Blanco e il nuovo album ‘Ma”: “La rabbia la esprimo in maniera genuina, mi sono fatto del male piuttosto che farne ad altri”

Il cantautore Blanco presenta il suo nuovo album, riflettendo sul suo percorso personale e professionale.

Blanco ha parlato in esclusiva con La Stampa del suo nuovo album “Ma’”, delle difficoltà degli ultimi anni e del percorso personale che lo ha portato a sentirsi finalmente “un sole”. Tra ricordi dolorosi, collaborazioni importanti e riflessioni sulla vita, il cantante svela lati inediti della sua esperienza.

Gli errori dedicati a mamma

«È figo anche sbagliare. Gli uomini che hanno avuto successo nella vita sono quelli che hanno fallito di più». Blanco apre così il racconto della sua vita recente. Il cantante spiega che oggi dedicherà a sua madre un gesto simbolico: «Una camminata da Lazise fino a casa della mamma a Calvagese della Riviera per consegnarle personalmente il disco che le ho dedicato: un gesto simbolico, per restituire il senso di un percorso lungo, fisico e interiore con un progetto che per me significa essermi salvato dall’inferno».

Tre anni difficili e il ruolo della musica

Blanco affronta senza filtri anche le difficoltà degli ultimi anni: «Sono passato attraverso tanti momenti “difficili” ma quando si muore si rinasce. I momenti bui sono quelli che mi hanno spinto a fare musica. Il mio disagio, crescendo, è diventato un’altra cosa. Fermarsi non è stata strategia».

Riguardo a Sanremo, aggiunge: «Certo! Sarebbe una figata». E spiega il senso di alcune frasi del nuovo album: «La rabbia la esprimo in maniera genuina, mi sono fatto del male piuttosto che farne ad altri. Il disco è la collezione di attimi che cercano l’essenza delle cose».

Il legame con la madre e la genesi di “Ma’”

Blanco racconta come il titolo dell’album sia nato quasi per caso: «Il titolo Ma’ lo avevo pensato per un’altra donna, non mia madre. Il giorno della registrazione, continuavo a uscire dallo studio a litigare al telefono con mamma così il produttore e i musicisti mi hanno detto: ma perché sto pezzo non lo dedichi a lei? È andata così ed è cambiato tutto il concept; la copertina è stata una conseguenza, un’urgenza».

Crescere e affrontare la paura

Il giovane artista riflette sul tema della crescita e della paura: «La frase spiega tutto. Ma rispetto alla paura di ieri, oggi ne ho molta di meno. A 23 anni alcune cose le ho capite e no ci casco più».

Amicizie e scelte di privacy

Blanco parla anche del suo amico Mahmood: «Sui social hanno letto la sua voglia di trasferirsi come arroganza, ma non lo è. Dire quello che si pensa di questi tempi, accende pire di cattiveria. Nel mio ambiente in tanti hanno paura di quello che può succedere se ti esprimi liberamente. Sono sicuro che quello che lui ha detto sull’Italia e cioè che se ne è andato perché “c’era troppa pressione e voleva ritrovare la privacy”, sia stato interpretato male. Sono curioso di ascoltare il disco nuovo perché qualcosa ho sentito ed è bellissimo. Quello che conta sono le canzoni».

Collaborazioni e omaggi al rock italiano

Sulla collaborazione con Grignani in Peggio del diavolo, Blanco dice: «Gian è il numero uno e abbiamo in comune tante cose. Una persona super pura e genuina, bella: mette sul tavolo tutto quello che ha anche se è sbagliato e tu lo sai; lo apprezzo. Gli interessa il lato rock della libertà e poi, le canzoni che ha fatto, vissuto: Destinazione paradiso o La mia storia tra le dita sono pietre miliari della poesia in musica italiana».

Lettere d’amore e riconoscimenti agli amici

Il brano Ti voglio bene uomo è dedicato agli amici di Blanco: «È una lettera d’amore per i miei amici. Quelli che fanno lavori umili ma sono dei grandi. Gente che si spacca la schiena tutti giorni e sono felice di avere vicino. Con loro vorrei condividere un bel viaggio. Pago tutto io».

Rinascita e dimensione spirituale

Blanco riflette sul proprio percorso artistico e personale: «Ero in basso e qualcosa di più grande mi ha sollevato. Non parlo del Dio del cristianesimo, lo intendo in senso più ampio, più grande di te, del mistero che ci avvolge. Un mistero che a volte ti salva e a volte ti uccide. Io sono stato salvato».

Anche la figura del padre emerge nel disco: «Gli voglio bene e anche lui me ne vuole ma non me lo dice. Con le canzoni lo spingo un po’ ad aprirsi e chissà».

Biografia da film e autorealizzazione

Se qualcuno dovesse interpretarlo in un film: «A qualcuno che ha fame. Un giovane, uno che fa l’attore perché ha dentro la disperazione che lo spinge a trovare la sua dimensione». E per descriversi oggi, Blanco usa una sola parola: «Sono un sole, splendo».

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