Angelo Pisani: “Io e Katia Follesa siamo separati, ma resta il grande amore della mia vita. Con Slip&Strip voglio rompere i tabù sulla sessualità ridendo”

Angelo Pisani racconta al Corriere della Sera la sua esperienza post-Zelig, la lotta contro la depressione e la separazione da Katia Follesa, mantenendo un rapporto di affetto reciproco.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Angelo Pisani ripercorre alcuni dei momenti più difficili e significativi della sua vita, tra carriera, famiglia e nuovi progetti. Un racconto sincero che tocca temi profondi, dalla depressione alla rinascita professionale, fino al rapporto con Katia Follesa.

Il nuovo spettacolo tra ironia e provocazione

Pisani è attualmente in tournée con “Slip&Strip”, uno spettacolo che mescola comicità e divulgazione, affrontando il tema della sessualità con leggerezza. Il format è quello di un quiz ironico in cui i partecipanti, scelti tra il pubblico, possono arrivare a spogliarsi in caso di sconfitta, pur con la possibilità di farlo in modo discreto.

«Serviva un conduttore che sapesse improvvisare e che avesse un piglio ironico. Quando mi hanno proposto questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato nel momento giusto: credo profondamente in questo. Sono reduce da un grande cambiamento di vita, in cui mi ero reso conto, tra le altre cose, che mi sarebbe piaciuto fare anche il presentatore, oltre al comico. Ed ecco qui».

La separazione da Katia Follesa

Tra gli aspetti più personali affrontati nell’intervista, c’è la fine della lunga relazione con Katia Follesa, dopo 23 anni insieme.

«E, insieme a mia figlia, resta il grande amore della mia vita. Solo che, dopo tanti anni, ci siamo guardati in faccia e abbiamo ammesso che il nostro amore era cambiato. Lei per me resta famiglia, abbiamo un bell’equilibrio, ma cambiare vita a quasi 50 anni non è stato semplice. Inoltre, abbiamo maturato questa scelta qualche anno fa, mentre eravamo in tour insieme, il che aveva reso tutto ancora più strano, se vogliamo. Sono stati anni impegnativi, ma ora stiamo bene».

Un rapporto che, pur cambiato, resta solido e basato sull’affetto e sul rispetto reciproco.

Il periodo buio dopo Zelig

Pisani racconta senza filtri anche il momento più difficile della sua carriera, arrivato dopo il grande successo di Zelig.

«Dopo il boom di Zelig ho vissuto momenti di buio profondo a cui è seguito un silenzio lunghissimo, durato anni. Finire così giovane sotto quei riflettori mi ha fatto pagare un grande scotto: la gente vedeva in me solo la maschera che indossavo con i Pali e Dispari. Non ero strutturato per questo e sono caduto in un buco nero: non uscivo più di casa. Sapevo di non essere solo quello, ma la gente si aspettava quello da me e io mi sentivo in costante prestazione. Lì ho iniziato un percorso di cura di me stesso che prosegue fino ad ora. Di quegli anni per paradosso non ricordo niente, ma so che oggi gestirei tutto diversamente».

Un’esperienza che lo ha segnato profondamente, ma che ha anche rappresentato un punto di svolta.

Il ritorno e la voglia di sperimentare

Negli ultimi anni l’attore è tornato attivamente sulla scena, tra teatro e televisione, riscoprendo anche il piacere di interpretare personaggi del passato.

«Sì, l’ho fatto per dire a me stesso che non ero più schiavo di un personaggio. Mi ha fatto bene».

Un percorso che lo ha portato anche a esplorare nuovi ruoli, come quello di conduttore, che oggi sente sempre più vicino.

Educazione e tabù: parlare di sesso senza paura

Lo spettacolo “Slip&Strip” nasce anche con l’obiettivo di rompere i tabù legati alla sessualità.

«Molto. Oltre che per il tema, per il fatto che faccio anche il presentatore, appunto. Ho capito che la gente a teatro si libera di tanti lacci e ha voglia di parlare liberamente di sesso, anche per imparare delle cose. Essere in un contesto in cui ti senti autorizzato a farlo aiuta tanto».

E sull’educazione nelle scuole aggiunge:

«Per me è follia e lo dico anche da padre di una ragazza di 16 anni. C’è ancora una idea sbagliata secondo cui parlare di sesso equivarrebbe a parlare di qualcosa di proibito, non lecito. Con questo show ho capito che molti adulti sono totalmente disinformati, anche in termini di malattie, di libertà… Con me sul palco c’è anche una giuria di cui fa parte anche una psicologa-sessuologa».

I progetti in tv e il sogno del cinema

Pisani non esclude che il format possa arrivare in televisione e immagina già i modelli a cui ispirarsi:

«Sì, in effetti potrebbe. Chissà che qualche direttore di rete venga a vederlo e decida. Io come conduttore vorrei avere la dialettica di Bonolis, la freschezza di De Martino e la follia e la capacità di ascolto di Arbore».

Nel frattempo, continua anche l’esperienza a “Comedy Match” e porta avanti altri progetti teatrali, tra cui “Habemus Papà”, dedicato al rapporto con la figlia.

Uno sguardo al futuro

Tra i desideri ancora da realizzare, resta forte quello legato al cinema:

«Il mio grande sogno rimane da sempre il cinema. Le mie incursioni in quel mondo sono sempre state piacevoli ma circoscritte. Mi piacerebbe misurarmi su registri non comici. Poi, oltre a portare avanti anche la strada della conduzione, non voglio abbandonare il mio lato “educational” e sto portando avanti un progetto legato alle parole, come già avevo fatto in passato, rivolto però a adolescenti e adulti».

E sulla comicità, che resta il filo conduttore della sua carriera, conclude:

«Dopo 31 anni resta una parte importante di me, ma la vedo in un modo più organico rispetto a un singolo momento comico di qualche minuto».

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