Zavattarello, borgo lombardo in provincia di Pavia

Oggi ci troviamo in provincia di Pavia, a Zavatterello, uno splendido borgo della Lombardia. Scopriamo insieme le attrazioni e il cibo.

In questo appuntamento di “Saluti da Kiss Kiss“, rubrica in onda dal lunedì al sabato su Radio Kiss Kiss, facciamo tappa a Zavattarello, un caratteristico borgo della Lombardia, in provincia di Pavia.
Il piccolo borgo, situato nell’alta Val Tidone, in Oltrepò Pavese, fa parte del circuito de “I Borghi più belli d’Italia” ed è dominato dalla mole del castello di Zavattarello. Vive soprattutto di agricoltura, allevamento bovino e di turismo.

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perché si chiama così?

Deriva dal latino volgare savattarellum, letteralmente “luogo dove si confezionano le savatte (ciabatte)”, per indicare l’attività prevalente nell’antico borgo, dove esistevano numerose botteghe di ciabattini. Ancora oggi, nel dialetto locale, il paese è chiamato Savataré.

Cosa vedere a Zavattarello?

Zavattarello è, secondo numerosi studiosi, il paese più storico della provincia di Pavia per antichi fatti d’arme.
Il Castello Dal Verme
Edificato presumibilmente alla fine del X secolo e dopo essere stato a lungo oggetto di aspre contese, nel 1390 il vescovo di Bobbio cede il Castello al capitano di ventura Jacopo Dal Verme I.

Completamente costruita in pietra, con uno spessore murario medio di circa 4 metri, la rocca è un edificio titanico che, con il ricetto fortificato, le scuderie, gli spalti, la cappella, le sue oltre 40 stanze, costituisce un formidabile complesso architettonico che è oggetto di studio degli architetti militari.
Dalla terrazza e dalla torre si gode un panorama mozzafiato del territorio circostante: le verdi campagne, i freschi boschi, le colline con gli altri castelli della zona.
È una vallata sospesa nel tempo, dove la storia si legge ovunque, nel paesaggio agrario modellato dall’uomo come nei castelli, nelle antiche pievi ed abbazie. Le mura e le torri del borgo testimoniano la strenua difesa di un luogo strategicamente importante per la salvaguardia dello Stato Vermesco.

La visita a Zavattarello può iniziare dalla piazza coronata di edifici in pietra, le antiche case di “su di dentro”, com’è chiamato il nucleo medievale che conserva la struttura urbanistica originaria.
Il borgo, in parte ancora circondato da mura, è attraversato da una via stretta e sinuosa e da numerosi passaggi costruiti a raggiera verso la Rocca sovrastante. Tutta in pietra, con uno spessore murario di oltre 4 metri, la rocca titanica con il ricetto fortificato, le scuderie, gli spalti, la chiesa e le sue 40 stanze costituisce un complesso architettonico tra i più interessanti della zona.

Tornando nella piazza, è l’arte antica a farsi ammirare nell’oratorio trecentesco di San Rocco, dove si segnala uno stupendo altare ligneo del quattrocento.
Contrapposta alla rocca, all’altro lato del paese, si trova la pieve parrocchiale di San Paolo.
La struttura è romanica; purtroppo nel settecento alla facciata originaria ne è stata sovrapposta una barocca.

All’interno, oltre ad un notevole altare ligneo con ancona, si notano pale e tele antiche sia nella navata centrale sia nelle cappelle laterali, una delle quali espone reliquie di santi in cofanetti pregiati.
Passando nel retro della pieve, il cimitero a forma ottagonale, fatto costruire all’inizio dell’ottocento da Carlo Alberto di Savoia, è un’opera pregevole per l’armonia delle proporzioni, visibile negli archi e nelle volte, e accoglie la cappella di famiglia dei Dal Verme.

Zavattarello – ph Yoruno

Cosa fare a Zavattarello?

Nel comune è possibile fare:

• Passeggiate
• Ginnastica all’aperto
• Piscina e impianti sportivi
• Equitazione su sentieri segnalati
• Nel comune di Nibbiano è in funzione l’ippovia, una strada per cavalli e cavalieri immersa nel verde

Cosa mangiare a Zavattarello?

Il piatto tipico del borgo è il Risotto con funghi porcini, ravioli di brasato, polenta e selvaggina salmistrata.
Ma quello che davvero si può trovare in questo comune sono il salame crudo e pancetta di maiale stagionati utilizzabili per antiche ricette lombarde.

Ecco alcuni ristoranti da provare!

• Imbarcadero
• Antica Trattoria DI Otilia
• Agriturismo Ra Cànva Da Berto

Alcune curiosità:

• È inserito nel circuito de “I Borghi più belli d’Italia”
• Lo stemma raffigura un drago incatenato a custodia di un albero di mele rosse: riprende l’affresco che sovrasta il portale di ingresso al castello, in cui è rappresentata anche un’aquila con le ali aperte. La scritta latina “Praeda vigil vigilataque poma”, “la preda è vigile i suoi frutti sono (ben) custoditi”, è un avvertimento ai nemici che la rocca era ben difesa.
• Durante il Natale nel borgo si respira aria di festa con l’allestimento del presepe vivente. In estate invece l’appuntamento è con il Luglio culturale e un variegato calendario di manifestazioni artistiche, musicali e teatrali.

In Good Morning Kiss Kiss è intervenuto Simone Tiglio, sindaco di Zavattarello:

«Iniziamo la visita dal Castello Dal Verme, che dispone anche del ponte levatoio. Oltre al castello a Zavattarello ci sono tantissime cose. È un paese piccolo ma c’è tanto da vedere, ricco di attrattive e di bellezze storico-naturalistiche. Il borgo medievale è ancora semi-fortificato ed è ai piedi del castello. La particolarità è che il borgo è separato dal castello grazie ad un parco ampio 39 ettari. Presenti anche tante chiese, tra cui la Pieve parrocchiale di San Paolo. In un paese qui vicino c’è il Giardino delle Farfalle all’interno del parco di un altro castello; si chiama così perché in Oltrepò sono state riconosciute tantissime specie di farfalle, che sono forse l’esempio più bello di biodiversità in Italia. Inoltre, Zavattarello è anche il paese delle api e del miele. Dal punto di vista naturalistico, ci sono tantissimi sentieri percorribili a piedi o in bicicletta. Per le ebike, che stanno andando per la maggiore, stiamo predisponendo l’installazione di colonnine di ricarica nei punti di sosta. I percorsi hanno vari gradi di difficoltà per ogni tipo di persona. Sotto l’aspetto gastronomico, la nostra cucina è un concentrato di tradizioni culinarie differenti: ligure, emiliana, piemontese e tradizionale lombarda. Tra i piatti tipici ci sono i “Pisarei”, gnocchetti di farina e pangrattato.»

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