Addii illustri del 2025: le grandi personalità che ci hanno lasciato

Un riepilogo delle figure di spicco scomparse nel 2025, dal mondo della religione al cinema, dalla musica alla moda.

Il 2025 verrà ricordato come uno degli anni più dolorosi per il mondo della cultura, dello spettacolo e della creatività globale. Un anno segnato da una sequenza quasi ininterrotta di scomparse illustri che hanno attraversato ogni ambito espressivo: musica, cinema, fotografia, arte, architettura, moda, letteratura, televisione e sport. Figure che non sono state semplici protagoniste del loro tempo, ma che hanno contribuito a definire linguaggi, immaginari e identità collettive di più generazioni.

L’anno si è aperto con addii che hanno subito dato la misura di ciò che sarebbe seguito. A gennaio si sono spenti David Lynch e Oliviero Toscani, due personalità radicalmente diverse ma accomunate dalla capacità di sovvertire le regole dei rispettivi linguaggi. La loro scomparsa ha segnato simbolicamente l’inizio di un periodo in cui il mondo culturale ha dovuto fare i conti con la perdita di alcuni dei suoi riferimenti più solidi.

Nel cinema, il 2025 ha rappresentato un colpo durissimo. David Lynch, regista e sceneggiatore visionario, ha lasciato un’eredità che va ben oltre i suoi film: ha insegnato a guardare il cinema come un territorio dell’inconscio, del sogno e del perturbante. A lui si sono aggiunti nomi fondamentali della storia di Hollywood come Gene Hackman, Rob Reiner, Richard Chamberlain, Val Kilmer, Diane Keaton, Claudia Cardinale, Adriana Asti e Remo Girone. La morte di Robert Redford, avvenuta il 16 settembre, ha avuto un valore quasi epocale: attore simbolo della New Hollywood degli anni Settanta, ma anche fondatore del Sundance Institute, Redford ha incarnato un’idea di cinema libero, indipendente e profondamente politico.

La scomparsa di Brigitte Bardot, il 28 dicembre 2025, ha chiuso idealmente l’anno con un addio carico di significato. Bardot non è stata solo un’icona cinematografica, ma un simbolo culturale capace di ridefinire il rapporto tra celebrità, corpo, libertà e immaginario femminile nel Novecento.

Anche la musica ha pagato un tributo altissimo. La morte di Ornella Vanoni, il 21 novembre, ha segnato la fine di una delle voci più raffinate e longeve della canzone italiana. Attraverso decenni di carriera, Vanoni ha attraversato teatro, canzone d’autore e sperimentazione mantenendo sempre una cifra interpretativa unica. Accanto a lei, la perdita di James Senese ha lasciato un vuoto profondo nella musica jazz e nella narrazione sonora del Sud Italia. A livello internazionale, il 2025 ha visto scomparire Marianne Faithfull e Ozzy Osbourne, mentre in Italia si sono spenti Christian, Sandro Giacobbe e il maestro Beppe Vessicchio.

Il mondo della fotografia è stato tra i primi a essere colpiti. Oliviero Toscani ha lasciato un’eredità controversa ma decisiva, trasformando la fotografia pubblicitaria in uno strumento di riflessione sociale e politica. Nel corso dell’anno si sono aggiunte le scomparse di Gianni Berengo Gardin, Mimmo Jodice e Sebastião Salgado, chiudendo una stagione fondamentale della fotografia documentaria e d’autore. Salgado, in particolare, ha raccontato il lavoro umano, le migrazioni e la crisi ambientale con uno sguardo capace di coniugare estetica ed etica.

L’arte e l’architettura hanno perso due figure monumentali. Arnaldo Pomodoro, maestro della scultura contemporanea, ha lasciato opere che dialogano con lo spazio pubblico e con il tempo. Frank Owen Gehry, scomparso il 5 dicembre, ha rivoluzionato il modo di pensare l’architettura urbana, trasformando gli edifici in vere e proprie sculture abitabili.

La moda ha vissuto uno dei suoi lutti più pesanti con la morte di Giorgio Armani, il 4 settembre. Armani ha ridefinito l’eleganza contemporanea attraverso sobrietà, rigore e una visione globale che ha reso il Made in Italy un linguaggio universale. Con lui se ne sono andati anche Rosita Missoni e Cesare Paciotti, altre due figure centrali del design e dell’imprenditoria italiana.

Il 2025 ha segnato profondamente anche il mondo della letteratura e del giornalismo. La morte di Mario Vargas Llosa ha privato la cultura mondiale di uno dei grandi narratori del Novecento, mentre in Italia si sono spenti Stefano Benni, Emilio Fede, Furio Colombo e Bruno Pizzul, voce storica del calcio. La scomparsa del fumettista Giorgio Forattini ha chiuso una lunga stagione di satira politica.

Infine, lo sport ha pianto campioni e icone come Nicola Pietrangeli, Nino Benvenuti, George Foreman e Hulk Hogan, oltre alle tragiche morti premature del calciatore Diogo Jota e dello sciatore Matteo Franzoso, eventi che hanno profondamente scosso l’opinione pubblica.

Il 2025 resterà negli annali come un anno di passaggio, segnato dalla fine simbolica di una generazione che aveva costruito il proprio linguaggio in modo autoriale e riconoscibile. Un anno che ha lasciato un vuoto difficile da colmare, ma che impone anche una responsabilità: custodire e rileggere l’eredità di chi ha saputo immaginare il mondo prima di noi.

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