La storica band britannica The Police torna al centro dell’attenzione, ma questa volta non per la musica. È iniziata infatti a Londra una battaglia legale sui diritti d’autore che vede contrapposti Sting agli altri due membri del gruppo, Andy Summers e Stewart Copeland, che lo accusano di aver incassato oltre due milioni di dollari in più rispetto a quanto dovuto dai proventi dello streaming.
La causa davanti all’Alta Corte di Londra
Il Tribunale Superiore di Londra ha avviato l’esame preliminare della causa, depositata alla fine del 2024. L’udienza, in programma tra mercoledì e giovedì, non rappresenta ancora il processo vero e proprio, ma servirà a definire i contorni giuridici della disputa. Nessuno dei tre musicisti è presente in aula in questa fase iniziale.
L’accusa: ripartizione ingiusta dei ricavi streaming
Secondo Summers e Copeland, i guadagni generati dalle piattaforme digitali come Spotify, Apple Music e Deezer non sarebbero stati distribuiti correttamente. I due sostengono di aver perso complessivamente più di due milioni di dollari, a causa di un’interpretazione errata degli accordi sui diritti d’autore.
L’accordo storico e il nodo dello streaming
Al centro del contenzioso c’è un accordo risalente alla fine degli anni ’70, inizialmente verbale e poi messo per iscritto nel 1981. L’intesa prevedeva che ciascun membro dei Police ricevesse il 15% dei diritti d’autore come arrangiatore delle composizioni degli altri.
Il problema è che all’epoca lo streaming non esisteva, e anche un successivo accordo del 2016, pensato per chiudere ogni contenzioso economico, non menzionava esplicitamente le nuove forme di distribuzione digitale.
Il ruolo centrale di Sting
Sting, bassista e voce del gruppo, è anche l’autore dei più grandi successi della band, tra cui “Roxanne”, “Message in a Bottle” ed “Every Breath You Take”, motivo per cui ha sempre percepito la quota maggiore dei diritti. Tuttavia, Summers e Copeland rivendicano il riconoscimento del loro contributo artistico, come le iconiche parti di chitarra e batteria che hanno definito il sound dei Police.
La difesa del cantante
I legali di Sting parlano di un “tentativo illegittimo di reinterpretare gli accordi” e sostengono che, semmai, alcune somme già versate agli altri membri potrebbero configurarsi come pagamenti in eccesso. Un’argomentazione che complica ulteriormente il quadro legale.
Un caso simbolo dell’era digitale
La causa tra i Police è destinata a fare giurisprudenza, perché mette in luce uno dei temi più delicati dell’industria musicale moderna: come adattare accordi nati decenni fa all’economia dello streaming. In attesa di sviluppi, la leggendaria band simbolo del rock anni ’80 si ritrova divisa non sul palco, ma nelle aule di tribunale.
