Addio ad Angela Luce, Napoli saluta una delle sue voci più autentiche

Angela Luce, celebre attrice e cantante napoletana, è morta all'età di 87 anni. La sua carriera ha attraversato teatro, cinema e musica, lasciando un'impronta indelebile nella cultura partenopea.

Napoli perde una delle sue interpreti più autentiche. Si è spenta all’alba, alle sei del mattino, Angela Savino, in arte Angela Luce. Aveva 87 anni. A causarne la morte è stata una grave insufficienza cardiaca, aggravata da problemi renali e respiratori che negli ultimi anni ne avevano indebolito la salute. Con lei scompare un simbolo della cultura partenopea, artista capace di attraversare teatro, musica e cinema lasciando un segno profondo.

Gli inizi alla Piedigrotta e l’ascesa di una diva popolare

Nata a Napoli il 3 dicembre 1937, aveva debuttato giovanissima, appena quattordicenne, alla Piedigrotta Bideri con “Zi Carmilì”. Da subito si impose per una voce potente, limpida, drammatica quanto basta, e per una presenza scenica che richiamava le grandi dive popolari del passato.

Negli anni sarebbe diventata un punto di riferimento della canzone napoletana, capace di interpretare con intensità i classici di Bovio e Di Giacomo e di dare nuova vita a brani come “‘O divorzio” e “La leggenda del lupino”, riportata alla luce da Roberto De Simone.

“Bammenella” e l’orgoglio della tradizione

Per molti resterà la voce di “So’ Bammenella ’e copp’ ’e Quartieri”, il celebre testo di Raffaele Viviani. Lo rilanciò nello spettacolo “Napoli notte e giorno” diretto da Giuseppe Patroni Griffi e lo ripropose anni dopo, in una versione suggestiva accompagnata dal sax di Marco Zurzolo.

Quel canto arrivò fino al cinema internazionale: John Turturro lo volle nel film Passione, in una scena in bianco e nero che spiccava in un’opera dai colori accesi. Un riconoscimento che Luce accolse con orgoglio, consapevole del valore culturale della tradizione napoletana.

L’icona del cinema: da Totò a Pasolini

Parallelamente alla musica, Angela Luce costruì una solida carriera cinematografica, recitando in circa ottanta film. Indimenticabile la scena con Totò in Signori si nasce, diretto da Mario Mattoli: durante una scena di condoglianze, l’attore improvvisò un bacio sul suo seno, momento rimasto nella memoria collettiva.

Lavorò con maestri del cinema come Pier Paolo Pasolini in Il Decameron, con Mario Martone in L’amore molesto – ruolo che le valse il David di Donatello – e con Pupi Avati in La seconda notte di nozze.

Sul set incrociò anche giganti come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica e Renato Pozzetto.

Sanremo e la sceneggiata

La canzone restò però il suo primo amore. Nel 1975 conquistò il terzo posto al Festival di Sanremo con “Ipocrisia”, brano melodrammatico che esaltava la sua intensità interpretativa. Fu protagonista anche della sceneggiata napoletana, spesso accanto a Mario Merola, partner artistico privilegiato.

Collaborò con maestri del teatro come Eduardo De Filippo, con Peppino De Filippo e Nino Taranto. In televisione lavorò con Sandro Bolchi nello sceneggiato “Il cappello del prete”.

Gli ultimi riconoscimenti e l’amore per il teatro

Nel 1995 arrivò il David di Donatello per “L’amore molesto”. A gennaio 2025 il Senato le aveva conferito un premio alla carriera, riconoscendo il suo contributo alla cultura italiana.

Fino agli ultimi giorni aveva dimostrato il suo legame con il teatro, esprimendo dolore per l’incendio del Teatro Sannazaro: parole che raccontavano un attaccamento profondo al mondo della scena.

Un’eredità che resta

Con Angela Luce se ne va un pezzo di storia dello spettacolo italiano. Cantante raffinata, attrice intensa, interprete colta della tradizione partenopea, ha saputo attraversare generazioni senza perdere autenticità.

Napoli perde una delle sue voci più riconoscibili, ma il suo repertorio, le sue interpretazioni e quella scena iconica accanto a Totò continueranno a vivere nella memoria collettiva.

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