In un’intervista esclusiva al Corriere della Sera, Annalisa affronta le polemiche nate dal suo ultimo singolo Canzone Estiva e dal video provocatorio, rispondendo alle accuse con chiarezza e determinazione. Il brano, già diventato una hit, parte dalla domanda “Mi vuoi più suora o pornodiva?”, e il video accompagna il tema mostrando due immagini contrastanti di lei stessa.
La scelta di provocare e aprire un dibattito
«È stata una scelta usare queste due parole per sollevare un tema e aprire un dibattito. Se avessi detto “casta” e “provocante” l’effetto sarebbe stato diverso. Ho estremizzato il concetto con due definizioni che, io come tante, mi sono sentita attribuire. Non c’è nulla di offensivo nel dire suora o pornodiva, sono due estremi — di eleganza uno e di spudoratezza l’altro — citati con grande rispetto. Ho usato il termine pornodiva e non quello meno edulcorato che si sentono dire molte».
Dietro la scelta c’è anche la sua esperienza personale: «C’è chi vorrebbe le donne disinibite a casa e pudiche e diligenti fuori. Ho attinto un po’ dalla mia esperienza per dire che noi donne siamo sempre sottoposte a grandi giudizi».
Il giudizio amplificato dalla notorietà
Annalisa riflette sul peso della fama: «Ma io ci faccio su un sorriso. E se ci scrivo una canzone non c’è vittimismo, ma mi interessa che se ne parli e penso stia accadendo. Quando sei di fronte a tante persone, ognuno ha il suo punto di vista. Io sono semplicemente una persona che cresce, si evolve».
La “svolta sexy” come percorso naturale
Riguardo al suo cambiamento d’immagine, la cantante precisa: «Non ho mai vissuto questa cosa come una svolta improvvisa: è stato graduale. Se anni fa ero una ragazzina anche un po’ spaventata, ora penso di aver imparato molte cose. E anche se scopro le gambe, resto una brava ragazza».
Autonomia e integrità professionale
«Non sono una marionetta nelle mani di qualcuno che mi fa fare cose in cui non credo», sottolinea Annalisa. «Sono una cantautrice, non ho iniziato ieri, il mio lavoro è farina del mio sacco, come capita a tanti miei colleghi maschi a cui non viene chiesto di ribadirlo continuamente».
La realtà dietro il palco
Annalisa racconta la differenza tra scena e quotidianità: «Sono una che lotta con la dieta, che ha le sue imperfezioni […] Quando vado in scena ci sono persone che mi vestono, pettinano, truccano. Non è la realtà».
Riservatezza e vita privata
Sulla scelta di mantenere privata la sua vita personale, afferma: «Sì, sono riservata. Traggo ispirazione dalla mia vita privata, ma quello che mostro o canto è lavoro, è come guardare un film».
La rabbia e il messaggio della canzone
«Le ingiustizie che vivono le donne mi fanno arrabbiare. Ognuno deve affermare sé stesso come crede. Certo, facendosi delle domande. Ma se sei in pace con chi sei e quello che fai, va bene tutto».
L’intervista si chiude con una riflessione sulla serenità personale: «Io sì, mi sento in pace».
