Compiano, borgo emiliano in provincia di Parma

Oggi ci troviamo in provincia di Parma, a Compiano, uno splendido borgo dell'Emilia Romagna. Scopriamo insieme le attrazioni e il cibo.

In questo appuntamento di “Saluti da Kiss Kiss“, rubrica in onda dal lunedì al sabato su Radio Kiss Kiss, facciamo tappa a Compiano, un caratteristico borgo dell’Emilia Romagna della provincia di Parma. Inserito ne “I Borghi più belli d’Italia“, è un piccolo borgo circondato interamente da mura e strettamente legato al suo castello – parte dello Stato Landi – e sede di zecca.

Ma scopriamo meglio questo incantevole comune!

Perché si chiama così?

Il toponimo del nome Compiano deriverebbe secondo alcuni dal latino Cum Planum, ovvero “campo piano”, secondo altri però il nome in realtà deriverebbe dal nome proprio Campilius-anus.

Cosa vedere a Compiano? I monumenti storici.

  • La Chiesa di San Giovanni Battista: edificata originariamente in epoca medievale dai religiosi del monastero di San Paolo di Mezzano, fu ricostruita nel centro di Compiano nel 1600 e ristrutturata in stile neoclassico a partire dal 1868.
  • La Chiesa di San Bartolomeo Apostolo: sita nella zona di Strela, anche questa antica struttura religiosa fu ricostruita fra il 1949 e il 1953 sui resti della chiesa precedente.
  • La Chiesa di Sant’Antonio Abate: menzionata per la prima volta nel 1472, la cappella di Isola di Compiano fu profondamente modificata in stile barocco agli inizi del XVII secolo.
  • Il Castello di Compiano: ubicato su di uno sperone roccioso che domina la Val di Taro, nel corso degli anni il maniero è passato prima alla famiglia dei Landi, poi di Filippo Maria Visconti, per poi tornare nuovamente ai Landi. In seguito divenne di proprietà del comune di Compiano.

Compiano – ph Davide Papalini

Cosa fare a Compiano? Le attrazioni turistiche.

Sul territorio del comune di Compiano è possibile fare escursioni a cavallo, raccogliere i funghi, fare passeggiate a piedi e in mountain bike o e-bike lungo i numerosi sentieri attraverso i boschi o i torrenti. Ma è possibile anche visitare i Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, di cui Comune e Castello di Compiano ne fanno parte.

Cosa mangiare a Compiano?

I piatti tipici e locali sono la “bonissima”, una pasta frolla con un ripieno di un impasto composto da miele ed un trito di noci e rum; la mousse di mortadella, ovvero una spuma di mortella tritata, ricotta, parmigiano ed un po’ di panna. Famosa anche la salsa alla diavola, con peperoncino e brandy. Ideale per accompagnare i piatti di carne.

Ecco alcuni ristoranti da provare!

  • La “Trattoria Oppici”
  • Il Ristorante “Al Panigaccio”
  • Il Bar Pizzeria “Speedy”

Alcune curiosità:

  • Il comune è stato insignito alla “Medaglia di bronzo al Merito Civile”.
  • È inserito nel circuito de “I Borghi più belli d’Italia”.
  • La squadra locale di calcio milita nel campionato di seconda categoria.

In Good Morning Kiss Kiss è intervenuto Francesco Mariani, sindaco di Compiano:

«Iniziamo la visita dal Castello, che è comunale. È diviso in due parti: una è il museo, creato dove erano le stanze della vecchia proprietaria, nell’altra è possibile soggiornare, così da godersi qualche giorno di pace e tranquillità. Alcune parti del castello sono rimaste intatte, uguali a come erano nel XVI secolo. E gran parte di Compiano risale al XVI secolo. Per quanto riguarda l’aspetto naturalistico, qui ci sono tanti percorsi di trekking, ma anche da fare in bike o a cavallo. Inoltre, in tutta l’alta Val di Taro c’è l’antichissima tradizione degli “Orsanti”, cioè gli artisti di strada, un fenomeno che si è molto accentuato nel XIX secolo, ma ci sono testimonianze di artisti già nel XVII secolo. Ogni famiglia della Val di Taro ha almeno un antenato che si è cimentato in questa arte, andando in giro per le capitali europee facendo spettacoli per le strade. La maggior parte degli Orsanti faceva spettacoli con piccoli animali, come scimmie, cani o pappagalli; altri, invece, riuscivano a farne anche con animali grandi e impegnativi, come gli orsi. Alcuni di questi artisti, un po’ più intraprendenti, hanno fondato addirittura dei veri e propri circhi. Questo fenomeno si è interrotto con l’inizio della Prima Guerra Mondiale. Il nostro prodotto tipico è il fungo porcino, l’unico fungo marchiato IGP d’Europa, quindi la nostra cucina ha piatti basati prevalentemente sui funghi porcini.»

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