Achille Lauro: “Per l’amore c’è sempre posto, ma creare una famiglia è diverso. Devo prima mettere a posto me stesso”

Il cantante Achille Lauro parla della sua vita privata, delle relazioni sentimentali e delle esperienze passate.

In un’intervista rilasciata da Achille Lauro a Concita De Gregorio per La Repubblica, l’artista si racconta tra carriera, vita privata e progetti futuri.

Il cantante romano parla senza filtri del suo presente, segnato da lavoro costante e da una ricerca personale ancora in corso: «Conservare il fuoco. Avere chiara la meta. Il successo non è solo talento: è insistenza, ostinazione e metodo. È lavoro, ossessione». Una visione precisa che riassume il suo approccio alla musica e alla vita.

Amore e famiglia: “Non è ancora il momento”

Nel dialogo emerge anche il lato più intimo dell’artista, che chiarisce la sua posizione sui legami sentimentali e sulla possibilità di costruire una famiglia.

«Per l’amore c’è sempre posto, ma cosa diversa è creare una famiglia», confida, sottolineando come il suo stile di vita e la sua dedizione al lavoro non gli permettano ancora di fare questo passo.

E aggiunge: «Vivere insieme non deve diventare sedersi a tavola e non dirsi niente, trattarsi di merda, urlare, mentire, tradire, piangere di nascosto. Per decidere di costruire qualcosa di duraturo devi essere disposto a farlo, altrimenti non accogli».

Un pensiero che si lega alla sua storia personale: «Sono cresciuto con l’idea di proteggere mia madre, ho sempre cercato di farlo. Essere genitori è molto difficile, una grandissima responsabilità. C’è tempo. Per i legami e per figli c’è tempo. Devo prima mettere a posto me stesso. E poi io ho già una famiglia bellissima, piena di bambini».

Il legame con le origini

La famiglia, infatti, resta un punto centrale nella vita di Achille Lauro, anche se declinata in modo diverso rispetto all’idea tradizionale.

«Mamma ha cinque sorelle, ho moltissimi cugini. E nipoti, fra cui il figlio di mio fratello. Quando ci riuniamo siamo veramente tanti. Mi piace organizzare momenti dove possiamo stare insieme».

Un racconto che restituisce l’immagine di una rete affettiva ampia e solida, capace di compensare, almeno per ora, l’assenza di un nucleo familiare “proprio”.

Tra musica e moda

Lo sguardo è rivolto anche al futuro, che non si limita alla musica. L’artista rivela infatti l’interesse per il mondo della moda e della creatività visiva.

«Mi piacerebbe lavorare nella moda, creare un mondo estetico. Con Alessandro Michele, un grande amico, abbiamo fatto quel famoso Sanremo. Io vengo dalla strada, che è dove la moda nasce. Ci sto lavorando. Qualcosa ho già disegnato ma uscirò quando sarà il momento. Quando avrò in mano qualcosa di forte. Le cose accadono quando devono».

L’impegno sociale e il rapporto con i giovani

Nel corso dell’intervista emerge anche il lato più impegnato del cantante, da tempo coinvolto in progetti dedicati ai giovani in difficoltà.

«Sono anni che lavoro alla fondazione – confida ancora a La Repubblica – tra i progetti c’è una casa di sostegno a Zagarolo per ragazzi fragili, che escono dal carcere, dalle droghe. (…) Mi sembra di poter dare qualcosa indietro. Sono uno che ha fatto tanti errori nella vita, tantissimi, e sono stato molto fortunato».

L’esperienza e gli errori

Infine, riflette sul proprio percorso e sul ruolo che oggi ricopre anche nei confronti delle nuove generazioni, forte delle esperienze vissute.

«Penso sempre a me da ragazzo. Penso che ti schianti dove ti vuoi schiantare, nessuno te lo può impedire, ma è meglio che ti schianti con la tua scelta e non con la mia. Io cerco di pormi così: come qualcuno che ha già fatto quell’esperienza. Ho preso cento porte in faccia e so che diventi quello che sei soprattutto grazie ai no».

Parole che raccontano un artista consapevole, ancora in evoluzione, ma determinato a costruire il proprio percorso senza scorciatoie.

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