In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Arisa si mette a nudo, parlando del suo nuovo album Foto mosse e del percorso personale e artistico che l’ha portata a ridefinire la propria identità.
Un nuovo album per raccontarsi davvero
Con Foto mosse, in uscita il 17 aprile, l’artista compie un passo importante: non solo interprete, ma anche autrice.
«Quando mi dicono “hai cantato bene… come sempre” mi fa piacere fino a un certo punto. Non voglio passare per quella che sa solo interpretare i pensieri degli altri ma ne ha anche di propri».
Dieci dei tredici brani portano la sua firma, segno di una necessità profonda di esprimersi:
«Sento la necessità di manifestarmi, altrimenti a che serve fare l’artista? Non mi voglio fregiare solo dell’avere una bella voce ma voglio raccontare la mia vita e indicare una strada».
Tra amore e identità
Le canzoni del disco affrontano diverse sfaccettature dell’amore, ma il centro resta la ricerca di sé:
«Le canzoni raccontano situazioni amorose ma si parla di identità più che della storia in sé. Voglio lasciare una testimonianza reale di vita che possa essere accolta come una pacca sulle spalle».
Anche il titolo ha un significato simbolico:
«Io le trovo artistiche… La vita è una collezione di momenti belli e momenti brutti».
Dopo Sanremo, un nuovo rapporto con il pubblico
Reduce da un recente Festival, Arisa racconta un cambiamento nel legame con le persone:
«A Sanremo mi sono sentita io in ogni momento. E dopo il Festival, al di là delle classifiche, è arrivato dalla gente un senso di famiglia che non sentivo prima».
Una nuova consapevolezza della femminilità
Negli ultimi tempi l’artista ha riscoperto un rapporto più libero con il proprio corpo e la propria immagine:
«Mi sono liberata di tante cose… Adesso vorrei farmi fotografare tutto il tempo. Nelle foto mi sento autorizzata ad essere sexy: tiro fuori una femminilità di cui mi vergogno nella vita di tutti i giorni».
L’amore e gli errori del passato
Uno dei temi più delicati riguarda le relazioni sentimentali, vissute spesso con un eccesso di dedizione:
«Ho un lato materno pronunciato. Ma quando diventi madre di un uomo fai un errore: si perde il rispetto e si distrugge il rapporto».
E aggiunge con sincerità:
«Io sono una che ti prepara primo, secondo, terzo e dolce… Non va bene! Dovrei trovare persone risolte… Non esistono uomini così e non ho nemmeno voglia di cercarli».
Tra dubbi e rinascita artistica
Dopo anni di silenzio discografico, non sono mancati momenti di incertezza:
«Tante volte… ma sono anche una che nello stesso giorno pensa che tutto sia finito e tutto sia possibile».
Per questo progetto ha scelto l’indipendenza, costruendo tutto con le proprie forze.
Dalla “caricatura” alla consapevolezza
Guardando al passato, Arisa riconosce quanto sia cambiata:
«Nel 2009 quando debuttai a Sanremo con occhialoni e frangetta sembravo una caricatura».
Oggi, però, rivendica ogni fase del suo percorso:
«Il passato non va rinnegato. Tutto quello che ho fatto in carriera mi ha portato ad essere fiera di quello che sono diventata oggi».
Il passato resta, ma lo sguardo è avanti
Gli iconici occhiali sono ancora con lei, custoditi con affetto:
«Li ho in un astuccio… questi vorrei portarli con me per sempre».
Un simbolo di un passato che non viene dimenticato, ma che oggi lascia spazio a una nuova Arisa: più consapevole, più libera e pronta a raccontarsi senza filtri.