che fu anche il suo. È la storia dell’Ariston».

Un riconoscimento esplicito a chi ha segnato in maniera profonda l’identità della manifestazione.

L’invito a sorpresa: arriva Ubaldo Pantani nei panni di Lapo

Durante il collegamento con Fazio, Conti ha colto l’occasione per ampliare il già nutrito elenco dei co-conduttori. «Non è che magari il tuo Lapo può venire a Sanremo?», ha chiesto al padrone di casa, riferendosi al personaggio di Lapo Elkann interpretato da Pantani.

Poco dopo, il comico è entrato in studio nei panni di Lapo Elkann, accettando l’invito: «Con grande piacere. Ha avuto un’idea carina, è un dopocena? Bene. Accetto l’invito con grande piacere, non si può dire di no». Sarà sul palco dell’Ariston nella serata di giovedì.

Un cast ampio e trenta cantanti in gara

L’edizione 2026 si annuncia come una sintesi dello stile televisivo di Conti: ritmo serrato e alternanza continua di presenze. In gara ci saranno trenta artisti e un parterre di co-conduttori distribuiti lungo le cinque serate.

Accanto a Conti, presenza fissa di Laura Pausini. Poi, a rotazione: Can Yaman (martedì), Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo Petrolo (mercoledì), Irina Shayk e Ubaldo Pantani (giovedì), Bianca Balti (venerdì), fino alla finale con Nino Frassica e Giorgia Cardinaletti, invitata a co-condurre durante un collegamento in diretta al Tg1.

Una scelta che punta sull’accumulo di volti e linguaggi diversi, replicando un modello già sperimentato nella scorsa edizione.

La responsabilità delle canzoni

Tra le difficoltà maggiori di questa esperienza, Conti ha indicato la selezione dei brani. «L’impegno grosso di Sanremo, la responsabilità, è la scelta delle canzoni. Ho ascoltato 300 canzoni. In quel periodo mi svegliavo durante la notte, pensavo a un ritornello che avevo escluso. Mi venivano mille dubbi».

In attesa che siano le canzoni a parlare, il Festival si prepara così a salutare uno dei suoi direttori artistici più longevi degli ultimi anni. Dal 2027, l’Ariston cambierà guida.

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