Pietramontecorvino, borgo pugliese in provincia di Foggia

Oggi ci troviamo in provincia di Foggia, a Pietramontecorvino, uno splendido comune della Puglia. Scopriamo insieme le attrazioni e il cibo.

In questo appuntamento di “Saluti da Kiss Kiss“, rubrica in onda dal lunedì al sabato su Radio Kiss Kiss, facciamo tappa a Pietramontecorvino, caratteristico comune della Puglia in provincia di Foggia. Sorge nel Subappennino Dauno a 456 sopra il livello del mare. Fa parte del circuito “I borghi più belli d’Italia” ed è Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perché si chiama così?

Pietramontecorvino è la “pietra” (cioè la roccia, la rupe) di Montecorvino, un borgo risalente ai Bizantini, sviluppatosi con i Normanni e decaduto e abbandonato nel XV sec.

Cosa vedere a Pietramontecorvino?

  • Centro storico: detto “Terravecchia“, è di stampo medievale. Le case sono in tufo, e in parte ricavate scavando direttamente la roccia tufacea. L’abitato era racchiuso in una cinta muraria, in cui si aprivano tre porte: Porta di Santa Caterina, Portella e Port’Alta, che conserva oggi un pregevole arco ogivale.
  • Torre Normanna: alta circa 25 metri, è a pianta quadrata su cinque livelli. Si ipotizza sia di origine normanna, ma ha subìto modifiche in periodo svevo e angioino. Dopo diverse opere di manutenzione la torre è stata riaperta al pubblico agli inizi degli anni 2000.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: costruita intorno alla fine del XII secolo, nel XVIII secolo venne interessata da importanti lavori di ristrutturazione che ne capovolsero l’orientamento originario. È sormontata da una cupola maiolicata sui toni del verde e del giallo.
  • Palazzo Ducale: l’edificio è di origine duecentesca ed è diviso su tre piani. Sulla volta del salone di rappresentanza è presente un affresco con lo stemma dei duchi Montalto di Tocco con il motto “Duriora decoxi (“Ho frantumato cose più dure”).
  • Rudere della torre normanna di Montecorvino: chiamata “torre del diavolo”, sorge su un’altura da cui domina tutta la valle.

Pietramontecorvino ph Michele Colucci

Cosa fare a Pietramontecorvino?

  • Attività all’aria aperta: possibilità di effettuare escursioni nei boschi, a piedi o in mountain bike, e di praticare il tennis.
  • Bosco di Sant’Onofrio: piacevole meta, soprattutto in estate, quando ci si può rilassare tra i faggi e le sorgenti d’acqua.
  • Festa di Sant’Alberto: si tiene il 16 maggio, quando la statua del patrono è portata in processione ai ruderi dell’antica Montecorvino, accompagnata lungo il percorso dai palii, lunghi fusti d’albero ricoperti di nastri multicolori, recati dai fedeli.
  • Suoni, sapori e colori di Terravecchia: (19-21 settembre) tre giorni di eventi artistici, teatrali e gastronomici e di festa in costumi medievali, nel cuore dell’antico borgo per celebrare l’inizio dell’autunno.

Cosa mangiare a Pietramontecorvino?

  • Rechetèlle o cecatille, pasta frescha fatta in casa, solitamente condita con sugo di carne
  • Scartellate, dolci ricoperti con miele o mosto cotto
  • Cauzune ripieni di pasta di ceci e cioccolata (o castagne)
  • La “nnoglia” o doglia di maiale, salume tipico
  • Formaggi tipici
  • Vino
  • Birra artigianale

Ecco alcuni ristoranti da provare!

  • Ristorante Sasso d’Oro
  • Trattoria Peccati di Gola
  • Ristorante didattico Castel di Pietra

In Good Morning Kiss Kiss è intervenuto Raimondo Giallella, sindaco di Pietramontecorvino:

«La prima cosa da vedere è il nostro patrimonio boschivo, un patrimonio di mille ettari di bosco, da percorrere a piedi o in mountain bike, per rilassarsi e godere tutte le proprietà della natura. Ci sono percorsi bellissimi, come la Casa del Guardiaboschi. Ci sono due fontane antiche immerse nel verde e sentieri che portano direttamente al centro storico. Abbiamo un bellissimo Palazzo Ducale e una Torre normanna visitabile tutti i giorni. Le nostre guide turistiche accompagnano i turisti in giro e spiegano la nostra storia. Dalla cima della nostra torre si può vedere quella di Montecorvino facevano parte di una linea di difesa che costruirono i normanni. Qui ci sono anche fonti naturali e infatti c’è un percorso dell’acqua. Tra le specialità tipiche c’è la “nnoglia” o doglia di maiale, che è un salume tipico. Ma ci sono anche buonissimi formaggi, birra artigianale e vino.»

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