Alba Fucens, area archeologica in Abruzzo

Oggi ci troviamo ad Alba Fucens, una caratteristica area archeologica, in Abruzzo. Scopriamo insieme le sue peculiarità e tutte le sue attrazioni turistiche!

In questo appuntamento di “Saluti da Kiss Kiss“, rubrica in onda dal lunedì al sabato su Radio Kiss Kiss, facciamo tappa a Alba Fucens, gioiello archeologico abruzzese in provincia d’Abruzzo.

Se siete appassionati di storia e vorreste fare un viaggio nel tempo, abbiamo la soluzione che fa per voi.

In Abruzzo sono diversi i siti archeologici di incredibile valore storico e culturale, ma oggi vi parleremo di Alba Fucens, un’antica colonia latina ai piedi del maestoso Velino nell’attuale frazione di Massa d’Albe (AQ).

Sorta in epoca Romana nel IV secolo a.C. alle pendici del monte Velino, il sito della colonia latina di Alba Fucens è stato riscoperto grazie agli scavi condotti a partire dal 1949 dall’archeologo Fernand De Visscher.

Ancora oggi Alba Fucens è oggetto di scavi e restauri che hanno permesso di riportare alla luce un meraviglioso anfiteatro e la struttura di parte della città, con la sua griglia di cardi e decumani, il suo mercato,  i suoi mosaici. 

Camminare tra le rovine di Alba Fucens significa davvero viaggiare nel tempo, e tornare indietro di almeno 2.000 anni!

Perché si chiama così?

Il toponimo “Alba”, assai diffuso nel mondo latino, deriva da una comune radice indoeuropea che significa “altura”, ma anche “bianco”.

Secondo l’Olstenio il nome deriverebbe “dal campo all’intorno, sparso e pieno di sassi bianchi”, e altri studiosi concordarono con tale ipotesi.

Sulla base di alcune fonti storiche il nome potrebbe anche derivare da quello di Alba Longa, metropoli latina.

Per quanto riguarda l’aggettivo “Fucens” (o “Fucense”), questo si ricollegava al nome del vicino lago Fucino (in latino Fūcinus), a sua volta associato all’etnico Fūcentes, un appellativo dei Marsi che vivevano sulle sponde orientali del lago marsicano.

I coloni di Alba Fucens erano detti “Albensi”, mentre gli “Albani” erano quelli della madrepatria, come riportano in maniera esplicita diverse fonti storiche.

Ma qual’è la storia di Albe Fucens?

Furono i Romani a fondarla, nel 303 a.C., in un territorio dove Equi e Marsi si diedero a lungo battaglia per aggiudicarsene il predominio.

Dopo la guerra civile (91-89 a.C.) divenne Municipium e i suoi abitanti vennero riconosciuti cittadini romani a tutti gli effetti. 

Successivamente, venne coinvolta nella guerra tra Pompeo e Cesare, in quanto roccaforte degli anticesariani comandati da Domizio Enobarbo, che poi si arrese a Cesare.

Dopo la II guerra punica venne trasformata da cittadella fortificata (costruita da 6000 coloni), a carcere in cui confinare i prigionieri di guerra importanti.

Sorgendo vicino all’alveo del Fucino, divenne molto prospera nel periodo imperiale.

La sua decadenza come colonia latina coincise invece con quella dell’impero romano, per via delle invasioni barbariche, della mancanza di manutenzione e quindi dell’allagamento delle terre emerse dalla bonifica del Fucino fatta da Claudio.

Inoltre, per via dell’impossibilità di ricostruire gli edifici crollati a causa dei sismi, la popolazione cominciò a spostarsi nei paesi più alti e difesi e lontani dalla viabilità, per allontanarsi dal pericolo dei barbari. 

L’abbandono di Alba Fucens avvenne nell’XI secolo con l’arrivo dei saraceni e la costruzione del borgo medievale di Albe, sull’altura principale del colle S. Nicola, proprio sopra Alba Fucens, dove venne costruito il castello che passò sotto il controllo degli Orsini.

Il borgo di Alba divenne il centro più importante della Contea dei Marsi.

Ma cosa è possibile vedere oggi dell’antica Alba Fucens?

Ma torniamo ora al nostro sito archegologico di Alba Fucens: come accennato, è venuto alla luce con gli scavi guidati dall’archeologo belga Fernand De Visscher. 

Tra l’altro, gli scavi sono ancora oggi in corso.
Pare che attualmente sia stata portata alla luce soltanto un quinto di quella che doveva essere la città originaria.

  • La città

Alba Fucens è circondata da una cinta muraria in gran parte conservata, lungo la quale si trovano quattro porte (Porta di Massa, Porta Sud, Porta Massima, porta Fellonica). Attualmente si accede al sito archeologico presso la porta di Massa, ad Est. 

Entrando nel sito si nota il centro urbano diviso in isolati, dove si inseriscono edifici dell’are pubblica come il mercato, il foro, il comizio. 

Si può camminare lungo la cosiddetta via del miliardo, che ricalca il tracciato della via Tiburtina Valeria.

Il nome si deve al ritrovamento di un miliardo della via Valeria. La via dell’elefante è invece così chiamata per via del ritrovamento di due basi con la rappresentazione di un elefante.

Infine c’è via dei pilastri che prende il nome dai pilastri posti a sostegno di un portico. 

  • L’anfiteatro

Percorrendo un sentiero si giunge all’anfiteatro, di forma ellissoidale. Venne costruito nella prima metà del I secolo d.C. grazie al testamento del prefetto Quinto Nevio Sutorio Macrone, originario proprio di Alba Fucens. Condannato a morte dall’imperatore Caligola, Macrone si suicidò, così da evitare la confisca dei beni e poterli lasciare, per l’appunto, anche alla città di Alba.
Il suo nome compare nell’iscrizione su uno dei due archi d’ingresso, che è stata recuperata nel corso degli scavi: 

Q(unitis) Naevius Q(uinti) f(ilius) Fab(ia tribu) Sutorius Marco / praefetus vigilum praefectus praetorii / Ti8beri) Caesaris Augusti testamento dedit

Nella parte inferiore della cavea dell’Anfiteatro sono visibili gli ingressi per i gladiatori e gli animali. L’anfiteatro tornò alla luce durante gli scavi nel 1957, con l’ausilio dei carrelli della décauville messi a disposizione dallo Zuccherificio di Avezzano.

  • La Chiesa di San Pietro

Sulla sommità del colle si trova la Chiesa romanica di San Pietro nata dall’adattamento – nel VI secolo – del tempio  di Apollo al culto cristiano.  

Di quest’ultimo si conservano alcune colonne originarie all’interno della muratura. Distrutta dal terremoto del 13 gennaio 1915, la chiesa fu ricostruita negli anni 50 del Novecento recuperando gli elementi originali dalle macerie. All’interno della chiesa sono presenti anche alcuni graffiti, come quello di una nave da guerra o altri da riferire a titoli funerari.

  • Il Castello Orsini di Albe

La città romana di Alba Fucens si stende in una stretta valle chiusa da tre colli. Su uno sorge la chiesa di San Pietro, su quello diametralmente opposto sorgeva un tempo l’acropoli, mentre nel medioevo sorse un castello, il Castello Orsini.

Il Castello prende il nome dalla famiglia Orsini che ne prese possesso nel XIV secolo, ma in realtà la costruzione è molto più antica, posta strategicamente sul colle a controllo della via Valeria che attraversava l’antica città di Alba Fucens, ormai in abbandono, ai piedi del colle. 

Siamo alle pendici del monte Velino e il controllo dei passi montani e di ciò che avviene in valle è fondamentale. Effettivamente dal Castello si gode di una vista pazzesca, che spazia per km e km sul territorio sottostante e circostante.

Nel castello vero e proprio attualmente non è possibile entrare. Tuttavia la passeggiata che si può fare all’intorno consente di camminare tra le pertinenze del castello: si incontrano piccoli ambienti, scale che un tempo portavano ai piani superiori, piccole torrette.

Il castello vero e proprio, di cui si conservano possenti le mura e le torri cilindriche è solo il cuore di un apparato difensivo decisamente più grande che occupava tutta la sommità del colle.

  • Il tempio di Ercole

La zona cultuale dedicata ad Ercole era costituita da un lungo cortile di circa 80 m lastricato e porticato sui due lati lunghi che si apriva davanti ad un sacello di ridotte dimensione. Il sacello ospitava la statua del semidio. Tale statua ritrovata durante gli scavi è attualmente conservata nel Museo Nazionale d’Abruzzo di Chieti.

  • Il tempio di Apollo

Il Tempio di Apollo si trova, invece, sull’altura di San Pietro.

Risalente al III-II sec. a.C., il tempio italico era dedicato a due divinità, di cui una con certezza è Apollo come riporta un’iscrizione sulle mura.

Attualmente su di esso sorge la chiesa romanica dedicata a San Pietro. Il tempio di Apollo fu adattato a chiesa dai monaci benedettini che costruirono anche il convento adiacente.

Inoltre è possibile visitare anche:

  • Le Terme di Alba Fucens

Lungo la via Miliario, si possono osservare i resti dell’edificio che ospitava i resti delle Terme di Alba Fucens

Le terme cittadine erano decorate con mosaici raffiguranti soggetti marini e comprendevano diversi ambienti, sia maschili che femminili

Non è rimasto molto delle terme, ma è possibile vedere una serie di mattoncini impilati che fanno parte di un processo chiamato “ipocausto” , un sistema di riscaldamento ideato dai Romani.

Il sito è sempre visitabile e l’ingresso è assolutamente gratuito. Dunque, un prezioso concentrato di storia e archeologia, un sito all’interno del quale è possibile viaggiare nel tempo e tornare indietro di oltre duemila anni, un gioiello archeologico da scoprire nel cuore della Marsica, alle pendici di uno straordinario guardiano, il Monte Velino.

In Good Morning Kiss Kiss è intervenuto l’archeologo Andrea Angelucci per parlarci del sito:

«Il sito archeologico di Alba Fucens si trova in Abruzzo, vicino alla città di Avezzano, nella Piana del Fucino. È un sito strepitoso perché si tratta di un’antica città romana, anche se di origine precedente, dell’epoca degli Equi. Questa antica città si è perfettamente conservata in una cornice meravigliosa, ai piedi delle montagne. In inverno lo spettacolo è ancora più bello perché si vede il sito con davanti il Monte Velino innevato. Questa antica città si è conservata così bene sia perché è una zona che in epoche successive non è stata molto popolata, sia perché buona parte delle strutture evidenti sono massi giganteschi, estremamente difficili da spostare. Inoltre, da vedere c’è la Venere di Alba Fucens e anche il Museo di Alba Fucens. Un consiglio che voglio dare è quello di andare a vedere un magnifico anfiteatro, quasi perfettamente conservato, dietro alla montagna, che è un vero spettacolo soprattutto al tramonto. La particolarità di Alba Fucens è che, essendo un po’ isolata e a circa mille metri di altezza, in epoca romana era utilizzata come luogo di esilio dei grandi re sconfitti, ad esempio re che venivano dal nord Africa e l’ultimo discendente di Alessandro Magno, quindi del Regno di Macedonia. Consiglio di visitare questo luogo, perché è facile da raggiungere (a dieci minuti dall’uscita dell’autostrada) e anche perché è zona di buonissimi arrosticini.»

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