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Cella Monte: il Sindaco Maurizio Deevasis racconta il borgo su Radio Kiss Kiss

Il Sindaco di Cella Monte, Maurizio Deevasis, ospite a Radio Kiss Kiss, svela le bellezze e le curiosità del borgo piemontese, tra storia, cultura e tradizioni enogastronomiche.

Nel corso della trasmissione mattutina di Radio Kiss Kiss, il Sindaco di Cella Monte, Maurizio Deevasis, è intervenuto per raccontare le particolarità del suo borgo, situato nel cuore del Monferrato Casalese, in provincia di Alessandria. L’intervista ha offerto uno spaccato autentico della vita e delle attrazioni di uno dei borghi più belli d’Italia.

Cella Monte: un borgo tra storia e natura nel Monferrato

Cella Monte, nel Monferrato Casalese, è un borgo tra i più belli d’Italia, famoso per gli infernot, cantine sotterranee uniche al mondo scavate nella pietra da cantoni per conservare vino e cibo. Il paese, costruito quasi interamente con questa pietra giallo chiaro che spesso conserva fossili, offre palazzi storici, l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, chiese romaniche e arte a cielo aperto. Eventi come il Jazz Re:Found Festival e la Fiera del Tartufo arricchiscono l’esperienza.

L’Ecomuseo della Pietra da Cantoni e gli infernòt: tesori nascosti

Uno dei punti di forza di Cella Monte è l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, una vera e propria attrazione per chi visita il borgo. Il Sindaco Deevasis ha spiegato: “Questo museo merita davvero una visita. Se me lo chiedeva qualche anno fa ero un po’ più titubante, ma adesso con la presidenza attuale, che è da quattro anni, ha stravolto in positivo questo posto e l’ha reso visibile. Lì si parla dell’origine milioni di anni fa quando c’era il mare ed era nata questa pietra.”

La pietra da Cantoni, utilizzata per le facciate delle case del borgo, dona a Cella Monte un aspetto che ricorda la Toscana. Ma la vera particolarità sono gli “infernòt”, cantine sotterranee scavate nella pietra. Il Sindaco ha precisato: “Gli infernòt li hanno scavati perché erano pieni. Hanno scavato questa pietra, la pietra, la hanno tolta, quindi l’infernò nasce in negativo nel senso che non è costruito, hanno scavato la roccia. E hanno creato questi infernot che sono diventati delle cantine, ma soprattutto adesso sono nel sito UNESCO.”

Il borgo fa parte della core-zone del “Monferrato degli Infernot”, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2014. Gli infernot, celle sotterranee scavate nella pietra da cantone, conservano vino a temperatura e umidità ideali. Tra i luoghi da visitare: il Palazzo Volta con l’Ecomuseo, il castello degli Ardizzone, la casa forte dei Francia, la parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta e l’oratorio di Sant’Antonio.

Tradizioni, vino e accoglienza: l’invito del Sindaco ai visitatori

Oltre alle bellezze architettoniche e naturali, Cella Monte è famosa anche per la sua tradizione enogastronomica. Noto per i suoi vigneti e vini come Grignolino, Barbera e Freisa. Tra i piatti tipici, gli agnolotti, la bagna cauda, il bollito misto e il fritto misto alla piemontese e i piatti a base di tartufo bianco della Valle Ghenza.

In chiusura, il Sindaco ha rivolto un invito a tutti gli ascoltatori: “Vi aspetto tutti, anche gli ascoltatori.” Un messaggio di accoglienza che ben rappresenta lo spirito di Cella Monte, pronto a condividere le sue ricchezze con chiunque voglia scoprirle.

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