James Ransone, attore statunitense noto per il ruolo di Ziggy Sobotka nella serie televisiva “The Wire”, è morto all’età di 46 anni. Secondo quanto riportato dall’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles, il decesso è avvenuto venerdì scorso e la causa indicata è il suicidio. Il corpo dell’attore è stato trovato in un capanno.
Carriera televisiva e cinematografica
Ransone ha raggiunto la notorietà interpretando Ziggy Sobotka nella seconda stagione di “The Wire” nel 2003. Il suo personaggio, un giovane lavoratore del porto di Baltimora, è rimasto impresso per la sua complessità e vulnerabilità. Oltre a “The Wire”, l’attore ha partecipato a serie televisive come “Generation Kill”, “Treme” e “Bosch”. Recentemente, nel giugno di quest’anno, è apparso in un episodio della seconda stagione di “Poker Face”.
Ruoli cinematografici
Nel cinema, Ransone ha recitato in film come “Prom Night” (2008), “Sinister” (2012) e “Sinister 2” (2015). Ha interpretato Eddie Kaspbrak adulto in “It: Capitolo Due” (2019) e ha avuto un ruolo in “The Black Phone” (2021). Era previsto che apparisse nel sequel “Black Phone 2”, la cui uscita era programmata per il 2025.
Vita personale e impegno sociale
Ransone lascia la moglie, Jamie McPhee, e i loro due figli. Dopo la diffusione della notizia della sua morte, McPhee ha condiviso sui social un collegamento a una raccolta fondi a favore della National Alliance on Mental Illness (NAMI), organizzazione che supporta le persone con disturbi mentali e le loro famiglie. Negli ultimi anni, l’attore aveva parlato apertamente delle proprie difficoltà personali, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della salute mentale.
